Juve e Napoli distanze invariate, la Roma abbatte e allontana la Fiorentina al quarto posto, facendo paura a tutti, Inter quinta

Juve e Napoli distanze invariate, la Roma abbatte e allontana la Fiorentina al quarto posto, facendo paura a tutti, Inter quinta

In una giornata di transizione, il responso più atteso riguardava il Napoli che, dopo 5 partite senza successi (coppe comprese) non poteva più sbagliare per non dare l’impressione d’aver ceduto al sorpasso juventino. Ma anche da Roma-Fiorentina si attendevano lumi su quale delle due squadre fosse in grado di  ipotecare il terzo posto e, al limite, anche di insidiare il secondo, visto il rallentamento del Napoli. I risultati sono stati molto eloquenti e, grazie ad essi, è possibile formulare alcune considerazioni sull’andamento futuro del campionato.

Juventus, tutto ok Quando non segnano le punte, ci pensano gli altri e stavolta è toccato a Barzagli perforare la rete dell’Atalanta e, poi, mettere al sicuro il risultato con Lemina. A Bergamo, campo notoriamente ostico per chiunque, la Juventus forse non avrà brillato come in altre occasioni, però, ha imposto, come al solito,  la propria forza difensiva trovando in Buffon la saracinesca blindata, ormai vicina a frantumare il record dell’imbattibilità di Sebastiano Rossi (mancano 93’ e la prossima col Sassuolo potrebbe essere quella decisiva se non incasserà gol). La Juve ha giocato al gran completo, dimostrando d’aver assorbito abbastanza bene le fatiche infrasettimanali di Coppa Italia in quella combattuta semifinale di ritorno con l’Inter che passerà alla storia per la sua rocambolesca evoluzione.

A Napoli torna il sereno  Non poteva finire meglio l’incontro col Chievo: vittoria netta (3-1) rimontando lo svantaggio iniziale, gioco ritrovato unitamente a Higuain che ha confermato – nonostante il chilo e mezzo in più rilevato da De Laurentiis – di essere ritornato a fare il mattatore di sempre. Allontanata, dunque, qualsiasi nuvolaglia  che avrebbe potuto dare adito a possibili intoppi, e l’undici di Sarri riprende l’inseguimento della vetta, favorito, peraltro, anche da un prossimo calendario alquanto agevole almeno sulla carta (nell’ordine, Palermo, Genoa, Udinese e Verona).

Roma superlativa, Fiorentina affondata  E sette! Continua, imperterrita, la volata verso l’alto della Roma che ha asfaltato una impotente Fiorentina, dalla quale, in una partita-spareggio per l’agognato terzo posto, sarebbe stato lecito attendersi parecchio di più. I giallorossi, con il nuovo trio El Sharaawy-Perotti-Salah,  ha ancora una volta manifestato una forza distruttrice incredibile affossando (4-1) un avversario che, ormai solo sulla carta, può essere considerato un potenziale concorrente, perché in campo la differenza si è vista… Questo era uno spareggio da terzo posto e magari anche per il secondo, ma il verdetto è stato chiaro: la Roma andrà a Madrid, presentandosi martedì al Real nelle condizioni migliori di entusiasmo e di forza, quanto meno per fare una bella figura,  mentre la Fiorentina,  se vorrà continuare ad essere “l’intruso nell’alta classifica” come è stata definita da Paulo Sousa, dovrà riordinare le idee nello spogliatoio prima ancora che in campo.

Risale l’Inter Ad appena due lunghezze  dalla zona Champions  ritroviamo l’Inter che, superando e affossando il Palermo (3-1),  si rimette in gioco soprattutto  dopo l’insolita manifestazione di vitalità offerta nella sfortunata esibizione contro la Juve in Coppa Italia. Tre punti importanti per la classifica ma soprattutto per il morale dei nerazzurri più che mai aspiranti a giocarsi la migliore qualificazione europea con Roma e Fiorentina.

Milan, dura realtà  Sconfitta molto pesante, più nei  significati che nel punteggio (2-0), quella incassata dal Milan contro il Sassuolo che, per due terzi dell’incontro, ha rifilato ai rossoneri una lezione di gioco, imbrigliandoli e vanificando ogni minimo accenno di reazione. Un Milan troppo piccolo quello visto al Mapei Stadium per poter coltivare sogni di Champions e Mihajlovic avrebbe fatto meglio a tacere anziché aggrapparsi, sbandierandoli, agli errori di Bacca e dell’arbitro, che pure ci sono stati ma che non possono assolutamente motivare la battuta d’arresto dopo nove turni favorevoli (anche se non tutti eccelsi). Sarebbe stato preferibile che Sinisa avesse riconosciuto le sue scelte sbagliate, quali i legnosi Alex o Zapata, con Romagnoli in panchina, a rincorrere i furetti emiliani o, il top dei top degli sbagli, lanciare l’inguardabile Balotelli dall’inizio con l’ennesimo, solito risultato di giocare con un uomo in meno. Ormai da ogni parte della tifoseria si chiede di risparmiare questa ingombrante presenza in campo: tutti l’hanno capita tranne chi deve decidere. E per Mihajlovic quale ciliegina (amara…) sulla torta c’è pure la sua espulsione per vibranti proteste, ancorché sacrosante, infrangendo il rigido aplomb societario che non ammette simili follie. Al momento (-9 dalla terza che è la Roma….) in casa rossonera,  l’unico traguardo abbordabile appare la qualificazione in Europa League anche se l’Inter ha fatto un bel balzo in avanti ed ora è +4.

Le altre Torino e Lazio  hanno pareggiato (1-1) una partita dalla quale per entrambe scaturisce un punto che serve solo a muovere la relativa colonna ma non fa classifica per nessuno perché la Lazio, ormai è troppo distante dalla zona europea e il Toro, riveniente dalle ultime 8 partite  con una sola vittoria, farebbe bene a mantenersi lontano dalla zona salvezza.

Pareggio incolore nel punteggio (0-0) e nel gioco fra Bologna e Carpi con il primo che ha perso la via del gol e il secondo che, comunque,  racimola un punto  anche se ne perde due nei confronti del Frosinone che è tornato a vincere contro una insignificante Udinese, portandosi, così, ad un solo punto dal Palermo (da sette partite senza vittoria) e, soprattutto, riaprendo i giochi per la salvezza. In questo contesto, si registra un importante allungo delle genovesi: la Sampdoria, con un perentorio 3-0 in casa del Verona,  e il Genoa che, di misura ma con merito,  supera l’Empoli,  a sua volta, ormai,  alla nona gara senza successo e con appena quattro punti racimolati,  a conferma del periodo nero  per l’undici di Giampaolo che nel girone d’andata si era distinto per il bel gioco e per i risultati ottenuti ed ora sta utilizzando tutto il fieno messo in cascina prima.

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