Lucca, prosegue la protesta dei metalmeccanici contro il Jobs Act

Lucca, prosegue la protesta dei metalmeccanici contro il Jobs Act

I metalmeccanici, anche in provincia di Lucca, continuano la mobilitazione contro una riforma del lavoro – il Jobs Act – che con la scusa del “cambiamento” in realtà regala a Confindustria e alle imprese una ancora maggiore facilità di licenziare. Come se non bastasse la crisi economica generale e la particolare situazione in cui versano interi settori produttivi del nostro Paese. “Mentre il Jobs Act – si legge in una nota della Fiom di Lucca- marcia spedito in Parlamento, a colpi di fiducia e di diktat, il Governo non risponde a quelle che sono le vere esigenze del mondo del lavoro e della cittadinanza tutta. La lotta all’evasione fiscale, che porterebbe risorse per gli investimenti; le tante “piccole opere” di cui i territori devastati dal dissesto idrogeologico mostrano drammaticamente di avere bisogno; una riforma seria degli ammortizzatori sociali e delle mille forme contrattuali, ma senza per questo svuotare di senso il contratto nazionale come la riforma attuale sta facendo; un piano industriale nazionale e uno degli investimenti pubblici urgenti”. “Sono proposte concrete che la Fiom Cgil sta portando avanti da tempo, perché siamo una forza sindacale – la più rappresentativa del settore metalmeccanico – che vuole “costruire” oltre che protestare. Per questo -prosegue il comunicato-, nell’ambito delle iniziative assunte anche dalla Cgil Toscana, i lavoratori provenienti da tutte le aree della provincia, si sono ritrovati alla rotatoria fra viale Einaudi e via Pisana a Lucca e l’hanno occupata pacificamente senza recare danno alla circolazione stradale. Abbiamo manifestato, al termine del direttivo provinciale, anche per le problematiche specifiche del nostro territorio, che si legano ai temi nazionali. Primo fra tutti, a causa dell’ immediata scadenza del 30 novembre, quello dello stop alla cassa integrazione in deroga per quelle imprese che ne hanno già usufruito per 11 mesi nel 2014. È il caso di Fipa, azienda del consorzio Polo Nautico, dove sono in 35 a rischiare la mobilità. In questi giorni il sindacato ha lavorato costantemente per trovare una soluzione e l’ auspicio è di riuscire ad evitare i licenziamenti. Ma si parla complessivamente di oltre 300 lavoratori coinvolti nella Darsena viareggina, più le altre aziende che stanno terminando la cig e che ancora non sappiamo come si comporteranno.
È necessario che il Governo faccia i conti con la realtà, spesso drammatica, che i lavoratori stanno vivendo, abbandonando i facili slogan e ascoltando le parti sociali. Altrimenti, il rischio emerge con forza anche dall’impressionante astensione dal voto che si è verificata nelle consultazioni elettorali di pochi giorni fa: la perdita totale di fiducia negli organi di rappresentanza democratica, dopo che s’è già persa quella nella politica. E non sono segnali da trattare con superficialità come ha mostrato purtroppo il presidente del Consiglio Renzi” conclude la nota.

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