Schiavella (Fillea –Cgil): Non selfie per il dissesto idrogeologico, ma miliardi promessi che non ci sono

Schiavella (Fillea –Cgil): Non  selfie per il dissesto idrogeologico, ma miliardi promessi che non ci sono

Ogni giorno ce ne è una. Proprio mentre autorevoli esponenti del governo a partire dal premier magnificano gli interventi previsti per porre rimedio al dissesto idrogeologico notizie di stampa non possono che lasciare basiti, come oggi si suol dire. La notizia la seguente: Erasmo D’Angelis, capo dell’unità di missione anti dissesto idrogeologico del governo, avrebbe invitatogli amministratori locali a mandare selfie dai cantieri aperti proprio  per intervenire sul dissesto idrogeologico. Immediata la reazione di  Walter Schiavella, segretari generala della Fillea Cgl, il sindacato dei lavoratori delle costrizioni, cui a caldo chiediamo un commento: “Gli amministratori e le comunità locali-ci dice- meriterebbero più rispetto. Non è di selfie che hanno bisogno ma dello sblocco del patto di stabilità per poter avviare le migliaia di piccole opere ferme e bloccate da un vincolo che sta strozzando l’intero paese. Penso alla Sicilia, dove su 96 depuratori finanziati nel 2012 solo 12 sono stati cantierati e si rischia di perdere i finanziamenti se le opere non si realizzano entro il 2015. O come la Calabria, dove dal 2010 sono state avviate le procedure per solo 18 dei 185 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, e se non diventeranno esecutivi entro il 2014, anche qui le risorse verranno ritirate.”

Schiavella  non solo avanza una dura critica all’esecutivo: “Non si governa così- dice- e neanche con le promesse”. Ed aggiunge: “Men che mai con le bugie”. Gli chiediamo a che “bugie” si riferisca. Pronta la risposta: “Mi riferisco a chi afferma che il sindacato non è impegnato sul tema del dissesto idrogeologico. D’Angelis ha la memoria corta. Non solo siamo in prima fila su questo tema, ma sono con noi tutte le parti sociali della filiera, dagli industriali agli artigiani, nessuno escluso”.  E ricorda che dopo il terremoto dell’Aquila, insieme è stato dato vita agli Stati Generali dell’Edilizia, proponendo la riconversione industriale del settore nella direzione della sostenibilità , “abbandonando definitivamente un’idea di edilizia divoratrice di suolo –ci tiene a sottolinearlo- chiedendo ai governi un piano di investimenti straordinari per interventi strutturali nei territori a rischio idrogeologico e sismico.  “Nessuno ci ha dato ascolto-prosegue- neanche il governo attuale, che ha promesso miliardi per la messa in sicurezza del territorio, per poi ridurli ad una elemosina di 110milioni di euro. Neanche D’Angelis ci ha ascoltato, da mesi aspettiamo una risposta ad una nostra richiesta di incontro.” Poi sbotta: “Capisco che ora la moda sia quella del dare la colpa di tutto alla Cgil e al sindacato, come se fossmoi noi a dirigere le imprese e a governare, ora scopriamo di essere responsabili anche del dissesto idrogeologico.Ci manca solo l’ebola e poi abbiamo fatto l’en plein!”. “Consiglierei moderazione -conclude Schiavella- anche i bimbi sanno che per farla franca occorre raccontare balle credibili e non spararle troppo grosse. Proprio come quella dello sblocca Italia, che annuncia 4 miliardi di risorse fresche per nuovi cantieri, ma in realtà mette sul 2015 solo 296 milioni.”

Alessandro Cardulli

 

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