La Cgil si organizza guardando al futuro, lavoro, diritti, contrattazione, partecipazione, democrazia

La Cgil si organizza guardando al futuro, lavoro, diritti, contrattazione, partecipazione, democrazia

La Cgil a tutto campo. Iniziative, lotte, manifestazioni, scioperi delle categorie, nei territori, il lavoro, la contrattazione, diritti, i temi di fondo sui quali si sviluppa l’iniziativa del più grande sindacato italiano e insieme la ricerca costante di un rapporto unitario con Cisl e Uil. Quarantacinque  anni fa veniva votato lo Statuto dei lavoratori, oggi devastato dal Jobs act. Ci saranno iniziative non solo per ricordare, la memoria è comunque un fatto importante, essenziale, ma anche per rilanciare la proposta di un nuovo Statuto generale dei lavoratori. Un impegno molto forte cui si accompagna  un “ripensamento”, un “guardare avanti” con la Conferenza di organizzazione decisa dal Direttivo confederale tenuto a Bologna, per rafforzare la Confederazione, far crescere la partecipazione dei lavoratori, dei delegati.

La Conferenza di organizzazione a Roma il 17-18 settembre

Nella storia della Cgil la conferenza di organizzazione è sempre stata un appuntamento fra un congresso e un altro, a volte di routine, a volte per qualche cambiamento nel quadro dirigente, più spesso per rinnovare, adeguare la struttura del sindacato. Il documento di indirizzo cui ha dato il via libera il Direttivo fa capire che la Conferenza nazionale che si terrà a Roma a fine estate, 17-18 settembre, rappresenterà una tappa importante, significativa, una messa a punto della strategia sindacale. Non è certo un fatto secondario che organizzazioni  come Cgil, Cisl, Uil che rappresentano più di dieci milioni di lavoratori, vengano di fatto ignorate dal governo, che nel Parlamento non ci siano più forze politiche che rappresentano gli interessi del mondo del lavoro, che sono poi interessi generali del Paese.

Dall’inizio di giugno le conferenze territoriali, delle categorie e dei Sevizi

Il percorso per arrivare a questo appuntamento parte dal 3 giugno per arrivare alla fine del mese, periodo nel quale si svolgeranno le conferenze di organizzazione territoriali, di ogni Camera del Lavoro, delle categorie e dei servizi. Verranno eletti delegati e delegate alla Conferenza nazionale che si ritroveranno all’Auditorium del Parco della Musica. Dice Nino Baseotto, segretario confederale con l’incarico della organizzazione: “ Un minuto dopo la conclusione della la Conferenza che darà delle indicazioni, assumerà delle linee di indirizzo, nello stesso Auditorium si riunirà il direttivo della Cgil che tradurrà in decisioni immediatamente operative le indicazioni e gli indirizzi dati”.

Nino Baseotto: nuove e immediate regole per tutta la nostra Confederazione

Faremo, oserei dire per la prima volta nella storia della Cgil, una Conferenza di organizzazione che un minuto dopo, ripeto, che è finita, traduce in nuove regole per tutta la Cgil quanto la Conferenza ha discusso e deciso. Dopo  si riunirà il gruppo di lavoro eletto dal comitato direttivo della Cgil – prosegue – che è una commissione molto importante perché ha il compito di riflettere e discutere su una nuova modalità di svolgere i nostri congressi. Vogliamo ragionare e decidere che il prossimo Congresso abbia delle modalità magari più semplici, ma che garantiscano, in coerenza con quanto abbiamo detto fino adesso, una più forte e certa partecipazione delle iscritti, degli iscritti, dei delegati e delle delegate. Sappiamo che quanto la Conferenza deciderà sulla contrattazione inclusiva, sulla democrazia, la partecipazione, il territorio e la formazione sindacale sicuramente aiuterà: sono alcuni pezzi importanti di un puzzle che andremo a costruire e che poi il 18mo Congresso del 2018 sarà chiamato a completare”.

Rafforzare la contrattazione. Provvedimenti del governo aumentano la precarizzazione

Da dove partire in questo percorso di rinnovamento? Non c’è bisogno di andare molto lontano. Dice Baseotto, intervistato da Radio Articolo 1: “Partiamo da quei provvedimenti del governo, Jobs act in primo luogo, che a nostro modo di vedere  hanno aumentato il tasso di precarizzazione del lavoro e non l’hanno certo diminuito. Partiamo  dall’idea di come noi contrattiamo, di quale contrattazione serve in questo momento per poi declinare temi come la democrazia, il territorio, la formazione sindacale”. Ridurre sensibilmente il numero dei contratti nazionali di lavoro, oggi più di 45, che sono “fattore di debolezza” per i lavoratori e di “straordinario vantaggio per le imprese, è un punto molto importante. È in aumento il numero dei lavoratori non tutelati da alcun contratto nazionale. Occorre operare anche con sperimentazioni, fare una contrattazione che ricomprenda quelle persone che oggi – afferma Baseotto –  stanno fuori dalla nostra attività di tutela e di negoziazione”.

“Il lavoro che c’è e quello da conquistare la nostra priorità”

“Ragioniamo del lavoro che c’è, del lavoro che è da conquistare, del lavoro che è da tutelare e da quello che bisogna estendere e creare. Non possiamo ragionare per compartimenti stagni o per capitoli come se una cosa non fosse connessa all’altra –prosegue – l’iniziativa per il lavoro è un’iniziativa che caratterizza e caratterizzerà le priorità della Cgil in questa lunga fase di crisi e noi cercheremo di dare un volto anche da un punto di vista organizzativo alla  Cgil, un volto utile a supportare l’azione per il lavoro che stiamo producendo”.

La riorganizzazione, il territorio, più forza alle Camere del Lavoro.

Nel documento del Direttivo si legge: “Cambiare per radicarci di più nel territorio dando più forza e centralità alle Camere del lavoro intese come insieme tra Confederazione, categoria e sistema delle tutele individuali e quindi come luogo essenziale della confederalità”. Sottolinea Baseotto: “Cerchiamo di ridurre all’osso quelli che sono i palazzi, le nostre sedi, e di spostare il più possibile i dirigenti e i funzionari del sindacato nel territorio, spostarli a lavorare in categoria per fare la contrattazione in azienda, spostarli a lavorare nella contrattazione sociale territoriale, spostarli a lavorare nel sistema delle tutele e dei servizi”.  Richiama il Testo unico sulla rappresentanza e la rappresentatività in cui si afferma che gli iscritti e i delegati dei luoghi di lavoro devono avere più ruolo e più potere. “Vogliamo codificare – prosegue Baseotto – che gli iscritti nei luoghi di lavoro abbiano il diritto e il dovere di essere loro a scegliere quali sono i nostri candidati per le Rsu o quali sono quelli da eleggere nelle Rsa, che gli iscritti abbiano il potere di decidere quali sono le proposte che la Cgil porta al confronto con le altre organizzazioni sindacali per costruire le piattaforme rivendicative. Dopo di che pensiamo che ci debbano essere ambiti, come il Comitato degli iscritti, che garantiscano agli stessi iscritti che, almeno periodicamente, la Cgil, la categoria, la Confederazione, vadano in quell’azienda, vadano a parlare, facciano parlare, ascoltino, facciano partecipare, facciano decidere i lavoratori”.

Dirigenti  eletti  da organismi con maggioranza assoluta di delegati dei luoghi di lavoro

“Noi non possiamo essere l’organizzazione sindacale che si rivolge ai lavoratori una volta ogni quattro anni per dire loro venite al Congresso oppure una volta all’anno per  rinnovare la tessera, siamo un’organizzazione che deve avere un rapporto oserei dire quasi quotidiano con i propri iscritti e le proprie iscritte.” Il documento che è stato approvato prevede che  in Cgil non ci potrà essere più nessun dirigente, segretario generale, componenti della segreteria, che non sia stato eletto da un organismo composto per la maggioranza assoluta dei suoi membri da delegati dei luoghi di lavoro o da attivisti delle leghe dello Spi. “Basta – afferma il segretario confederale – con organismi che eleggono i dirigenti fatti in maggioranza da apparati a tempo pieno, dobbiamo ridare potere vero ai luoghi di lavoro e alle leghe dello Spi”.

La formazione. Tante esperienze da mettere in rete

Importante è  assicurare che tutte le strutture abbiano possibilità di fare formazione. Ci sono ottime esperienze che devono essere messe in rete,disponibili  per l’insieme dell’organizzazione, assicurando un equilibrio  tra iniziative della Confederazione e iniziative delle categorie. “Bisogna  garantire che la formazione sia una opportunità per tutti e  che tutti i dirigenti, dal segretario generale della Cgil all’ultimo dirigente della più piccola categoria territoriale – conclude Baseotto – abbiano l’opportunità e a volte anche l’obbligo di partecipare a corsi di aggiornamento, a momenti di aggiornamento, perché oggi fare il sindacalista vuol dire avere delle competenze che sono indispensabili, bisogna avere delle conoscenze, aggiornarle, approfondirle, altrimenti si fa male il nostro mestiere”.

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