Calcio. Il Napoli batte la Juve ai rigori e vince la Coppa Italia, primo trofeo della stagione segnata dal Covid. Polemiche sui festeggiamenti

Calcio. Il Napoli batte la Juve ai rigori e vince la Coppa Italia, primo trofeo della stagione segnata dal Covid. Polemiche sui festeggiamenti

Sesta Coppa Italia per il Napoli che ha battuto ai rigori la Juventus 4-2 all’Olimpico di Roma. Sul campo incorniciato da spalti vuoti è andato in scena uno spettacolo in due tempi animati da agonismo e tatticismo con gli azzurri che hanno marcato la differenza manifestando agone e voglia di vittoria con un’ultima azione su calcio d’angolo battuto da Politano con Maksimovic che stacca di testa, Buffon che salva sulla linea e ribattuta di Elmas che colpisce il palo all’ultimo secondo. Il trofeo assegnato con i calci da fermo e vinto dalla squadra che più aveva meritato. Marcatori per il Napoli: Insigne, Politano, Maksimovic e Milik. Per i bianconeri a segno Bonucci e Ramsey. In porta Meret ha parato su Dybala, mentre Buffon non è riuscito a ostacolare i tiri avversari tutti a segno 4 su 4. In mezzo un rigore di Danilo finito sopra la traversa. Al fischio dell’arbitro, Napoli esplode con caroselli in ogni quartiere, mentre a Roma si alza la coppa e gli azzurri intonano “Oje vita, oje vita mia”, ritornello di ‘O surdato ‘nnammurato’.  La finale di Coppa Italia ha confermato, anche nei numeri, la voglia di calcio dei tifosi italiani, già “anticipata” con le due semifinali. Napoli-Juve ha registrato complessivamente 10 milioni e 202mila telespettatori di media, con il 39,6% di share (compresi i rigori).

“Questa vittoria è di tutti: dello staff, della gente che sta con noi e che lavora anche 18 ore al giorno, prima di mandarmi a quel paese. Seguo il mio istinto, a volte mi sento un toro. Questo è il mio segreto. E’ il primo trofeo da allenatore, stanotte mi sono svegliato un paio di volte, pensavo se avessi perso questa finale. Sapevo che era difficile, ma sono contento di avere vinto. Stasera mi sento molto orgoglioso”. Così Rino Gattuso, in conferenza stampa, dopo la vittoria sulla Juve nella finale della Coppa Italia.  “A livello di determinazione noi c’eravamo, anche a livello di concentrazione. Questi giocatori sono abituati a risolvere da soli le situazioni e, in questo periodo di scarsa brillantezza, non ci riescono. In Inghilterra ho lasciato la coppa all’ultimo rigore, non è bello e mi dispiace perdere una finale ai rigori: mi dispiace per la società e per i ragazzi. Spero di trasformare il rabbia e fame questa delusione. La Juve produce gioco, non mi è sembrata sgonfia”. Così Maurizio Sarri commenta, a tarda notte, la sconfitta subita contro il Napoli nella finale della Coppa Italia.

“Ha vinto il contagio della felicità” e così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, durante un intervento a La7, cerca di chiudere le polemiche che dalla notte scorsa accompagnano i festeggiamenti per la conquista della Coppa Italia da parte del Napoli. Un tentativo dopo che l’Oms con il direttore aggiunto Ranieri Guerra, negli studi televisivi Rai di Agorà, trasmissione che su Napoli ha già compiuto ‘scivoloni’, definisce i festeggiamenti di ieri sera, proseguiti fino a notte fonda, “sciagurati”. “In questo momento non ce lo possiamo permettere – spiega Guerra – per fortuna è accaduto a Napoli, dove governatore e sindaco hanno messo in atto misure rigide e l’incidenza del virus è più bassa che altrove”. Guerra ricorda anche gli effetti devastanti della partita dell’Atalanta all’inizio dell’epidemia in Lombardia. “Non vorrei – aggiunge – che si ripetesse proprio ora, che il Comitato Tecnico Scientifico ha cercato di accogliere le proposte del Figc per non limitare del tutto il gioco del calcio, come da scienza e coscienza medica sarebbe suggerito”. Le immagini commentate da Guerra si riferiscono a tutta la città, invasa dalla folla in festa poco dopo le 23, quando i rigori assegnano il risultato che in 90 minuti non era arrivato. E poi fuochi d’artificio, i caroselli di auto, gli immancabili scooter con più di due persone in sella, le sfilate sul lungomare, nei vicoli del centro e le piazze che si riempiono fino all’inverosimile di tifosi che si abbracciano, alcuni con la mascherina e molti senza. La festa è stata spontanea e liberatoria, per un titolo atteso da anni e per mesi e mesi di rigida osservanza delle norme anti contagio.

 

Share