Conte, sulla scia delle parole di Mattarella, presenta il piano di rilancio e parla da leader. La stilettata a Confindustria: se ha progetti di grande respiro lo dica. “Frase di Bonomi infelice, la rinvio al mittente”

Conte, sulla scia delle parole di Mattarella, presenta il piano di rilancio e parla da leader. La stilettata a Confindustria: se ha progetti di grande respiro lo dica. “Frase di Bonomi infelice, la rinvio al mittente”

“Dalle interviste che ha rilasciato, devo desumere che Confindustria porterà progetti lungimiranti, che non si limiteranno solo alla riduzione delle tasse, ma progetti di grande respiro e impatto per il futuro e benessere collettivo del Paese. Quindi sono ben lieto di raccogliere e confrontarmi nel merito delle proposte anche con Confidustria” ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. E commentando una battuta del presidente di Viale dell’Astronomia, Carlo Bonomi, (“questa politica fa più danni del coronavirus”), ha osservato: “Quell’espressione è sicuramente infelice, la rimando al mittente. Abbiamo la responsabilità di governare un Paese e agli stati generali dell’economia parteciperà Confindustria, come altre associazioni di categoria, anche quelle delle pmi, parteciperanno tutti e tutti potranno portare ricette”. Questo, uno dei momenti politicamente più significativi della conferenza stampa del presidente Conte, gestita con piglio, toni e argomentazioni da leader politico della maggioranza. “Intendo convocare a Palazzo Chigi al più presto, per una settimana, dobbiamo fare presto, tutti i principali attori, le parti sociali, le associazioni di categoria, singole menti brillanti, per un progetto lungimirante condiviso con tutte le forze del Paese, del Sistema Italia” ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lanciando così gli Stati generali dell’economia e precisando che si partirà da idee messe a punto da Colao, responsabile della task force di Palazzo Chigi. La fase 3, dunque, si apre con un “sorriso che ci meritiamo” ma anche con un avvertimento: abbandonare “mascherine e distanziamento sociale” sarebbe “una grave leggerezza” perché è vero che i dati sul numero di contagi “sono incoraggianti” ma il virus c’è ancora.

E’ questa la premessa che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte fa nella conferenza stampa nel cortile di Palazzo Chigi nella quale illustra – sulla scia delle parole forti del presidente Mattarella in più occasioni durante le celebrazioni per il 2 giugno e nel giorno in cui riparte la mobilità tra Regioni – le priorità del governo. D’altro canto, Conte cita esplicitamente il presidente Mattarella come a voler segnalare una precisa sintonia tra governo e Quirinale. “Ora c’è un nuovo inizio”, ha infatti affermato Conte, “come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dobbiamo agire nel segno dello spirito del 2 giugno, nel segno della condivisione”. Non è un caso dunque che queste parole al Paese giungano da Palazzo Chigi a poco più di 24 ore dall’appello di Mattarella a riprendere lo spirito costituente e a rilanciare l’unità morale degli italiani. Così Conte espone le priorità del governo: riforma della giustizia perché i tempi dei processi civili e penali sono “inaccettabili”, riforma del fisco perché da “inefficiente ed iniquo” diventi giusto e capace di assicurare “una reale progressività delle tasse”, investimenti pubblici e privati, sostegno alle imprese e rilancio del Sud. Sul capitolo giustizia Conte lancia un vero e proprio “appello” alle forze politiche perché si realizzino i progetti di legge che sono già nelle commissioni parlamentari. aggiunge di voler aprire il “confronto” anche alle opposizioni sul Recovery Plan, il progetto di utilizzo dei fondi europei per la ricostruzione economica. “Ho detto molto chiaramente che non intendo considerare le, spero cospicue, somme che verranno messe a disposizione dall’Europa per l’Italia come un tesoretto, di cui deve disporre liberamente il governo in carica. Quindi senz’altro il confronto si aprirà non solo a tutte le forze che sostengono la maggioranza, ma anche alle forze di opposizione, perché si tratta di un Piano, di un Patto per la rinascita. Un Recovery plan che disegneremo insieme”. Quindi, rispondendo al tam tam per la costruzione del Ponte sullo Stretto, il premier premette di “non voler parlare di opere immaginifiche” ma al momento opportuno valuterà anche questa “senza pregiudizi”. Ma non sarebbe fase 3 senza un po’ di autocritica per quello che non ha funzionato finora e così Conte chiede “scusa” per i ritardi nell’erogazione dei sussidi a sostegno di lavoratori e imprese con la promessa di “pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociali”. E poi c’è il capitolo, enorme, della scuola che, dice il premier, “riaprirà sicuramente a settembre con la didattica in presenza” e aule “rinnovate” – i sindaci sono ora commissari straordinari per l’edilizia scolastica – e più adatte a garantire il distanziamento anti-Covid19. Domani Conte, insieme alla ministra dell’Istruzione Azzolina, vedrà tutti i soggetti sociali coinvolti nella ripartenza delle scuole a settembre, in un tavolo che, si spera, dovrebbe produrre elementi concreti di valutazione e proposta.

La risposta delle forze politiche non si è fatta attendere. Grande soddisfazione è stata naturalmente espressa da membri dei partiti di maggioranza. “E’ il momento di mettersi al tavolo e decidere insieme quello che si può fare: giusto il metodo del confronto e della concertazione. Credo ci siano le condizioni perché questo accada” dice ad esempio il vicesegretario Pd Andrea Orlando in un’intervista su La7. “Non vedo – aggiunge – i termini per rimpasti. Aprire alle opposizioni non è mettere in discussione il governo”. Conte si è mostrato, osserva Orlando, “consapevole” delle difficoltà del Paese nella fase 3 ma “dire che non ha funzionato niente non corrisponde al vero”. Conte “ha riconosciuto i ritardi nell’erogazione dei fondi” e il decreto liquidità “è stato migliorato con il contributo delle opposizioni, in particolare di Forza Italia”, conclude il vicesegretario Dem. Dal versante del M5S giunge il commento dell’attuale capo politico Vito Crimi sui social. “Le parole del presidente Giuseppe Conte sono chiare, lungimiranti e ben rappresentano il Paese che vogliamo ricostruire dopo l’emergenza” scrive Crimi. “Un Paese moderno, all’insegna della digitalizzazione e della semplificazione, di infrastrutture ed opere realmente utili, di una giustizia rapida ed efficace, di investimenti in ricerca e sostenibilità ambientale, e di tanti altri obiettivi che con dedizione e impegno possiamo raggiungere”. Ma Crimi sottolinea anche l’esigenza di “un confronto serrato e costruttivo fra le migliori realtà ed energie che fanno parte della nostra comunità nazionale. Serve un patto forte che sostenga l’azione del Governo, affinché le importanti risorse che metteremo in campo possano essere impiegate nella maniera più utile a realizzare il nostro progetto di rinascita per l’Italia e il suo futuro. Abbiamo davanti a noi l’occasione per realizzare un vero cambiamento nel Paese, superando le resistenze e lavorando per il solo interesse collettivo e per le esigenze di tutti i cittadini. Il MoVimento 5 Stelle c’è e farà la sua parte, come sempre, con proposte e azioni concrete”. Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra Italiana, commenta la conferenza stampa del presidente del Consiglio e in una nota scrive: “Gli italiani e le italiane hanno fatto enormi sacrifici per contrastare il Covid19. Ed è anche per questo che il nostro Paese può ripartire. Ma abbiamo bisogno di un piano ambizioso, non possiamo tornare alla normalità. Come ha ricordato il premier Conte – conclude – abbiamo bisogno di costruire un Paese nuovo, più giusto, più eguale. Che investa sul lavoro, sull’ambiente, sull’istruzione pubblica. Un Paese diverso e migliore”.

Prime valutazioni positive anche dai sindacati, soprattutto dopo la stilettata di Conte a Confindustria. Carmelo Barbagallo, leader della Uil, scrive in una nota: “Abbiamo apprezzato le dichiarazioni odierne del presidente del Consiglio: vanno nella direzione da noi auspicata di definire un Patto per il Paese. La riforma del fisco, gli investimenti in infrastrutture, la sburocratizzazione sono tutti obiettivi che devono essere perseguiti se vogliamo davvero far rinascere il Paese. E occorre farlo tutti insieme, Istituzioni, forze politiche, parti sociali, con lo stesso impegno che caratterizzò la società italiana nel dopoguerra e con una sorta di rinnovato spirito costituente”. Carmelo Barbagallo dunque conclude, “attendiamo fiduciosi la convocazione del premier e siamo pronti a fare la nostra parte per uscire dal baratro in cui ci ha cacciato la pandemia e per costruire una prospettiva di sviluppo”.

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