Siria. Governo di Assad e opposizione accettano il cessate il fuoco stabilito da Usa e Russia. Ma restano enormi problemi

Siria. Governo di Assad e opposizione accettano il cessate il fuoco stabilito da Usa e Russia. Ma restano enormi problemi

Uno degli ostacoli più tenaci alla partenza dell’accordo sul cessate in fuoco in Siria, siglato da Stati Uniti e Russia, sembra sia stato superato martedì 23 febbraio, quando il governo di Assad ha affermato ufficialmente di accettare la “cessazione delle ostilità” a condizione che possano continuare gli attacchi contro lo Stato Islamico, al-Nusra e altre organizzazioni giudicate come terroriste dall’Onu. Il regime di Assad ha detto che avrebbe collaborato con la Russia per definire gruppi e aree da includere nel piano di cessazione delle ostilità, il cui inizio è previsto per sabato.  Inoltre, il governo siriano ha ribadito che ai gruppi di opposizione non sarà concesso l’uso del cessate il fuoco per rafforzare la propria presenza militare. Quest’ultimo punto, però, è stato considerato dalle autorità americane e russe come una sorta di violazione dell’accordo.

L’accordo per il cessate il fuoco in Siria tra Stati Uniti e Russia è stato siglato lunedì e naturalmente non poteva entrare in vigore senza il concorso positivo dei protagonisti di cinque anni di sanguinosa guerra civile: il governo di Assad, i movimenti democratici di liberazione e i curdi siriani. L’avanzata dell’esercito governativo verso Aleppo – la seconda città della Siria – è stata in gran parte determinata dai raid aerei russi contro le postazioni dei gruppi di opposizione. Vi è dunque scetticismo sul fatto che il cessate il fuoco possa reggere dinanzi alle grandi difficoltà in cui sono immerse le province siriane e per effetto dei legami di alcuni gruppi di opposizione con al-Nusra.

Il governo siriano ha sottolineato l’importanza di chiudere le frontiere, bloccando il sostegno straniero ai gruppi armati, al fine di “prevenire che queste organizzazioni possano rafforzare le proprie capacità militari o cambiare postazione”. Lo stesso presidente Assad ritiene che la Turchia abbia agito come fornitore di armi ai foreign fighters, che sostengono sia l’opposizione moderata che l’Isis. A questo proposito, in realtà, anche la Turchia ha salutato con favore il piano del cessate il fuoco, ma è sottoposta alla forte pressione delle Nazioni Unite affinché conceda aiuto a decine di migliaia di rifugiati ammassati sulla frontiera siriana. Si tratta di persone sfuggite alla guerra, provenienti dalla regione di Aleppo.

L’alto comitato siriano per i negoziati – la principale organizzazione dell’opposizione sostenuta dall’occidente e dall’Arabia Saudita – ha detto lunedì notte di accettare i termini del cessate il fuoco. Tuttavia, ha aggiunto che il successo del piano dipende dalla fine di ogni assedio, con l’apertura di corridoi umanitari, col rilascio dei detenuti e con la fine dei bombardamenti, aerei e terrestri.

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