Il giorno dei diritti. In migliaia in piazza per superare le discriminazioni e portare l’Italia in Europa

Il giorno dei diritti. In migliaia in piazza per superare le discriminazioni e portare l’Italia in Europa

Non una ma tante piazze, forse oltre 90 in tutta Italia, e centinaia di appuntamenti in sedi di Associazioni, Sindacati e movimenti, per dare forza al traguardo dell’uguaglianza, in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili. Questa la linea che sabato 23 porterà in piazza tante persone di tutti gli orientamenti politici e senza alcuno steccato, tranne quello del no all’intolleranza ed all’omofobia, che, purtroppo, e lo vedremo, ancora una volta è andato in scena a Roma. Le manifestazioni sono state promosse dalle associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) ed hanno ricevuto centinaia di adesioni di esponenti sindacali, politici e di uomini della cultura. Una vera e propria mobilitazione che ha la volontà di dare un chiaro segnale al Governo ed alla maggioranza che lo sostiene. #SVEGLIATITALIA è l’hashtag con cui si diffonde il tam tam per le manifestazioni che in tante città si stanno organizzando.

L’appello che partirà dalle 90 piazze impegna Governo e Parlamento

E dalle 90 piazze, che, probabilmente vedranno la partecipazione di migliaia di cittadini partirà un appello al governo e al parlamento, eccolo in anteprima: “L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti.

Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti”.

Gli studenti de La Sapienza fanno sentire la loro voce al Capo dello Stato Mattarella

Intanto nella giornata di giovedì all’Università Sapienza di Roma si è svolto l’evento d’inaugurazione dell’anno accademico 2015/2016, presente il Capo dello Stato, Mattarella. Dalle scale del Rettorato di Sapienza in cui si svolgeva l’inaugurazione, gli studenti e le studentesse di LINK SAPIENZA hanno esposto uno striscione “CARO PRESIDENTE CONTRATTARE SUI DIRITTI è OMOFOBO e INDECENTE”. Il Ddl Cirinnà è solo il primo passo”, in contemporanea ad altre iniziative di adesione alla giornata di mobilitazione di domani, 23 gennaio, in cui la Rete della Conoscenza sarà nelle tante piazze che in tutta Italia chiederanno a gran voce che il Paese si svegli dal torpore medioevale in cui riversa da troppi anni. 

”Il Presidente della Repubblica Mattarella, dal momento della sua elezione – dichiara Federica Ciarlariello, Coordinatrice di Link Sapienza – non ha mai preso posizione sull’operato del Governo, anche di fronte a provvedimenti che hanno minato fortemente le condizioni materiali e i diritti sociali della popolazione, ma decide di esprimersi pubblicamente su un Ddl che prevede un’estensione, seppur insufficiente, dei diritti civili per le coppie omosessuali. In una giornata in cui la Sapienza diviene nuovamente una vuota passerella , abbiamo voluto ribadire la necessità che l’Ateneo si impegni a riconoscere diritti che in altre università sono ormai diventati normalità, come il doppio libretto, sportelli contro le discriminazioni di genere, arricchimento dei contenuti didattici sugli studi di genere”. 

”Pur riconoscendo che il Ddl Cirinnà può costituire un passo in avanti rispetto allo stato di cose attuali – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza – siamo convinti che questa legge non risponda alle richieste che i movimenti LGBT chiedono da tempo, né rappresenta per noi un avanzamento decisivo per l’affermazione della piena eguaglianza delle famiglie e per i diritti degli individui: il Governo ha una grave responsabilità nell’aver legittimato una mediazione al ribasso sul fronte dei diritti, che durante la discussione parlamentare rischia di mutilare ulteriormente il testo di legge, come nel caso della stepchild adoption. Non possiamo permetterci di annacquare le nostre rivendicazioni o di legittimare con un consenso indiretto il gioco al ribasso sui diritti lgbt portato avanti dal Governo e dal Partito Democratico. Per queste ragioni saremo in piazza domani in tutta Italia, per dire che nessuno può essere escluso dalla dignità e dai diritti”.

Striscione omofobo dell’ultradestra sui muri e le vetrine del Gay Center di Roma

Purtroppo, uno striscione è stato affisso sulla sede dell’associazione Gay Center a Roma. La firma è quella di un’organizzazione di estrema destra, Azione Frontale, già nota per azioni di questo tipo e per azioni antisemite. 
“È un fatto gravissimo – denuncia Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center – che vuole minacciare la nostra comunità a poche ore dalle manifestazioni a Roma e in 90 città italiane sulle unioni civili. Chiediamo un intervento urgente alle forze di sicurezza ma sollecitiamo una risposta politica. Questa è un’aggressione squadrista frutto anche di un dibattito esasperato che da settimane sta sostituendo ad una battaglia di civiltà e di diritti un attacco verso le persone omosessuali. Se si pensa di arrestare chi vuole diventare genitore, non ci si può meravigliare che ci siano più a destra quelli che vogliono aggredire. La politica che criminalizza ha di che riflettere”. Immediata la presa di posizione della Cgil di Roma e del Lazio: “Piena solidarietà e vicinanza agli amici e alle amiche del Gay

Center, vittime di un atto omofobo spregevole e, alla vigilia di una manifestazione importante come quella di domani in difesa dei diritti civili, finalizzato a far crescere la tensione e l’intolleranza.

Chiediamo alle istituzioni di adoperarsi affinchè il dibattito in corso sulle unioni civili e sul ddl Cirinnà in discussione al Senato avvenga in un clima…civile e alle forze dell’ordine di vigilare sui gruppi di facinorosi che da sempre prendono di mira le associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali”.

Share

Leave a Reply