Tavecchio squalificato, un presidente comunque dimezzato

Tavecchio squalificato, un presidente comunque  dimezzato

Come tanti avevano preconizzato, è arrivata, puntuale, la decisione dell’Uefa in merito alla mondiale, indigesta,  mangiata di banane che ha fruttato (mai verbo fu così appropriato) ben 6 mesi di squalifica a Carlo Tavecchio, neo presidente della FIGC.  In estate il Procuratore Federale nostrano  Palazzi, sullo stesso argomento, aveva archiviato  il caso non ravvisando alcun riferimento razzista nell’infausto intervento pubblico di Tavecchio sui calciatori extracomunitari, ma l’Uefa lo ha smentito clamorosamente.

Ora, sarebbe  interessante conoscere che ne pensano quei presidenti di club e delle Leghe che tanto avevano minimizzato sull’infelice uscita del loro, all’epoca, candidato alla massima poltrona calcistica, riducendola ad una banale battuta.

L’Italia, una delle nazioni nelle quali si mangia pane e pallone, a livello internazionale, fino a maggio, non potrà essere rappresentata nelle commissioni Uefa dal presidente della sua Federazione il quale si dovrà astenere anche dal congresso delle federazioni che si terrà a marzo e risulterà ineleggibile per qualsiasi carica Uefa;  potrà limitarsi a rappresentare la FIGC solo in occasione delle partite della Nazionale.

Dalle prime dichiarazioni di Tavecchio e da un comunicato della stessa Federazione  italiana, pur di considerare chiusa da subito  la questione, non verrà presentato  alcun appello.

Le decisioni non si commentano, si eseguono e si rispettano” avrebbe detto Tavecchio    aggiungendo:  “ma non cambia nulla riguardo alla mia posizione in FIGC”  tenendosi aggrappato strettamente a quella poltrona che tante fatiche gli era costata.

Praticamente, per un semestre,  dovrà tenersi  alla larga da qualsiasi manifestazione o organismo di marca Uefa, ma,  per il resto, continuerà ad esercitare i suoi poteri a braccetto con il fido Lotito e poi, al termine del semestre bianco europeo,   scommettiamo ?,  si farà passare per vittima sacrificale della rigida ortodossia Uefa; e, una volta scontata la pena, potrà finalmente varcare il confine a testa alta riacquistando anche i poteri internazionali che ora gli sono stati sospesi.

E’ bene ricordare al sig. Tavecchio che per l’Uefa, cioè il massimo organismo calcistico europeo, qualcosa  di brutto è successa, checché ne abbiano detto e ne dicano i suoi paladini elettori.     A seguito di questa decisione,  non è solo la squadra azzurra, dopo la figuraccia ai mondiali, bisognosa di riscatto tecnico e morale ma anche, e forse di più, il management calcistico italiano che, a suo tempo, aveva chiuso gli occhi,  premiando l’interessato con la nomina a presidente della FIGC. Ora, però, ha provveduto    l’Uefa a collocare Tavecchio  nella sua più adeguata posizione, quella, appunto,  di un presidente dimezzato.

Dante Columbro

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