Coronavirus. 10 giugno. 235.763 casi, 34.114 decessi, 169.939 guariti, 249 in rianimazione. Il ministro Speranza al Senato: “la sfida al Covid-19 non è stata vinta, nonostante i passi eccezionali compiuti”, e apre, di fatto, gli Stati generali

Coronavirus. 10 giugno. 235.763 casi, 34.114 decessi, 169.939 guariti, 249 in rianimazione. Il ministro Speranza al Senato: “la sfida al Covid-19 non è stata vinta, nonostante i passi eccezionali compiuti”, e apre, di fatto, gli Stati generali

Secondo i dati forniti dalla Protezione civile, in riferimento all’epidemia da Covid-19, il numero complessivo dei dimessi e guariti è salito in 24 ore a 169.939, con un incremento di +1.293 persone rispetto a ieri. Il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 235.763, con un incremento rispetto a ieri di 202 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 31.710, con una decrescita di 1.162 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 249 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 14 pazienti rispetto a ieri. 4.320 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 261 pazienti rispetto a ieri. 27.141 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 71 e portano il totale a 34.114. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 169.939, con un incremento di 1.293 persone rispetto a ieri.

La situazione nel mondo

Sono 7.238.611 i casi di Covid-19 accertati finora nel mondo; i morti sono 411.277, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Il Paese più colpito sono gli Usa, con quasi 2 milioni di casi (1.979.850) e 112.006 persone decedute, al secondo posto il Brasile con 739.503 casi e 38.406 morti (terzo per numero di vittime dopo Usa e Gran Bretagna). E sono ben 19 gli stati americani dove ancora il numero di casi di Covid 19 è in crescita, mentre in altri 24 è in discesa. In altri sette stati, infine, il numero dei casi è stazionario, si legge oggi sulla Cnn. In Arizona, uno dei 19 stati dove il numero dei casi è in crescita, si è tornati quasi allo stesso numero di posti di terapia intensiva, il 76%, registrato durante il precedente picco, il 78%. “Sappiamo che il Covid 19 è ancora nelle nostra comunità e ci aspettiamo di assistere all’aumento dei casi”, ha twittato la notte scorsa il dipartimento della Sanità dello stato chiedendo agli ospedali di attivare i piani di emergenza.

Con l’informativa al Senato il ministro della Salute Roberto Speranza apre di fatto gli Stati generali

Il futuro della sanità italiana, secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, non potrà prescindere dagli insegnamenti, dall’esperienza maturata e dai limiti evidenziati dal Covid-19. Nel corso delle sue comunicazioni al Senato sulle misure di contenimento per evitare la diffusione del Coronavirus, il ministro ha voluto ripercorrere le esperienze degli ultimi mesi, fare il punto della situazione attuale ed aprire spiragli sul futuro. Guardandosi alle spalle, Speranza ha ammesso che le misure adottate sono state sempre accompagnate da “scelte difficilissime”, ma che ci hanno “permesso di piegare la curva del contagio” e di “salvare la vita a migliaia di persone”. “Abbiamo dinanzi a noi una sfida ambiziosa per i prossimi mesi: trasformare una crisi così drammatica in una grande opportunità di ripartenza e di rilancio per l’Italia. Non è facile. Ma questa è la vera partita che deve giocare il nostro sistema Paese. Per me questo significa prima di tutto capire la più grande lezione: il Servizio Sanitario Nazionale è la pietra più preziosa che abbiamo. Oggi ne siamo tutti più consapevoli” ha detto il ministro Speranza. “Dobbiamo chiudere definitivamente – ha aggiunto – la stagione dei tagli. Ogni euro speso per la salute è un investimento per il futuro del nostro Paese. In 5 mesi abbiamo investito più risorse degli ultimi 5 anni, ma per me è solo l’inizio. Serviranno molte altre risorse, provenienti da tutti i livelli. E’ indispensabile subito intervenire per recuperare a pieno regime le attività ordinarie sospese negli ultimi mesi in cui la lotta al Covid 19 ha impegnato larghissima parte delle energie del nostro Servizio Sanitario Nazionale e non ha consentito il regolare svolgimento di tutte le altre prestazioni che ora non sono più rinviabili. Oltre alle risorse saranno indispensabili le riforme. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e adattare il nostro Servizio Sanitario Nazionale al tempo nuovo che viviamo”. Sul vaccino, “l’Europa, unita, ha la forza politica, economica e scientifica per svolgere un ruolo da protagonista. Nessuno Stato deve essere lasciato indietro” ha evidenziato Roberto Speranza. “L’Unione deve essere in grado di garantire, attraverso un processo equo e trasparente, che tutti possano avere accesso al vaccino”, ha aggiunto.

“La mia opinione è che il quadro epidemiologico mondiale non offra ancora sufficienti garanzie per un’apertura senza regole prudenziali già dal 15 giugno. I dati che arrivano da molte aree del mondo, in particolare dalle Americhe e dall’Oriente, segnalano una crescita preoccupante del contagio che non possiamo permetterci di sottovalutare” ha proseguito il ministro della Salute. “In Europa – ha aggiunto – le cose vanno meglio. Ma il quadro globale è ancora molto complesso”.

In Italia, “aumentano i guariti, si riduce la curva del contagio, molte regioni sono a zero o prossime allo zero, diminuiscono i deceduti. Sono dati oggettivamente incoraggianti che però continuano a rappresentare solo una parte della realtà. Le analisi rilevano con la stessa chiarezza due indicazioni ben precise che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare: l’epidemia non è finita, ci sono ancora focolai di trasmissione attivi e il virus, anche se in forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare”. Inoltre, “questi due dati, altrettanto oggettivi come quelli positivi, che ho precedentemente richiamato, ci devono invitare ad una convinta e responsabile ulteriore prudenza – ha aggiunto -. Siamo sulla strada giusta, ma il nemico non è vinto. Il governo è al lavoro per garantire la riapertura in piena sicurezza di tutte le scuole a partire dal mese di settembre. La mia opinione è che questa riapertura rappresenti la priorità assoluta su cui concentrare tutta la nostra attenzione e tutte le nostre risorse”.

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