Roma. Elezioni. Con Fassina candidato sindaco, una più larga coalizione di programma, democratica e di sinistra

Roma. Elezioni. Con Fassina candidato sindaco, una più larga coalizione di programma, democratica e di sinistra

Scrive Paolo Cento, segretario romano di Sinistra ecologia e libertà, che l’obiettivo della coalizione civica democratica e di sinistra è quello di andare al ballottaggio nelle elezioni per il Comune di Roma. Un obiettivo non facile, ma raggiungibile perché non siamo all’anno zero. Da quando Stefano Fassina annunciò la disponibilità a una candidatura, rispondendo a una richiesta che veniva da forze politiche e sociali, da associazioni che operano nel territorio, è passata molta acqua sotto i ponti. Se ben ricordiamo, Fassina, che da poco aveva abbandonato il Pd, annunciò la sua disponibilità nel corso di una grande assemblea in un teatro di Ostia prima delle festività natalizie. Una disponibilità verificata in molte direzioni con tre obiettivi: costruire una vasta coalizione, un programma di rottura con il passato, sollecitare la partecipazione dei cittadini. Tutto ciò non nel vuoto pneumatico di primarie, uno strumento ormai usurato, non c’è bisogno di ricordare quanto è avvenuto con quelle recenti del Pd, a Roma e Napoli in particolare.

Tanti incontri e assemblee in questi mesi per ristabilire un rapporto con il popolo di Roma

Un progetto che aveva ed ha bisogno di ristabilire un rapporto con il popolo di  Roma, le tante associazioni che rappresentano forze sociali e del lavoro, ceti medi, personalità. Un progetto politico che risponde alla esigenza di costruire una nuova forza, Sinistra italiana, che vedrà il congresso fondativo ai primi di dicembre dopo aver tenuto una grande assemblea a Roma, Cosmopolitica, nel corso della quale di elezioni amministrative si è parlato. Puerile e banale il tentativo di scindere le elezione amministrative dal quadro politico del nostro Paese. Tanto più visto che si tratta della capitale d’Italia. Questo percorso ad oggi è arrivato alla costruzione di una coalizione, di cui sono promotori Futuro a sinistra, Sel, Rifondazione, Lista Tsipras, che ha indicato in Fassina e nel programma da lui in particolare messo a punto, il candidato sindaco. Nel corso di questi mesi ha tenuto, fra assemblee, incontri, dibattiti, più di cinquanta iniziative fra cui una “giornata” in cui sulle tematiche specifiche dei territori si sono svolte assemblee in tutti i municipi. Nasce così il programma  e la ufficializzazione della candidatura da parte dello stesso Fassina  in una assemblea tenuta alla fine di febbraio al Teatro Quirino di Roma. Per la cronaca, proprio nella sede di Futuro a sinistra, che non è una invenzione dell’ultima ora, che si trova a Roma, Via Antonio Tempesta 129, fu proprio Cento insieme agli esponenti delle altre forze politiche della coalizione a ufficializzare la candidatura di Fassina. Lo ricordiamo ad uso degli scriba di Repubblica, secondo cui questa candidatura sarebbe nata dal niente, da tre persone sedute intorno ad un tavolino. Se le scriba del quotidiano di via Fochetti, come si faceva una volta, si recassero sul posto, da brave croniste, avrebbero potuto assistere a questa riunione cui era presente anche l’ex capogruppo di Sel in Campidoglio, Peciola, che ora, dopo qualche mese, si sarebbe accorto che Fassina non rapprsenta la “sua cultura” e intenderebbe presentare una sua candidatura. Noi che a quella riunione, come una volta i giornalisti usavano fare, eravamo presenti, non abbiamo sentito alcuna parola di dissenso da parte di Peciola. Non solo le scriba di Repubblica fanno finta di ignorare le numerose dichiarazioni di esponenti di Sel, da Fratoianni, che ne è il coordinatore nazionale, al senatore romano, Massimo Cervellini, allo stesso Cento, che hanno ribadito che “Fassina è il candidato della coalizione che vede insieme di Sinistra italiana-Sel, Futuro a sinistra come espresso anche in questi giorni, Rifondazione  e Lista Tsipras”.

La campagna di Repubblica e non solo contro la candidatura di Fassina. Poteri forti all’attacco

Veniamo all’oggi, alla necessità di stringere i tempi, nella chiarezza e nella limpidezza dei passaggi necessari per mettere il sigillo definitivo in vista della presentazione della lista. Riprendiamo ancora quanto affermato da Paolo Cento. Dopo la ufficializzazione della candidatura di Fassina – dice – sono arrivate proposte che riguardano la possibilità di allargare la coalizione. Proposte, dobbiamo dire, comparse in particolare su  Repubblica, secondo cui Fassina sarebbe un candidato che divide, non gradito dalla maggioranza di Sel. Chi lo ha scritto ha fatto le “primarie” di Sel? Lasciamo perdere. Fra i nomi che sono stati fatti circolare, quello dell’ex ministro Bray, attuale direttore della Treccani, che sarebbe stato sollecitato da Massimo D’Alema. Che ha sempre negato. Repubblica ha perfino scritto che  Fassina “se ne doveva andare. Bray c’è. È un mondo nuovo”. In effetti Bray non c’è. Non è che ha ritirato la sua candidatura. Non l’ha mai presentata. Paolo Cento, nel rispettarne la decisione afferma che “continuiamo a ritenere il suo contributo prezioso e ovviamente le porte della coalizione rimangono aperte”.

Paolo Cento (Sel). Verificare il rapporto possibile con l’ex sindaco Marino

Ugualmente, dice sempre Cento, è giunto il momento di verificare il rapporto possibile con l’ex sindaco Marino “a partire dal programma e dalla disponibilità di Marino, per arrivare ad una candidatura unitaria” da individuare con un percorso “ampio e partecipato che può  prevedere anche la convocazione di primarie”. Si dovrebbe trattare, se ben comprendiamo, di un eventuale allargamento della coalizione ad un’altra componente, coalizione che un “suo” candidato”, Stefano Fassina, lo ha già individuato, con un programma ben definito: Roma capitale metropolitana, in discontinuità col vecchio modello Roma del PD, per la ricostruzione morale, economica, sociale e ambientale della città.

Gentili (Futuro a sinistra). Il programma non separabile dalla candidatura di Fassina

“Un programma partecipato – dice Sergio Gentili, esponente di Futuro a sinistra – e una candidatura non separabile da esso”. In questo quadro, con una partecipazione vera della città, delle periferie in particolare, le primarie, quelle costruite nel confronto con le forze vive della città sono già avvenute. Fortunatamente, rispondendo no alla tentazione di partecipare alle primarie del Pd, come è avvenuto a Milano, di cui si sono fatti portavoce anche iscritti a Sel. Se possiamo, con grande modestia, un suggerimento lo diamo: la parola “primarie” ha perso tutto il suo significato originale. È cronaca di tutti i giorni. È diventata simbolo di correnti, clientele, scontri tra capi bastone, corruzione. La coalizione di programma che candida Fassina nasce dal basso, dai territori. Se la si vuole allargare, se ci sono forze disponibili, sapendo che c’è già un programma, c’è una candidatura, in tempi rapidi si possono trovare modi e forme per rafforzare la coalizione. Ciò che si richiede è chiarezza e lealtà. Ce lo dice un “osservatorio” , quale è un giornale, o quale dovrebbe essere. Che sente l’umore dei lettori. Non gli arrivano, oggi, solo lettere. Tutti i giorni puoi leggere commenti, suggerimenti, critiche, parole avverse. L’informazione è strumento fondamentale, il sale della società democratica. Troppo spesso anche a sinistra ce ne scordiamo. Ma questa battaglia elettorale e poi quella dei referendum, si combatte su questo terreno.  È la democrazia, bellezza.

 

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