Ballottaggi: affluenza scarsa, il Pd perde ancora consensi e storiche roccaforti. In Sicilia, vincono i grillini, anche ad Enna

Ballottaggi: affluenza scarsa, il Pd perde ancora consensi e storiche roccaforti. In Sicilia, vincono i grillini, anche ad Enna

I ballottaggi di domenica 14 giugno hanno decretato una sostanziale sconfitta del Partito democratico, che perde storiche roccaforti come Venezia (dopo 22 anni), Arezzo, Matera, mentre il centrodestra tiene in alcuni capoluoghi particolarmente strategici, come nel grosso centro di Andria, a Rovigo dove si afferma la Lega, a Chieti, e soprattutto a Vibo Valentia, in Calabria, altro segnale importante di inversione di tendenza. La fragilità del messaggio del Pd in questi ballottaggi si può verificare anche nell’ulteriore calo dei votanti: il 47% degli aventi diritto, un calo del 16%. A Venezia, ad esempio, ha votato solo il 46,6%, al di sotto della media nazionale. A Mantova, si è giunti al 43%. Buone percentuali, tra i capoluoghi, solo a Matera, col 58%, quasi un record. Singolare il caso toscano: nei tre comuni al ballottaggio, ad Arezzo ha votato il 48%, e il centrosinistra ha perso, a Viareggio ha votato appena il 31% e il centrosinistra ha perso, a Pietrasanta, quasi il 60%, e il centrosinistra ha perso, ma quest’ultima era già una cittadina tradizionalmente di centrodestra.

Le ferite che sanguinano davvero nel Partito democratico sono quelle di Venezia, dove il senatore Felice Casson, uscito vincitore alle Primarie del Pd, non è riuscito a consolidare il voto del partito e a costruire attorno ad esso alleanze sociali significative, e quella di Matera, dove il centrodestra torna a vincere immeritatamente, dopo gli splendidi cinque anni di Giunta Adduce, che hanno fatto conquistare a Matera la palma di capitale europea della cultura per il 2019. Colmo della sorte, il centrosinistra lavora duramente per quel risultato, e il centrodestra che ha vinto al ballottaggio dovrà organizzare l’importantissimo evento del 2019, soprattutto per l’intera regione Basilicata. Eppure, a differenza di Venezia, stritolata dall’inchiesta sul MOSE, a Matera non vi era stata alcuna inchiesta sul sindaco uscente e sulla Giunta, e anche il tasso di partecipazione al voto è stato abbastanza fisiologico. I tre casi, la Toscana, Venezia e Matera, presi come metafore della prestazione del Pd in questi ballottaggi, segnalano un vistoso problema politico a sinistra, e del Partito democratico soprattutto.

Quando giunsero i risultati, non lusinghieri, delle elezioni regionali, due settimane fa, il quartier generale del Partito democratico, riunito nella sede del Nazareno, da Orfini a Renzi e da Guerini a Serracchiani, decise di mettere la testa sotto la sabbia, e di dare all’opinione pubblica l’impressione di un partito che vince. Nella notte tra domenica e lunedì di due settimane dopo, nessuno al Nazareno ha osato stappare bottiglie di spumante. Forse, finalmente, anche nel quartier generale del Pd si sta facendo strada la consapevolezza che l’assenza di un partito che forma gruppi dirigenti, e si tiene a distanza da scandali, piccoli e grandi, è l’obiettivo primario su cui puntare.

Nel tardo pomeriggio, anche a causa di uno sciopero indetto dalla società che gestisce i servizi informatici della Regione Sicilia, per il mancato versamento di un debito che si aggira sui 100 milioni di euro, che ha bloccato i siti, sono giunti risultati significativi dall’isola. Intanto, nel ballottaggio a Enna, il candidato del Pd, Vladimiro Crisafulli esce sconfitto, col 48%. Il nuovo sindaco sarà il grillino Maurizio Antonello Dipietro, la grande sorpresa della giornata. Nel grosso comune di Gela, dove l’attuale presidente della Regione Rosario Crocetta è stato sindaco, altra sorpresa, per la vittoria del grillino Domenico Messinese, col 64,5% dei voti, contro il candidato del Pd, appoggiato dallo stesso Crocetta. E ad Augusta, grosso centro di 36mila abitanti, i grillini stravincono con Cettina Di Pietro che raggiunge la ragguardevole cifra del 75%. Il Pd vince in comuni minori, come Bronte, Milazzo, san Giovanni la Punta e Ispica. Il centrodestra si afferma a Licata, Barcellona Pozzo di Gotto e Ribera.

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