A Crotone esplode una barca a vela, tre morti e 5 feriti tra i migranti e due finanzieri feriti. A Lampedusa al collasso il sindaco proclama lo sciopero

A Crotone esplode una barca a vela, tre morti e 5 feriti tra i migranti e due finanzieri feriti. A Lampedusa al collasso il sindaco proclama lo sciopero

Sono tre (e non quattro come si era appreso nei momenti immediatamente successivi all’incidente) i migranti che hanno perso la vita in seguito all’esplosione avvenuta sulla barca a vela a bordo della quale viaggiavano alla volta del porto di Crotone. Si tratta di due uomini e una donna. Al momento i mezzi navali di Capitaneria di porto e Guardia di finanza hanno sospeso le ricerche di altre persone che eventualmente potrebbero essere disperse in seguito all’esplosione. Sulla barca a quanto pare avrebbero dovuto esserci 23 migranti, ma il numero preciso non è confermato. Sette le persone rimaste ferite, cinque migranti e due militari della Guardia di finanza. Due esplosioni e poi alte colonne di fumo. Due testimoni, che si trovano sulla spiaggia di Praialonga, in provincia di Crotone, raccontano i drammatici momenti in cui è esploso il barcone nella zona di mare antistante. “Ci sono state due esplosioni, una prima grande fumata e poi una ancora più grande. Tutto è avvenuto lontano dalla riva quindi non c’è stato panico in spiaggia”, racconta un testimone aggiungendo che ancora “sono al lavoro i soccorsi, stanno sorvolando i mari. Un’altra tragedia brutta del mare, tragedie che non dovrebbero avvenire”. “Eravamo in spiaggia, c’è stata una prima esplosione e una immediata colonna di fumo che è diventata subito scura e molto grande – racconta un altro testimone che in quegli attimi si trovava in spiaggia – Tutto è avvenuto molto distante dalla riva, abbiamo visto il fumo intensificarsi e poi sentito una seconda esplosione con un boato ancora più forte. Ho avuto l’impressione ci fosse un bagliore, come una fiammata, poi la colonna di fumo ha proseguito”. Tra i bagnanti non era chiaro cosa fosse avvenuto: “Tutto è accaduto a distanza ragguardevole, all’inizio pensavo si trattasse di una barca molto grande”.

Maxi sbarco migranti a Lampedusa, sindaco proclama sciopero generale

Maxi sbarco di migranti a Lampedusa: in 450 sono arrivati a bordo di un peschereccio nella notte, riportando l’hotspot dell’isola al collasso, “colmo oltre ogni limite di sopportazione umana”, avverte il sindaco dell’isola Totò Martello, che attacca il governo: “Il silenzio di Conte fa paura”; e proclama lo sciopero generale sull’isola. “Domattina convocherò i rappresentanti delle associazioni di categoria dell’isola, dichiariamo lo sciopero generale: abbassiamo le saracinesche, il governo nazionale continua ad mantenere un silenzio che fa paura. Qualcuno può ricordare a Conte che Lampedusa è italiana?”, sottolinea Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, dopo il maxi sbarco di questa notte. “Posso capire che non si vedono arrivare i barchini – aggiunge – ma se un peschereccio di queste dimensioni con centinaia di persone arriva fin qui e nessuno se ne accorge, vuol dire che non c’è alcun controllo nel Mediterraneo. Ma che fanno le navi militari? Mica siamo in guerra, perché non le impiegano per interventi di sicurezza in mare, e per trasferire i migranti?”. “Il Centro di accoglienza – avverte il sindaco di Lampedusa – è colmo oltre ogni limite di sopportazione umana, e l’esercito che era stato inviato per evitare che qualcuno abbandonasse la struttura evidentemente non basta, dal momento che c’è chi continua ad uscire dal Centro violando le disposizioni di sicurezza sanitaria”. “Domani ci riuniamo con gli imprenditori locali – conclude Martello – dichiariamo lo sciopero sull’isola, questa situazione non ha precedenti. La gente in pericolo va aiutata, ma l’accoglienza umanitaria ha bisogno di regole perché qui adesso ad essere in pericolo siamo noi”.

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