Juve e Roma a +4: è fuga

Juve e Roma a +4: è fuga

La quarta giornata, nel primo turno infrasettimanale, ha cominciato a delineare le posizioni e, soprattutto le condizioni,  delle squadre, sia di testa che di coda, evidenziando alcune sorprese, più in negativo che in positivo.

Juve facile facile (come previsto)  Per la Juve, contro il neo promosso Cesena,  è stata la solita, routinaria,  formalità, assolta senza alcuna preoccupazione, anche se a sbloccare il risultato è stato un calcio di rigore forse eccessivo. L’undici  bianconero ha largamente dominato l’avversario, nonostante il consistente turnover adottato da Allegri che si è permesso il lusso di lasciare fuori Tevez,  Pogba e Asamoah. In assenza del cannoniere argentino ci ha pensato, prima,   il ritrovato Vidal con una doppietta e poi  Lichtsteiner ad arrotondare un risultato che consente di mantenere la Juve a punteggio pieno in classifica,  con sette reti messe a segno e nessuna subita.                                  Continua, quindi, imperterrita, anche con Allegri, la marcia  trionfale del precedente triennio di marca Conte, come se nulla fosse cambiato.

Roma col tocco di classe  Ma anche la Roma non è stata da meno e l’unica differenza con  la Juve, coinquilina di vertice, è stato il gol subito a Parma da De Ceglie, guarda caso un ex bianconero, che aveva pareggiato quello di Ljajic incanalando l’incontro su di uno scontato pareggio, cancellato, poi,  da una pennellata fatata di Pjanic su punizione a 2′ dal termine. Molto importante e significativa  questa vittoria della Roma a Parma che consente agli uomini di Garcia di mantenere il passo del rullo compressore juventino, confidando di fare altrettanto anche domenica prossima, in attesa dello scontro diretto del 5 ottobre, cruciale per misurare lo stato di  forza di entrambe le compagini.

Inter  seconda (per ora)   A quattro punti dal duo di testa ecco che si inserisce l’Inter vittoriosa con l’Atalanta, al termine di un incontro caratterizzato da qualche rigore contestato o sbagliato (da Palacio),  con il risultato messo al sicuro solo a 3′ dalla fine dal subentrato Hernanes.  L’Inter ha sofferto più del previsto ma, per quanto fatto vedere,  ha meritato di vincere e Mazzarri,  nelle dichiarazioni  post,  si è dichiarato, alla sua maniera, arrabbiatamente soddisfatto.  Intanto, fino al termine del serale Lazio-Udinese, l’undici nerazzurro si gode, indisturbata,  la seconda posizione assoluta.

Milan ancora da decifrare  A Milanello, con l’avvento di Pippo Inzaghi sulla panchina rossonera,  è stato attaccato il cartello di “lavori in corso“, dei quali, da quanto evidenziato nelle due ultime partite, è ancora presto per prevederne la durata e, quindi, la fine.   Che il Diavolo milanista non sia più quello brutto dell’anno scorso sembra  assodato;  che sia da riposizionare fra le big dell’alta classifica è, però, ancora prematuro per dirlo.  Questo è quanto emerso nell’anticipo di Empoli, nel quale,  al cospetto di una matricola, si è visto un Milan a due facce, che,  succube dell’avversario per quasi l’intero primo tempo, subisce due reti in otto minuti, e sta per andare a tappeto se Torres non inventa una rete spettacolare, stile vecchi tempi e ottimo biglietto da visita per la sua nuova tifoseria. Nella ripresa, grazie ad una bella azione corale,  si acciuffa il  pareggio, si colpisce una traversa ma non si riesce a capovolgere il risultato che, tutto sommato, appare equo nel contesto generale della gara ma sicuramente penalizzante per gli uomini di Inzaghi che, tranne l’attacco, negli altri reparti, e in particolare in difesa (media di 2 gol incassati a partita),  hanno evidenziato limiti imbarazzanti,  che solo adeguate contromisure del Superpippo potranno  colmare.  Dopo 4 partite,  10 gol fatti contro 8 subiti costituiscono dati, in positivo e in negativo,  sui quali meditare.

Napoli, ennesima delusione.    Sconcertante la prestazione del Napoli che, due volte in  vantaggio su di un pimpante Palermo, la prima addirittura di due reti, viene raggiunto in entrambi i casi, confermando in pieno il momento no che, ormai, investe tutti,  squadra, allenatore e società, con la generale, fischiata,  contestazione dei tifosi che non risparmia nessuno.  Benitez conferma la sua serafica tranquillità e non si ritiene in pericolo ma, a questo punto, solo i risultati pieni potranno risollevare la situazione e salvargli la panchina.

Fiorentina idem.   Continua la crisi dei gol della Fiorentina, rimasta a secco anche contro il Sassuolo, rimediando uno scarno 0-0, a conferma che le assenze di Rossi e di Gomez pesano e peseranno sul gioco di squadra, visto che i giovani Babacar e Bernardeschi, in campionato, non hanno ancora inciso come in Europa League.

Gli outsider.   In sostituzione di grandi o presunte tali, a ridosso del trio di testa si sono inserite  Sampdoria e Verona,  grazie, rispettivamente,  alla vittoria con Chievo, in una partita bruttina ma utilitaristica, e al pareggio casalingo col Genoa in un incontro altalenante che ha visto la resurrezione di Matri, autore di una doppietta.

Importante posticipo.   Stasera si disputerà  Lazio-Udinese, una partita che potrebbe avere influenze sulla classifica solo in caso di vittoria dei friulani che, con i tre punti, balzerebbero al secondo posto, scavalcando l’Inter e, contestualmente,  inguaiando la stessa Lazio e, soprattutto,  Lotito nei confronti della sua poco amata tifoseria, un’infelice ipotesi, questa che, a Roma, nessuno si augura.

Dante Columbro

Share
Tagged with

Leave a Reply