Migranti, senza fine il braccio di ferro tra Governatori ribelli e Governo. Alfano: “Vogliono far pagare il conto alle regioni del sud”

Migranti, senza fine il braccio di ferro tra Governatori ribelli e Governo. Alfano: “Vogliono far pagare il conto alle regioni del sud”

 

E’ grande la tensione tra Governo e Presidenti di Lombardia, Veneto e Liguria. Il ministro degli Interni Alfano cerca di trovare, tra mille polemiche, un punto d’intesa, ma quella che si profila come una vera e proprio ‘rivolta istituzionale’ rende, ad oggi, impossibile il confronto e dunque qualsiasi accordo. E’ chiaro che fino alla fine dei ballottaggi, le destre e la Lega spingeranno sull’acceleratore e contesteranno qualsiasi spostamento di migranti, al tempo stesso il Governo, cosa che ha già fatto, cercherà di alleggerire la pressione sui centri di prima accoglienza di Sicilia, Calabria, Puglia e Lazio, ormai allo stremo ed impossibilitati a fornire qualsiasi tipo di assistenza ai nuovi profughi in arrivo. Queste le parole di Alfano pronunciate in un nuovo infuocato mercoledì di violente polemiche: “Mi auguro che il senso di responsabilità istituzionale di tutti prevalga. Io ho grande rispetto per la popolazione del nord, come per quella di tutta Italia – ha spiegato – e avrò grandissimo riguardo nel trattare questa materia. Abbiamo fatto una distribuzione molto corretta, molto equa e molto giusta dei migranti in rapporto alla popolazione. Stiamo lavorando per affrontare un’emergenza epocale. E’ ingiusto che la Lega Nord trasformi una questione mondiale in una questione meridionale, di odio verso il sud. Ed è inaccettabile il comportamento che hanno alcuni governatori, anche perché l’Italia è il sud dell’Europa e proprio mentre diciamo ai Paesi del sud dell’Europa che non è immaginabile una distribuzione diseguale dei migranti, la stessa scena si realizza in Italia. Sembra normale – ha detto ancora Alfano – che solo tra Sicilia e Lazio abbiamo oltre un terzo dell’intero sistema dell’accoglienza?.
  Al nord ci sono più immigrati residenti, è vero, ma non è responsabilità nostra se Maroni e la Lega quando erano al governo hanno fatto oltre 600mila sanatorie: quando servivano questi lavoratori li hanno messi in regola e adesso vogliono far pagare il conto alle regioni del sud? Non è giusto”. Intanto, però, tutti e tre i Governatori del nord, hanno ormai porte aperte, e non ne avevamo alcun dubbio, nelle televisioni berlusconiane. Sembra che dopo un breve periodo di dolorosa ‘imparzialità, almeno su Canale 5, sia tornata di moda la televisione del Caimano, ed ecco allora che il Governatore della Lombardia, si cimenta nell’ennesimo e sgangherato attacco alla gestione delle migrazioni che sta mettendo letteralmente in ginocchio Sicilia, Calabria, Puglia e Lazio, dove i centri di prima accoglienza sono ormai assolutamente fuori controllo. E Maroni, come se quelle Regioni ed il problema fosse di altri fa spallucce, e obbediente agli ordini del padrone della Padania Salvini, cerca di far seguire, alla lettera inviata ai Prefetti, un attacco al Governo, colpevole di applicare gli stessi schemi applicati nel passato dagli Esecutivi Berlusconi. Maroni cerca di tenere ferma la posizione, su indicazione del supremo leader, fino alla fine dei ballottaggi, che per la Lega e per le Destre in generale, potrebbero essere più che infausti, ed allora il ‘piccolo’ Governatore tiene la posizione ed afferma: “L’invio nelle Regioni del Nord di nuovi immigrati richiedenti asilo sembra una sorta di ritorsione contro il Nord da parte di un Governo incapace di risolvere la situazione”. Dichiarazione naturalmente accolta in diretta e senza contraddittorio nella trasmissione televisiva ‘La Telefonata’ su Canale 5.

 

 

 

 

 

 

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