Ponferrada 2014, crono donne élite: Longo Borghini 15°

Ponferrada 2014, crono donne élite: Longo Borghini 15°

Proseguono senza sosta i Mondiali di ciclismo su strada di Ponferrada 2014, e proseguono anche le prove a cronometro, che hanno visto impegnati stamattina gli uomini juniores e nel pomeriggio le donne élite. Se ieri l’Australia ha dominato le crono in programma, oggi è stata la volta della Germania. La prova femminile élite è stata vinta da Lisa Brennauer, che ha regalato il secondo oro alla Germania. La tedesca, autrice di una grande rimonta, ha costretto l’ucraina Anna Solovey ad accontentarsi della medaglia d’argento, staccandola di 18” nei 29,5 km previsti. Terza posizione e medaglia di bronzo per la statunitense Evelyn Stevens, giunta ad appena 3” dalla seconda posizione del podio. Male le italiane: Elisa Longo Borghini ha chiuso 15esima, mentre Rossella Ratto non è riuscita ad andare oltre la 22esima posizione. Archiviata questa prova, la testa delle due atlete azzurre è già concentrata sulla prova in linea di sabato prossimo, dove partiranno con la scomoda etichetta di “nazionale da battere”.

Tra i giovani ciclisti non c’è stata storia: il tedesco Lennard Kamna lungo i 29,5 chilometri in programma ha rifilato 44” allo statunitense Adrien Costa, medaglia d’argento, e 58” all’australiano Michael Storer. Un po’ di rammarico per i colori azzurri, con Filippo Ganna finito quarto ai piedi del podio per soli 7”. Rammaricato anche il CT Rino De Candido: “Dispiace molto, perché Filippo è andato molto forte ed è restato con i migliori in ogni intertempo, ma dobbiamo comunque essere contenti e pensare alla prova su strada.” Edoardo Affini, secondo azzurro in corsa, ha invece pagato lo sforzo nel finale di corsa, soprattutto a causa della lunghezza del percorso, e si è piazzato in 21esima posizione. La sua prestazione ha spinto lo stesso De Candido a fare qualche considerazione riguardo la cultura italiana delle prove contro il tempo: “Sicuramente la distanza può averlo penalizzato e il problema è che in Italia proporre una cronometro di questa distanza è veramente difficile. Dobbiamo cambiare mentalità anche perché i cronomen sono ormai determinanti per il ciclismo moderno”.

Giacomo Pesci

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