Mamma clinicamente morta prosegue la gravidanza

Mamma clinicamente morta prosegue la gravidanza

Una donna di 36 colpita da un’emorragia cerebrale fulminante, causata probabilmente da un aneurisma, è clinicamente morta, ma in grembo ha un feto di 24 settimane da tenere in vita. La storia, drammatica e incredibile allo stesso tempo, si sta svolgendo al San Raffaele di Milano, dove un’equipe medica sta cercando di crescere il feto nell’utero della madre, sfidando i limiti della medicina e della scienza in generale. L’obiettivo è quello di raggiungere le 28 settimane, e di procedere quindi con il parto cesareo. Il feto è alimentato da una sonda posta all’interno dell’intestino materno, e finché il cuore del corpo-incubatrice della madre continuerà a battere, la famiglia della donna potrà continuare a sperare per la vita del feto. I precedenti e i casi analoghi, seppur pochi, ci sono: nel 1993, Trisha Marshall, 28 anni, era stata dichiarata in stato di morte cerebrale alla 17esima settimana di gravidanza e tenuta attaccata alle macchine per 105 giorni. C’è poi il caso di Cristina Nicole, nel 2006, la bambina del miracolo, nata da una donna, Cristina, stroncata da un aneurisma cerebrale dopo 17 settimane di gravidanza. O ancora, il 19 dicembre dell’anno scorso, Carolina Sepe diede alla luce la piccola Maria Liliana alla 28esima settimana, dopo essere rimasta ferita alla testa in una lite a Lauro, provincia di Avellino. La donna è poi morta il 4 gennaio 2014, dopo quattro mesi di coma. I precedenti danno una speranza alla famiglia colpita da questo dramma e al feto di 24 settimane.

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