Attentato in Tunisia. Si fa il bilancio dei morti. Polemiche sulle misure di sicurezza

Attentato in Tunisia. Si fa il bilancio dei morti. Polemiche sulle misure di sicurezza

La Gran Bretagna paga il tributo di sangue maggiore nell’attentato che ha colpito la località balneare tunisina di Soussè venerdì 26 giugno. Secondo Sky News, il ministro dell’Interno tunisino ha annunciato che tra le 8 persone uccise dai terroristi sulla spiaggia dell’hotel Riu Imperial Marhaba, vi sono 8 cittadini britannici, sui dieci finora identificati. Poco dopo, David Cameron, premier britannico ha dichiarato che l’isola “deve prepararsi ad accogliere un numero di vittime superiore dopo l’attacco selvaggio in Tunisia”. Le autorità tunisine hanno aggiunto di aver identificato due altre vittime, un belga ed un tedesco.

L’autore dell’attentato, rivendicato nella notte di venerdì dallo Stato islamico, si chiama Seifeddine Rezgui ed è stato ucciso dalla polizia tunisina. Aveva nascosto il kalashnikov in un ombrellone. Aveva raggiunto la piscina dello stabilimento, dove ha gettato una granata, mentre una seconda granata ha lanciato negli uffici della direzione al primo piano. Poi, entrato nella reception, ha cominciato a sparare all’impazzata. Secondo i testimoni diretti, l’attentatore ha cercato di risparmiare la vita ai cittadini tunisini, scegliendo di colpire esclusivamente i turisti stranieri. Ora, si apre la grande questione della lentezza dell’intervento delle forze di polizia, attese per oltre mezzora. In Tunisia, sono molte le falle dei sistemi di sicurezza promesse dal governo dopo il terribile attentato al Museo del Bardo, dove furono uccise 22 persone.

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