Coronavirus. 5 giugno. 234.531 casi, 163.781 guariti, 33.774 decessi, 316 in rianimazione. Aumentano contagi e morti in Usa, Brasile e Regno Unito. Germania e Svizzera: frontiere aperte con l’Italia dal 15

Coronavirus. 5 giugno. 234.531 casi, 163.781 guariti, 33.774 decessi, 316 in rianimazione. Aumentano contagi e morti in Usa, Brasile e Regno Unito. Germania e Svizzera: frontiere aperte con l’Italia dal 15

Sono 36.976 gli attualmente positivi, 163.781 i guariti, 33.774 i deceduti, e 234.531 i casi totali: questo il bilancio del bollettino di oggi della Protezione civile sull’emergenza coronavirus in Italia. In particolare, rispetto a ieri i positivi calano di 1453 persone, i guariti aumentano di 1886, mentre i deceduti in più sono 85. I “nuovi” casi giornalieri sul totale sono 518, ieri l’aumento era di 177. Risalgono quindi i nuovi contagi, trainati soprattutto dalla Lombardia, che oggi segna +402. Riguardo alle persone ricoverate, prosegue il calo delle terapie intensive (sono 316 in totale, -22 su ieri), mentre i ricoverati con sintomi sono 5.301 (-202) e 31.359 (-1229) le persone in isolamento domiciliare. I tamponi effettuati superano i 4 milioni: 4.114.572, con un +65.028 oggi rispetto a ieri, i casi testati sono 2.565.258, +40.470 rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 19.853 in Lombardia, 4.369 in Piemonte, 2.512 in Emilia-Romagna, 1.229 in Veneto, 857 in Toscana, 244 in Liguria, 2.710 nel Lazio, 1.293 nelle Marche, 774 in Campania, 846 in Puglia, 123 nella Provincia autonoma di Trento, 872 in Sicilia, 180 in Friuli Venezia Giulia, 670 in Abruzzo, 101 nella Provincia autonoma di Bolzano, 29 in Umbria, 67 in Sardegna, 10 in Valle d’Aosta, 97 in Calabria, 122 in Molise e 18 in Basilicata. Il boom odierno di nuovi casi in Lombardia, 402 contro gli 84 di ieri, “è sicuramente un dato da monitorare, ma la situazione è sotto controllo. Una variazione giornaliera non dovrebbe spostare il trend che rimane in calo” dice il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. “C’è una variabilità giornaliera in questi dati – spiega – e abbiamo già visto in passato come dopo il weekend, e in questo caso anche la festa del 2 giugno, ci siano meno tamponi, per poi salire nei giorni successivi. Il dato di oggi potrebbe essere un accumulo di positività non segnalate nei giorni scorsi: basti pensare che ieri si registravano 3.400 tamponi, oggi oltre 19mila. Sicuramente questo conferma che il virus in Lombardia ha ancora una circolazione, ma non che ci sia un aumento dei casi, almeno per ora non ci sono segnali di inversione del trend”.

La situazione nel mondo. Sempre più dramma in Brasile e Gran Bretagna

Con 1.473 morti in 24 ore il Brasile sorpassa l’Italia per numero di deceduti legati al coronavirus: 34.021 nel Paese guidato da Jair Bolsonaro, contro i 33.774 da noi. E segna un traguardo negativo anche il Regno Unito, che è diventato il secondo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, a registrare ufficialmente più di 40.000 morti per il Covid-19. Secondo la Johns Hopkins University sono 40.344, 284.730 i contagi. In una lettera aperta, oltre cento scienziati hanno esortato il governo britannico a rinviare l’ulteriore allentamento delle restrizioni: “Nonostante un lockdown di due mesi, stiamo ancora avendo un numero inaccettabile di decessi giornalieri, ancora centinaia e circa 8.000 nuove infezioni al giorno solo in Inghilterra”. Per contro, la situazione continua a migliorare in Cina. Gli ultimi tre pazienti della città di Wuhan, da cui è partita la pandemia, sono stati dimessi. Tutti i ricoverati nella provincia dell’Hubei, la più colpita, sono usciti dagli ospedali. In totale, l’area ha riportato 68.135 casi, con 63.623 dimessi e 4.512 morti. La provincia ha raggiunto ‘sette zeri’: zero nuovi casi di Covid-19, zero nuovi casi sospetti, zero nuovi decessi, zero cosiddetti vettori silenziosi, zero casi importati, zero casi confermati esistenti e zero casi sospetti esistenti. In tutta la Cina le nuove infezioni dichiarate sono solo 5, tutte importate dall’estero, 66 persone sono in cura e 299 in isolamento.Mentre nel mondo i contagi sono arrivati a quasi 6,7 milioni e i morti a 392mila, ci sono paesi che continuano a raggiungere nuovi picchi giornalieri di infezioni, come l’India, oltre 9800.

Frontiere. Germania e Svizzera riaprono all’Italia dal 15 giugno. Conte-Sanchez: presto nel resto della Ue

 Mentre gli operatori del turismo contano i danni del lockdown di primavera, il governo cerca di non far collassare uno dei settori trainanti del Paese. Per la sua prima trasferta dopo la chiusura, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio punta sulla potente Germania e lancia un messaggio all’Europa e all’area Schengen: “L’Italia ha riaperto a tutti, ci aspettiamo reciprocità e rispetto”. Berlino e Roma fanno asse: serve una regolamentazione congiunta a livello comunitario. Più in alto, il premier Conte scrive, insieme all’omologo spagnolo Pedro Sanchez, una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: “Il ritorno dell’Ue alla normalità richiede, sui movimenti alle frontiere, criteri condivisi, trasparenza e pieno coordinamento”, spiegano. Da Bruxelles, la commissaria europea degli Affari interni Ylva Johansson fa però sapere che molti ministri dell’Interno chiedono di prorogare la chiusura delle frontiere fino a luglio. Ma a Berlino Di Maio porta a casa la riapertura dei flussi turistici tedeschi verso l’Italia già il 15 giugno: “Una scelta che apprezziamo molto”, confessa in conferenza stampa con l’omonimo Heiko Maas. Da quella data, riferisce Maas, la cancelleria darà soltanto delle indicazioni sulle singole regioni: “Chi intende andare in Italia potrà informarsi e aggiornarsi, ma non vogliamo porre ostacoli e impedimenti”, è la linea. Anche la Svizzera comunica la riapertura dei confini dal 15 giugno: “Queste notizie non ci devono far esultare – ammette il titolare della Farnesina -, il lavoro che stiamo facendo però è fondamentale per aiutare il mondo dell’industria del turismo, che corrisponde al 15% del nostro Pil”. Con l’Austria ci sono ancora “continui confronti sui dati – spiega – ma abbiamo tutte le carte in regola”. Domani Di Maio sarà in Slovenia. Poi, Di Maio volerà in Grecia, anche se il ministro degli Esteri di Atene ha già rassicurato che il Paese lavora alla riapertura per l’Italia.

 

 

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