Alberto Veronesi, presidente del Festival Puccini. Grande attesa per Tosca con Dessì e Armiliato

Alberto Veronesi, presidente del Festival Puccini. Grande attesa per Tosca con Dessì e Armiliato

Non ha messo tempo in mezzo il nuovo sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, per dare un assetto definitivo alla Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago. Aveva annunciato nel corso della sua campagna elettorale, molto difficile, un ballottaggio fra due personalità del mondo del centro sinistra, uno il candidato ufficiale del Pd e lui, un outsider, già sindaco di un Comune della lucchesia, Altopascio, che in caso di vittoria fra le prime cose da fare quella di assicurare al Festival puccinano un futuro certo e solido. Detto e fatto. Proprio pochi giorni prima della serata inaugurale, il 24 luglio, ha nominato il nuovo presidente della Fondazione. È stato scelto Alberto Veronesi, milanese, subito il pensiero è corso al padre Umberto,un oncologo famoso in tutto il mondo che è stato anche ministro della Salute del governo Amato (2000-2001). Ma il neopresidente della Fondazione si presenta da solo. Nel suo curriculum artistico si segnalano la direzione della Fondazione del Teatro Petruzzelli di Bari, la direzione artistica dell’Orchestra filarmonica del Teatro Comunale di Bologna. Ha diretto le più grandi orchestre dei teatri del mondo, dai Wiener Philarmoniker alla Scala di Milano, dal Maggio Musicale Fiorentino a La Monnaie di Bruxelles. Nel consiglio della Fondazione Festival Puccini sono stati nominati Alberto Pisanelli (vice presidente), Andrea Palestini e Paolo Spadaccini, già presidenti, melomani e giornalisti come Umberto Donati, Debora Pioli, Daniele Giannini, e Chiara Benincasa.

La stagione pucciniana, un progetto di grande spessore messo a punto da Daniele De Plano

Con Tosca (24-31 luglio 15-21-30 agosto), prende il via la nuova stagione pucciniana, ancora una volta fondata su un progetto culturale di grande spessore messo a punto dal responsabile artistico, Daniele De Plano per questa edizione numero 61. A Tosca, che celebra i 115 anni dalla sua prima apparizione sulle scene della lirica, teatro Costanzi di Roma, faranno seguito Turandot, Madama Butterfly e il Trittico. C’è grande attesa per questa Tosca. Tornano sul grande palco di Torre del Lago, in un ambiente quanto mai suggestivo, due eccezionali interpreti delle opere del grande maestro, Daniela Dessì e Fabio Armiliato, anche nella vita una coppia, protagonisti l’anno passato, di La bohème con la regia di Ettore Scola, “prestato” dal grande cinema alla grande lirica, una edizione che viene considerata storica. A firmare le scene, i costumi, sarà ancora uno “prestato” alla lirica, il pittore, scultore e scenografo Mimmo Paladino, il rappresentante più significativo ed affermato della Transavanguardia.

Tre “virtuosi” aprono la nuova stagione lirica a Torre del Lago

Insomma ad aprire questa edizione del Festival tre “virtuosi” cui è stato assegnato il massimo riconoscimento, il Premio Puccini. A Valerio Galli che dirige l’Orchestra del Festival, il compito di far rivivere le melodie pucciniane in riva a quel lago che il Maestro amò molto. La regia è affidata a Vivien Hewitt, anche lei specialista del repertorio pucciniano. Non a caso il motto che accompagnerà l’edizione 2015 recita “Nel Lago del Cor” ed è stato proposto nell’ambito di un Concorso che la Fondazione Festival Pucciniano ha bandito tra le scuole della Versilia. Dalla fantasia e dalla creatività dei ragazzi questa citazione tratta dalla Divina Commedia è sembrata quella che meglio potesse rappresentare la storia e le passioni di questo Festival, l’unico al mondo dedicato a Giacomo Puccini.

Questi che gli artisti stanno vivendo a Viareggio sono giorni di intenso lavoro. I protagonisti di Tosca conoscono l’opera, parola per parola, battuta per battuta. Ma è come fosse la prima volta che salgono insieme sul palcoscenico. Soggiornano a pochi chilometri da Torre del Lago, a Lido di Camaiore, fra la campagna e il mare.

Per la coppia della lirica nota in tutto il mondo giorni di intenso lavoro

Non sono certo dei “novellini” Dessì e Armiliato. La “coppia” della lirica ha già avuto l’onore, come dicevamo, di aprire il Festival l’anno passato. Ma è come fosse un debutto. L’emozione è sempre in agguato, si scioglie quando risuona la prima nota. La coppia ha interpretato moltissimi titoli di repertorio a partire dall’anno 2000. Ne citiamo solo alcuni facendo presente che Daniela Dessì ha nel suo repertorio circa 80 titoli, è stata diretta da Abbado, Zubin Meta, Muti, tanto per citarne alcuni dei più prestigiosi. Fra i moltissimi titoli citiamo Andrea Chenier a Nizza nel 2000, Manon Lescaut  (Siviglia, Barcellona, Vienna, Parma nel 2005 e Berlino), Adriana Lecouvreur a Napoli e Milano, Aida a Barcellona, Simon Boccanegra al Festival Verdi di Parma diretti da Bruno Bartoletti nel 2004  e soprattutto l’interpretazione di uno dei titoli più importanti del repertorio verista: Francesca da Rimini  di Zandonai, al Teatro dell’Opera di Roma nel 2003 ed allo Sferisterio di Macerata, che ha celebrato nel maggio del 2004 il centenario dell’opera, Tosca all’Opera di Chicago. Al Metropolitan nel 2002  Madama Butterfly e, sempre nel 2002 la prima di Madama Butterfly alla Scala, poi alla Fenice di Venezia nel 2003. A Bilbao nel 2003 Manon Lescaut e nel 2005 Andrea Chénier. Armiliato è uno dei maggiori interpreti del ruolo di Cavaradossi con più di 140 recite, così come Dessì si trova a perfetto agio con le melodie pucciniane. Troppo lungo l’elenco delle loro esibizioni. Ricordiamo nel 2013 Cavalleria rusticana, la Forza del destino, Madama Butterfly, Bohème a Torre del Lago, dove torneranno il 24 luglio.

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