Scuola: la rabbia degli studenti per l’approvazione alla Camera della riforma

Scuola: la rabbia degli studenti per l’approvazione alla Camera della riforma
“Renzi e il suo Governo con l’approvazione del ddl alla Camera stanno dando uno schiaffo alla democrazia. Ma la battaglia non è finita: nei prossimi giorni torneremo ad agitarci affianco ai lavoratori con assemblee, scioperi bianchi, lezioni in piazza, blocchi stradali e catene umane per urlare a gran voce che la scuola e la democrazia sono nelle nostre mani, contro le imposizioni dall’alto” – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – “Con la Buona Scuola il Governo vuole chiudere un ciclo di riforme neoliberiste e autoritarie: dopo il Jobs Act, lo Sblocca Italia e l’Italicum, il cerchio si chiude imponendo un modello di scuola padronale con un dirigente che decide tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, palestra di precarietà per docenti e studenti, in cui le diseguaglianze attraverso lo school bonus vengono legittimate anziché abbattute, con nuovi finanziamenti diretti ed indiretti alla scuola privata.”
Continua Lampis: “Non bastano piccoli aggiustamenti come lo stralcio del 5 x 1000, che accogliamo positivamente, ma che si apprestano a far rientrare dalla finestra in futuro. Vogliamo una scuola completamente differente rispetto al modello che Renzi sta provando ad imporci. Noi non siamo conservatori come ci vuole dipingere il Governo: negli ultimi mesi abbiamo fatto delle proposte concrete contenute ne l’AltraScuola, documento frutto delle mobilitazioni studentesche, presentato anche alla Camera il 10 marzo. Non ci hanno voluto ascoltare, preferendo le pagine di Confindustria e facendo aperture di facciata!”
“Riteniamo inaccettabile che lo stralcio delle assunzioni non sia stato fatto legandole alla discussione del ddl, col fine di porre il ricatto dei tempi. D’altro canto le deleghe vanno stralciate e i provvedimenti vanno discussi democraticamente!” – conclude l’UdS – “Siamo pronti a sostenere nuove forme di lotta, comprese quella dello sciopero degli scrutini, qualora il Governo non si degnasse di ascoltare questo straordinario movimento di protesta e proposta.”
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