La Roma raggiunge in testa la Juve battuta dal Genoa

La Roma raggiunge in testa la Juve battuta dal Genoa

Per quella che, sulla carta, si presentava come una giornata abbastanza tranquilla, a guardare i risultati, c’é da rimanere piuttosto meravigliati: a cominciare dalla Juve, sorprendentemente sconfitta a Genova al 94′ e acciuffata in vetta dalla Roma che, vincente col Cesena, in un colpo solo, recupera il distacco. Ricomincia, così, la sfida fra le due avversarie di sempre, lasciando prevedere un seguito appassionante e per nulla scontato.

Juve inceppata.    A Marassi, contro un Genoa intraprendente e spavaldo, la Vecchia Signora ha sofferto non poco e, alla fine, nonostante i cambi effettuati da Allegri, ha subito la prima sconfitta del campionato in pieno recupero, ad opera del subentrante Antonini il quale ha servito ad Allegri la classica vendetta dell’ex sempre arrabbiato per la sua cessione in epoca milanista. La Juventus, sebbene abbia colpito due pali e solo grazie all’ingresso di Morata abbia acquisito pericolosità,  è apparsa alquanto involuta nel gioco, forse per la giornata non brillante di Pogba (neutralizzato da un esordiente diciassettenne), di certo per l’assenza della regia di Pirlo, lasciato in panchina. La Juve, probabilmente non meritava di perdere ma, in simili situazioni, una grande squadra se non prende decisamente in mano il gioco andando a segno, poi, non deve recriminare se viene punita proprio in extremis. Di positivo, fra i bianconeri, solo  la partita n.500 di Buffon al quale, ironia della sorte, si è contrapposto il giovane portiere genoano Perin con un paio di parate da degno sostituto del grande Gigi….

E la Roma ringrazia.  Il regalo che non ti aspetti e che ti sconvolge dalla felicità: è il ritratto della Roma al termine dell’incontro col Cesena, iniziato subito col vantaggio di Destro, proseguito in area avversaria e chiuso solo all’81’ col gol di De Rossi. Poi tutti a gioire per il ritorno in testa.   Da quanto visto in campo l’undici di Garcia è apparso nettamente migliorato, sia nel morale che nel gioco,  dopo il pari con la Sampdoria,  e questo lascia ben sperare in vista dell’incontro-scontro  di sabato prossimo a Napoli.

Terza e quarta posizione,  che affollamento !   Le sconfitte in contemporanea di Udinese e Sampdoria hanno consentito non solo al Milan di appaiarsi con loro al terzo posto ma hanno permesso a  Napoli, Inter e all’inatteso Genoa di sistemarsi nella  quarta poltrona. Il tutto, in attesa di conoscere il risultato di Verona-Lazio che si giocherà stasera e che, con un eventuale successo biancazzurro,  potrebbe sconvolgere ulteriormente la graduatoria portando gli uomini di Pioli solitariamente al terzo posto dopo Juve e Roma.

Milan, punto d’oro.   Inzaghi, alla fine, si dichiarerà soddisfatto per il pareggio di Cagliari che, comunque, ha consentito di raggiungere, seppure in coabitazione, quel terzo posto, obiettivo della stagione dei rossoneri.  Ma il  Milan è uscito indenne dalla pericolosa trasferta sarda solo grazie ad una geniale invenzione di Bonaventura che ha pareggiato una fulminea rete di Ibarbo, subendo spesso  la rapidità degli avversari i quali, quanto a gioco, hanno, ormai,  assunto il marchio di Zemanlandia.  Il Milan, come squadra,  deve ancora trovare una sua fisionomia e non affidarsi sempre e solo agli spunti di singoli  indubbiamente dotati; a Cagliari non è dispiaciuto e, in casa milanista, per ora,  ci si accontenta in attesa di ritrovare El Shaarawy,  di scoprire Torres e del rientro di Montolivo.

Inter vittoria scacciacrisi.   Provvidenziale più che mai il rigore realizzato da Icardi, un ex,  che, al 90′, ha consentito all’Inter di inanellare, nella forma e nel punteggio,  la seconda vittoria consecutiva dopo quella di Cesena, con la positività, stavolta,  di un gioco in deciso miglioramento anche se, in fase conclusiva, ancora molto asfittico. Con l’aria che tirava in casa nerazzurra non si sta troppo a sottilizzare se i due successi sono venuti solo su rigori, costituendo una salutare boccata d’ossigeno,  sia per la squadra che per la società.

Napoli solo pari. Ha avuto il predominio del gioco il Napoli a Bergamo senza, però, riuscire a portare a casa i tre punti, prima, rischiando la sconfitta dopo il gol del ritrovato Denis,  e poi, gettando alle ortiche un rigore di Higuain parato splendidamente dal giovane portiere Sportiello.  Di positivo, nel  Napoli proprio la conferma del ritorno al gol del Pipita, nonostante la mancata trasformazione del penalty e questo lascia ben sperare la tifoseria in vista di un attesissimo Napoli-Roma di sabato.

A centro classifica.   Sugli scudi la Fiorentina che, con un secco 3-0  (doppietta del giovane e sempre più convincente Babacar) riporta sulla terra la sognatrice Udinese e lancia un preavviso agli altri naviganti per rientrare nelle zone più alte.  Il Torino vince di misura col Parma al termine di una partita non bella e il Sassuolo, superando l’Empoli esce dalla zona calda.

Giù in fondo.  Critica la situazione del Parma, alla sesta sconfitta consecutiva; la fiducia concessa a Donadoni comincia a traballare;  non è servito il cambio dell’allenatore al Chievo, affidato a Maran, battuto a Palermo proprio quando riteneva d’aver consolidato il pareggio in bianco;  terza sconfitta consecutiva per il Cesena che non vince dalla prima giornata e, per sua fortuna, l’Empoli, quart’ultimo con un punto in più, non ha fatto di meglio.  Cinque squadre nello spazio di cinque punti: c’é tempo per rimediare anche se i rapporti di forza cominciano ad evidenziarsi.

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