È già campagna elettorale. Pd in difficoltà. Renzi ha paura, la destra lo aiuta. Assemblee a Roma per il programma di Fassina. Sel verso il nuovo partito della sinistra

È già campagna elettorale. Pd in difficoltà. Renzi ha paura, la destra lo aiuta. Assemblee a Roma per il programma  di Fassina. Sel verso il nuovo partito della sinistra

La  campagna elettorale entra nel vivo anche se non è stata ancora decisa la data del voto. Renzi ne farebbe volentieri a meno e non è detto che rispetto a quel 12 giugno di cui si parla vi possa essere qualche slittamento. Il Pd ha bisogno di tempo nel tentativo di mischiare la campagna elettorale per rinnovare  quasi duemila consigli comunali con l’avvio di quella referendaria sulle “riforme” che stravolgono la Costituzione. Un tentativo puerile, quello del premier, che ha un sacro timore di cosa potrebbe uscire dalle urne, di trasformare un fatto amministrativo con cui lui e il suo governo niente hanno a che vedere, perché riguarda problemi locali, in evento politico generale. Renzi Matteo punta perciò sul referendum, ci mette la testa, se perdo vado a casa. Tutta scena. Sa bene che il voto di qualche milione di italiani, a partire da quello di Roma, e di grandi città come Milano, Torino, Bologna, Napoli, sarà un test importante, di venti capoluoghi per un totale di 1285 Comuni, è destinato a lasciare un segno sugli assetti e gli equilibri politici. Un segno che si annuncia non positivo per Renzi e il suo governo. Roma è l’epicentro dello scontro. Il Pd dopo aver provocato la rottura del centrosinistra, la cacciata di Ignazio Marino, il sindaco mandato a casa nello studio di un notaio dove vennero convocati da Matteo Orfini, commissario dei Democratici, i consiglieri comunali per firmare la richiesta di dimissioni, sta ora cercando  di rimettere insieme i cocci.

Operazioni politiciste per ricostruire il centrosinistra a Roma dopo averlo distrutto

Tenta con operazioni politiciste di ricostruire il centrosinistra, con appelli fasulli firmati dai presidenti dei municipi, organizza manifestazioni il 23 gennaio per una ipotetica “unità della sinistra” mentre  punta a dividere Sel che ha condiviso la candidatura a sindaco di Stefano Fassina,  Futuro a sinistra, decisa dopo una larga consultazione  nei territori, con movimenti, associazioni, cittadini, ritrovando un rapporto con quel “popolo di sinistra” che come lui ha lasciato il partito. Sabato, Futuro a sinistra farà il punto della situazione anche per quanto riguarda il percorso verso la nascita del nuovo partito della sinistra che si è già concretizzato con la  nascita del gruppo della Camera, Sinistra italiana. Nella giornata di domenica  Futuro a sinistra  ha organizzato  assemblee in tutti i municipi romani per mettere a punto il programma di cui già sono state individuate le linee generali.  Poi nella seconda metà di febbraio una grande assemblea all’Eur per tagliare il nastro della nuova forza di sinistra. Il programma, appunto, è diventato il punto debole del Pd insieme al fatto che anche per quanto riguarda possibili candidature circola solo il nome di Giachetti, il vicepresidente della Camera, tessera  dei Radicali e dl Pd, voluto fortemente da  Renzi. Un piagnucoloso appello del commissario Orfini e dei presidenti dei Municipi ad un rinnovato centrosinistra ha trovato spazio solo nelle cronache dei giornaloni, in particolare Repubblica e il Messaggero. Alleanza sulla base di quale proposta per Roma? Fassina, candidato di Sinistra italiana, ne diamo conto in altra parte del giornale, ha dato l’unica risposta possibile ponendo dieci domande al Pd che vede le primarie non come un confronto su un programma condiviso ma per decidere programmi alternativi. Stop, dice Fassina. I programmi alternativi sono quelli sui quali saranno chiamati a votare gli elettori.

Cento: Sel non partecipa alle primarie che sono solo del Pd. Inutili

Ribadisce Paolo Cento segretario romano di Sel: “Le primarie di coalizione hanno come presupposto un programma comune e un’alleanza per la città che non ci sono. Con la scelta di Giachetti questa ipotesi é ancora più lontana di ieri. È persona stimabile ma la sua candidatura è tutta dentro il campo del Pd renziano. Noi partendo dalla candidatura di Fassina vogliamo parlare di contenuti. Il problema dell’unità a sinistra, sollevato dai presidenti dei municipi romani, a questo punto va rivolto al Pd perché è da Renzi e dal Governo che c’è stata una forzatura. Se sarà Giachetti il candidato ci confronteremo nel merito dei progetti a partire dalla candidatura di Stefano Fassina”. Conclude Cento: “Sel non partecipa alla primarie che quindi diventano interne al Pd e senza reali avversari, insomma poco utili alla città”.

Renzi al Campidoglio vuole Giachetti, tessera radicali. Ci pensa anche Maggi, segretario radicali italiani

E sul problema programma una “grana” per il Pd arriva anche dal segretario del Partito radicale italiano già consigliere comunale di Roma, Riccardo Maggi. Dice che si sono sentiti con Giachetti poi indora la pillola e parla della “stima personale e politica, e di quanto ci accomuna con Giachetti a livello di storia politica” e subito dopo annuncia che sta pensando a una sua eventuale candidatura rompendo le uova nel paniere renziano. “Mi interessa capire anche qual è il Pd che va a queste elezioni -prosegue – È un Pd dei signori delle preferenze e delle correnti? È un Pd che sente come prima necessità quella di dire che bisogna ripresentare la coalizione tradizionale con Sel, come priorità, senza mettere prima invece alcuni obiettivi di riforme necessarie? Se è così secondo me si parte con il piede sbagliato”. “Riproporre automaticamente l’alleanza allargata di centrosinistra tradizionale di per sé non è una cosa vincente”. Poi si chiede quale sia il “progetto comune alla base della partecipazione alle primarie, da quali punti si parte”. È un tema “che dovrebbe interrogare il Pd in generale, non solo a livello locale, ma nazionale”.

A Torino “soccorso azzurro” per Fassino. Arriva Ghigo: “Fra  Renzi e Berlusconi non c’è differenza”

Queste sono le grane romane, ma anche in altri capoluoghi la situazione per  il Pd non è migliore. Vediamo Torino. Enzo Ghigo, ex presidente della regione Piemonte, tra i fondatori di Forza Italia, ex manager di Publitalia, una creatura di Berlusconi, annuncia il suo sostegno a Piero Fassino. E dichiara che fra Renzi e Berlusconi “non c’è alcuna differenza”. Sulla falsariga di questo annuncio, quello di un altro esponente del centrodestra, Vietti, che dichiara il suo appoggio al candidato Fassino. “Di fronte a tutto questo, la candidatura di Giorgio Airaudo, già segretario nazionale della Fiom, oggi parlamentare, candidato di Sinistra italiana a sindaco del capoluogo piemontese è un elemento di chiarezza, e ci conferma della giustezza delle nostre posizioni nella vicenda delle prossime elezioni amministrative e della deriva del  Pd verso i reduci del berlusconismo e verso il renziano Partito della Nazione”. Così Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana e coordinatore nazionale di Sel. Airaudo parla di “soccorso azzurro”. “La panchina di Fassino si allunga, sempre a destra. E non si tratta neppure di una cosa originale. Lo si spaccia come un laboratorio, in realtà il modello esiste già a Roma. Siamo all’applicazione in salsa torinese di quelli che sono gli equilibri nazionali. Un modello mai testato alle elezioni però. Torino è l’occasione per farlo. Il tutto attraverso i Moderati, che sono solo un mezzo, non un obiettivo e nemmeno uno scopo. A maggior ragione è necessario che ci sia un’alternativa di sinistra sui temi della casa, dei diritti, del lavoro”.

Sinistra e Libertà: elezioni, campagna referendaria, le tappe del percorso verso il nuovo partito

Anche per  Sinistra e libertà sarà un sabato molto importante. Il Consiglio nazionale si riunirà a Roma presso il Centro Congressi Frentani a partire dalle ore 10. Una riunione molto attesa che vede l’organismo dirigente nazionale impegnato a discutere i prossimi impegni per le elezioni amministrative, la campagna referendaria sulle norme che modificano la Costituzione, gli appuntamenti nel percorso per il nuovo partito della sinistra a partire dall’assemblea nazionale del 20-22 febbraio. I lavori aperti alla stampa saranno introdotti dalla relazione del presidente del partito Nichi Vendola. Una verifica  sullo stato del partito a cielo aperto  dopo che  alcuni scriba in questi  giorni non hanno fatto altro che parlare di  dissensi, malessere, opposizione rispetto alle scelte che Sel sta facendo per le  elezioni.

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