I governatori di Lombardia, Veneto e Liguria sono ancora in campagna elettorale. Speculazioni su migranti e mafia Capitale

I governatori di Lombardia, Veneto e Liguria sono ancora in campagna elettorale. Speculazioni su migranti e mafia Capitale

di Marino Marini

I governi dell’Asse delle Destre, hanno deciso di stringere il cappio intorno al collo dell’Esecutivo nazionale sull’emergenza migranti. A battere un colpo l’ex ministro degli Interni, che pure dovrebbe conoscere bene il problema, avendolo affrontato con risultati a dir poco fallimentari, Roberto Maroni, che arriva addirittura, cosa mai registrata in Italia, a lanciare un avvertimento ai Prefetti, che nei territori, anche quelli delle Regioni a trazione leghista-forzaitaliota, rappresentano lo Stato ed ai Sindaci, che rappresentano la sovranità del popolo. Maroni è chiaro: “Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai Sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai Sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, (a quale legge si riferisca non è chiaro, forse gli è stata suggerita dal suo capo Salvini ndr) subirà questa conseguenza. Nei prossimi giorni – ha poi aggiunto ancora Maroni – voglio incontrare Toti e Zaia per fare fronte comune e assumere iniziative comuni, come diffidare i prefetti e dire ai sindaci delle nostre regioni che se accolgono in clandestini e violano le norme non avranno più i contributi regionali”. Se seguiamo con attenzione questo ragionamento, si profila un percorso, per le Regioni guidate dall’ ‘Asse’, che fa arrivare il denaro, solo ed esclusivamente se si è inquadrati dentro i ragionamenti dell’’impero lombardo-veneto. Purtroppo l’intervento del ‘piccolo’ Governatore lombardo è stato immediatamente raccolto dai suoi altri due sodali: quello del Veneto e l’appena eletto ligure. E’ un segnale che non va assolutamente sottovalutato, visto che a stretto giro di comunicati stampa, il sasso lanciato da Maroni viene raccolto e rilanciato verso Roma dai suoi due sodali dell’Asse, Toti e Zaia. Più che reattivo l’ex Direttore dei Tg berlusconiani Giovanni Toti: “L’ho già detto: non accoglieremo altri migranti come faranno Lombardia, Veneto e Val d’Aosta. L’intervento di Maroni legittimo. Quello dei migranti è un problema che dovrebbe essere risolto a monte e invece viene scaricato a valle”. Sulla stessa linea Zaia, che però fa confusione tra migranti e residenti: “Il Veneto è una bomba che sta per scoppiare. In Veneto abbiamo 514mila immigrati regolari, pari a quasi l’undici per cento della popolazione. Di questi, 42mila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti”. Ma tra residenti regolari, anche se disoccupati e migranti a carico dello Stato e della Comunità internazionale c’è una bella differenza, ci perdoni l’impomatato Governatore della ‘Serenissima’. Quello che è certo è il perdurare di un clima di deriva delle Destre e di speculazione post elettorale. Una sindrome da vittoria che pervade i tre Governatori, nel tentativo di sfruttare le chiare difficoltà dell’Esecutivo a guida Renzi, nel chiaro tentativo di dare la spallata che porti alle elezioni anticipate. E’ chiaro che si tratta di una strategia di difficile comprensione, visto che il solo vincitore, nel caso di una spallata riuscita, sarebbe solo Salvini con a ruota i 5 Stelle, o meglio, i 5 Stelle con a ruota Salvini, mentre Forza Italia, potrebbe solo replicare il magro risultato elettorale incassato alle ultime amministrative. Comunque vadano le cose, le accelerazioni dei tre dell’Asse, non solo sono strumentali ed inopportune, ma non tengono assolutamente conto di quel cha sta accadendo nel grande specchio d’acqua del Canale di Sicilia. Un migrazione biblica che necessità di una grande collaborazione euromediterranea e Lombardia, Veneto e Liguria, non vivono in un altro continente.

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