I socialisti europei si risvegliano, finalmente. In Germania parla Gabriel, e in Francia, Hollande

I socialisti europei si risvegliano, finalmente. In Germania parla Gabriel, e in Francia, Hollande

Finalmente qualcosa si muove nel campo dei socialisti europei, dopo una quasi totale afasia nella vicenda greca, o peggio ancora, una quasi totale acquiescenza verso la Germania di Angela Merkel. Nella stessa torrida domenica, sono intervenuti il leader della SPD, e vi cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, intervistato dalla televisione pubblica tedesca ZDF, e il presidente francese Francoise Hollande, che lancia un antico sogno di Jacques Delors, importante presidente della Commissione europea tra gli anni Ottanta e Novanta.

L’intervista di Sigmar Gabriel alla ZDF

Il ministro tedesco dell’Economia Sigmar Gabriel ha fortemente criticato il collega di governo e ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble nel corso di un’intervista televisiva, in onda nel pomeriggio di domenica sul canale pubblico ZDF. Tema della critica, la posizione assunta da Schäuble sull’uscita temporanea della Grecia dall’eurozona. Gabriel ha respinto sdegnosamente, e finalmente, la teoria del ministro delle Finanze, mettendo di fatto in fibrillazione la Grosse Koalition CDU-SPD che governa la Germania dalle elezioni dell’ottobre del 2013.

“Secondo me non è stato corretto produrre questa tesi come tesi tedesca”, ha detto Gabriel. Per Gabriel si è trattato di una provocazione dei conservatori tedeschi proprio nei confronti della SPD, un modo per mettere in discussione la coalizione e per giungere ad un governo di minoranza. “Direi che avrebbe dovuto agire diversamente, soprattutto perché sapeva che noi socialdemocratici siamo pronti a parlare con la Grecia sulla sua uscita esclusivamente nel caso in cui i greci vogliano farlo”, ribadisce però Gabriel, manifestando la medesima ambiguità dei giorni precedenti e successivi all’accordo di lunedì scorso. Nel discorso tenuto al Bundestag, infatti, Schäuble aveva rivelato che Gabriel sapeva della Grexit temporanea e che era d’accordo. Nell’intervista alla ZDF, tuttavia, Gabriel invece rivela di aver appreso i dettagli della proposta solo dopo che essa venne messa sul tavolo dei negoziati a Bruxelles. Gabriel ha poi rivelato di un conflitto profondo esistente tra la Merkel e Schäuble, proprio perché la cancelliera è convinta che questa proposta non funziona.

Gabriel: “però la posizione di Berlino sulla Grecia non è stata dura”…

Il leader della SPD ha rigettato con sdegno le accuse alla Germania sul ruolo che essa ha giocato nella crisi della Grecia, dicendo che la posizione di Berlino non è stata dura, né inappropriata: “credo che sia un giudizio sleale. La Germania ha reso un enorme contributo in tutte le trattative e si è assunta enormi rischi”. Ha poi aggiunto che sarebbe un errore assumersi rischi sulla Grecia senza chiedere a quel paese di produrre cambiamenti e riforme, poiché Italia, Spagna e Portogallo hanno ricevuto lo stesso trattamento e perché altrimenti “l’eurozona potrebbe non sopravvivere”. Gabriel ha concluso sostenendo che si sia trattato di una buona occasione per Atene di implementare le riforme. “Vedrete che ciò proverà che questo percorso era giusto”, ha infine profetizzato.

L’intervento di Hollande sul Journal du Dimanche

Intanto, a Parigi, il presidente Hollande ha rilanciato la creazione di una nuovo governo per l’eurozona e ha invitato i cittadini europei ad avere fiducia nel progetto europeo, che si è indebolito nel corso della crisi greca. Lo ha fatto con un intervento sul settimanale francese Journal du Dimanche. Riprendendo un’idea, o forse un vecchio sogno, originariamente lanciata dal capo della Commissione europea Jacques Delors, Hollande ha proposto “un governo dell’eurozona con un bilancio specifico e un proprio Parlamento che ne assicuri il controllo democratico”. Insomma, pare di capire che nella proposta delorsiana di Hollande si avverte la necessità di dotare di capacità decisionali politiche l’unione monetaria, sempre più sottoposta a logiche tecnoburocratiche da ragionieri. “Questa scelta richiede un’organizzazione rafforzata, un’avanguardia dei paesi che lo decideranno”, ha detto Hollande. I membri dell’eurozona sono oggi uniti nel soggetto informale chiamato eurogruppo, che comprende i ministri delle Finanze dei 19 paesi, presieduto da Jeroen Dijsselbloem. “Ciò che ci minaccia”, ha proseguito Hollande, “non è un eccesso di Europa, ma la sua insufficienza”. Hollande sostiene che l’Europa ha lasciato che le istituzioni europee diventassero più deboli ed ha ammesso che l’Europa a 28 paesi “sta lottando per trovare un terreno comune sul quale avanzare.  I Parlamenti restano troppo distanti dalle decisioni. E la gente si rivolta, dopo essere stata oltrepassata in modo così oltraggioso”. Il presidente francese ha sostenuto che i movimenti populisti hanno alimentato il disincanto verso le istituzioni europee e mettono in  discussione l’Europa perché “hanno paura del mondo, perché vogliono creare divisioni, muri e il ritorno ai recinti di filo spinato”.

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