Pompei, una mattinata di caos fa saltare l’ingresso agli scavi. Centinaia di turisti costretti a rinunciare all’ingresso

Pompei, una mattinata di caos fa saltare l’ingresso agli scavi. Centinaia di turisti costretti a rinunciare all’ingresso

Scavi di Pompei nel caos nella mattinata di venerdì per una riunione sindacale, organizzata da alcune sigle di rappresentanza e sembrerebbe, senza alcuna comunicazione formale. Il sito archeologico ha tenuto i cancelli chiusi sino alle 10.30 con centinaia di turisti rimasti fuori e costretti, a rinunciare o a cambiare i loro programmi che prevedevano, nella giornata anche altre tappe. Durissima la reazione del Soprintendente Massimo Osanna: “La chiusura dei cancelli di questa mattina è stata un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti non responsabili ed estranei a vicende interne all’amministrazione, giunti a Pompei per ammirare un patrimonio mondiale unico che l’Italia ha la grande fortuna di possedere. Nonostante la mia massima disponibilità a venire incontro alle esigenze dei sindacati – ricorda il soprintendente, questa mattina, venendo meno alle garanzie che mi erano state riservate, gli scavi sono rimasti chiusi. Quello di alcune sigle sindacali è un atteggiamento irresponsabile. Le esigenze legittime dei lavoratori sono da rispettare e tutelare, ma non si può continuare a mancare di rispetto al pubblico che è quello che garantisce il lavoro stesso di chi protesta. Il confronto richiesto dai sindacati con l’amministrazione e il Ministero non può diventare prevaricazione e ricatto a danno dell’immagine internazionale di Pompei e di tutto il paese nel mondo”.
 Altrettanto dura la presa di posizione del ministro Franceschini: “Un danno incalcolabile che rischia di vanificare quei risultati straordinari raggiunti nell’ultimo anno che hanno rilanciato l’immagine di Pompei nel mondo. Non e’ possibile – ha concluso il ministro – organizzare assemblee a sorpresa per impedire che il sito resti aperto con personale in sostituzione, con il risultato di lasciare centinaia di turisti in fila sotto il sole. Chi fa cosi’ fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa de male al proprio paese”. Nella giornata di giovedì stessa sorte era toccata al Colosseo, quando, sempre a causa di una riunione del personale che ‘governa’ il monumento, per buona parte della mattinata è stato impossibile accerdervi.

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