Enrico Maria Ponti. Il 25 settembre non sia solo un voto ma un esercizio di memoria

Enrico Maria Ponti. Il 25 settembre non sia solo un voto ma un esercizio di memoria

Nei prossimi giorni per tentare di farci dimenticare la sorpresa, l’indignazione, i rischi e gli effetti di una crisi che, a prescindere dal minore o maggiore apprezzamento nei confronti del premier uscente e del suo governo, la stragrande maggioranza degli italiani non ha capito e ancor meno condiviso, i responsabili di questo nuovo pazzo puzzle tenteranno di distrarci proponendoci scenari e programmi tanto mirabolanti e fantasmagorici quanto irreali e irrealizzabili. Il tutto contando sulla nota e sperimentata “memoria corta” di troppi nostri concittadini. Non saremo certo noi, qui, a proporre alcunché a chi ha ben presente… il presente ma tenteremo di limitarci a suggerire un utile tuffo nel passato…

Quindi, senza romperci la testa contro il muro di gomma del “Vi promettiamo che …,” ci accontenteremmo che i nostri eroi ci spiegassero perché hanno riscoperto solo oggi l’atlantismo a tutto tondo quando fino a ieri si screpolavano le mani nell’applaudire “l’amico Putin”.

Ci spiegassero perché, pur invocando il sacrosanto diritto degli italiani di ricorrere alle urne, non hanno mai speso, e continuano a non spendere…, mezza parola quando questo diritto veniva conculcato in quella Federazione Russa nei cui confini non è, di fatto, possibile candidarsi e presentare liste da parte di chi non si appiattisce al pensiero dominante ovvero viene incarcerato, o peggio, se solo tenta di esprimere idee attraverso strumenti che da noi ricomprendiamo nel concetto di “libertà di stampa” e “libertà di parola e di pensiero”.

Ci spiegassero perché, ogni tanto, e ogni spesso, qualcuno tenta di convincerci che “suvvia… il fascismo ha fatto molte cose buone”. Salvo a sorvolare sulle ignobili leggi razziali, sull’aver trascinato l’Italia in una guerra che costò milioni di morti solo per seguire il dittatore nazista in una avventura che avrebbe dovuto far sedere il duce al “tavolo dei vincitori”.

Sarebbe il caso che ci spiegassero perché si vorrebbe riproporre la “leva obbligatoria” e rimettere in discussione diritti sacrosanti e consolidati come quelli dell’aborto e del divorzio.

Ci spiegassero perché hanno tentato di far abolire la “Legge Severino” allo scopo di poter rimettere in circolazione politici condannati per gravi reati tipo peculato, concussione, corruzione e non solo… Quei reati che se commessi da un qualsiasi cittadino porterebbero al suo giusto ed immediato licenziamento e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ci facessero capire perché in piena pandemia era comprensibile gestire a colpi di DPCM e in una situazione come l’attuale con una guerra alle porte di casa, una crisi economica che massacra lavoratori e pensionati, una inflazione che erode specie i redditi più bassi, bisogna utilizzare solo il percorso parlamentare attraverso lo strumento della legge formale.

Cercassero di farci capire in base a quale ragionamento logico si può inquinare l’ambiente trasportando per migliaia di chilometri su centinaia di TIR l’immondizia delle nostre città mentre si mettono rigidi veti sui ben più economici e molto meno ammorbanti termovalorizzatori di ultima generazione che, vedi il caso Copenaghen, hanno prodotto enormi risparmi oltre ad essere utilizzati dai cittadini anche come piste di sci.

Se poi riuscissero a convincerci che i massacranti tagli alla sanità pubblica non hanno prodotto gli effetti collaterali che abbiamo dovuto subire in tempo di COVID quando la mancanza di personale sanitario e di strutture adeguate, ormai al lumicino, sono stati concausa di una enorme mortalità, saremmo anche pronti a sentirli.

Così come saremmo pronti a sentirli quando mai avessero la bontà di farci capire perché è stato svenduto il patrimonio immobiliare pubblico distruggendo, così, una ricchezza dell’intera collettività ad esclusivo vantaggio di pochi potenti gruppi. Vorremmo anche sapere, ma guarda tu che pretese…, se la malapianta del secessionismo, comunque denominato ovvero truccato da esasperato federalismo aut similia è stato definitivamente sradicata o è stata messa in serra per essere riproposta al momento opportuno nel salotto buono di Casa Padania.

Da ultimo, valuteremo quanto da oggi al 25 settembre, pur se in un contesto complicato, si farà, concretamente, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, dei pensionati e del Paese.

Se non avremo risposte chiare, inequivoche ed inequivocabili il campo nel quale scegliere sarà di gran lunga più circoscritto e potremo esercitare il nostro diritto dovere di voto senza se, senza ma, senza forse.

Va da sé che potremmo continuare a lungo ma speriamo, con queste poche righe, di aver rimesso in moto le cellule mnemoniche di chi, per qualche lustro, si era fatto distrarre da spettacoli spazzatura volutamente infestanti molti canali televisivi e tante menti obnubilate… e allora buona riflessione e buon voto!

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