L’informativa di Conte alle Camere sulla ripresa. Salvini attacca la Cgil. Il 5Stelle Ricciardi contesta, dati alla mano, il modello lombardo della sanità e prende ceffoni dalla destra

L’informativa di Conte alle Camere sulla ripresa. Salvini attacca la Cgil. Il 5Stelle Ricciardi contesta, dati alla mano, il modello lombardo della sanità e prende ceffoni dalla destra

“Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai giovani e al loro comprensibile entusiasmo per la riconquistata libertà di movimento: in questa fase rimane fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza, anche quando siamo all’aperto, e l’utilizzo delle mascherine. Non è ancora questo il tempo dei parchi, delle movide e degli assembramenti. Occorre fare attenzione perché esporre se stessi al contagio significa anche esporre i propri cari” afferma il premier Giuseppe Conte durante l’informativa tenuta alle Camere – prima a Montecitorio e poi al Senato – in merito alle misure prese per la Fase 2. Inoltre, confessa il premier, “avverto le paure dei nostri concittadini che temono di vedere vanificati i propri sacrifici e di chi teme la perdita del posto di lavoro”. Certo, “è una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ciascuno farà la propria parte e il sistema bancario può e deve fare di più in particolare per accelerare l’erogazione dei prestiti”, secondo quanto previsto dal dl Liquidità soprattutto per prestiti inferiori a 25mila euro. Ma se “in alcuni casi sono state rispettate queste tempistiche mi giungono molte segnalazioni che in molti altri casi questo non sta avvenendo”. Dunque, afferma Conte, “è essenziale che le banche si allineino alle pratiche più efficienti. Non possiamo tollerare che le imprese si vedano negate delle liquidità necessarie a riprendere le loro attività”. Per Conte, “ciò che deve preoccuparci è la dinamica di bassa crescita dell’ultimo decennio”, “non possiamo permettere l’accentuarsi dei divari socio-economici”, quindi una “drastica semplificazione della macchina burocratica” in questo senso è “indispensabile”. Insomma, l’Italia non può più attendere, “questo è il momento della svolta”, sostiene l’inquilino di Palazzo Chigi, secondo il quale “il compito della politica tutta è quello di lavorare per elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale, insieme alle migliori energie del Paese. Dal premier, nel corso dell’informativa, un invito ai cittadini “a fare le vacanze in Italia: è il modo migliore per contribuire al rilancio dell’economia italiana”.

Salvini attacca la Cgil, della quale il governo sarebbe “ostaggio”. Boschi, Italia Viva, esalta Conte e il governo

All’attacco le opposizioni: dai banchi di Palazzo Madama il leader della Lega Matteo Salvini si esprime così sul dl Rilancio: “Ci sono 400 pagine, 441 articoli nei decreti, 98 decreti attuativi. La nostra soluzione è il modello Genova. È stato costruito il ponte in un mese, senza infiltrazioni e senza morti. Il problema, però, è che questo Governo è ostaggio della Cgil. Non possiamo essere un Paese ostaggio della Cgil, che non vuole i voucher in agricoltura, non vuole i voucher nel turismo, non vuole fermare il codice degli appalti”. Insomma, la solita litania, da parte di Salvini, dei presunti diktat della Cgil al tentativo della Lega di liberalizzare, condonare, lasciar fare, soprattutto a coloro che non pagano le tasse. Dai banchi di Montecitorio, invece, Italia Viva, voce critica della maggioranza, esprime apprezzamento per le parole del premier: “Il decreto legge da 55 miliardi è un primo passo importante – sostiene Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Iv – Rivendichiamo il taglio dell’Irap, su cui stavamo già lavorando quando eravamo al governo. Quello che ci sta più a cuore è un piano shock per sbloccare le opere pubbliche e far partire i cantieri. Apprezziamo l’impegno che ha preso qui in quest’Aula. Noi ci siamo, accanto a lei e ai suoi ministri. Se vogliamo uscire da questa crisi, invitiamo tutte le forze in Parlamento, a cominciare da quelle della maggioranza, a scrivere insieme un grande business plan, un grande piano di rilancio degli investimenti per il nostro Paese”.

La rissa sfiorata in Parlamento dopo l’attacco del 5Stelle Ricciardi al modello sanitario lombardo

Bagarre nell’aula di Montecitorio (con una rissa sfiorata) tra deputati della Lega e Movimento Cinque Stelle, e poi qualche ora dopo, tensione anche a palazzo Madama tra senatori leghisti ed esponenti della maggioranza. A far insorgere il partito di Matteo Salvini e poi a seguire tutto il centrodestra sono le parole del pentastellato Riccardo Ricciardi. Il deputato, che prende la parola dopo l’intervento del premier Giuseppe Conte sulle misure di contrasto al Coronavirus, attacca a testa bassa i vertici del Pirellone: “Il modello è stato fallimentare – accusa – in questi anni sono stati tagliati 25mila posti letto negli ospedali pubblici regalando soldi alle cliniche private. Non accettiamo lezioni”. Parole che scatenano caos e proteste dai banchi della Lega al grido di “buffone, buffone” tanto che il presidente della Camera Fico deve sospendere per qualche minuto la seduta. A riportare la calma non ci riesce nemmeno il presidente del Consiglio che sgombra il campo dalle accuse di una possibile “regia” dietro le parole di Ricciardi: “Ciascun parlamentare esprime le proprie opinioni. Non è mai accaduto che a me fosse consegnato un intervento” prima. Il capo del governo poi vuole essere ancora più chiaro: “Dire che io abbia condiviso o istigato, è una cosa che si commenta da sé”, è la replica diretta a Giorgia Meloni che aveva parlato “di una precisa strategia della maggioranza” dietro l’intervento dell’esponente 5Stelle. A difendere la Lombardia a guida leghista ci pensa innanzitutto Salvini che invita i Cinquestelle “a sciacquarsi la bocca prima di parlare” e che in serata si spinge fino a chiamare il Capo dello Stato Sergio Mattarella per esprimergli “il proprio stupore” e la propria “amarezza per i pesanti attacchi di alcuni parlamentari della maggioranza nei confronti della Lombardia duramente colpita dalla tragedia del Covid-19”. Ma a difendere il deputato arriva il capo politico pentastellato, Vito Crimi, che parla senza mezze misure di “fallimento epocale di Fontana e Gallera” invitando pertanto i leghisti a “non piagnucolare”. Chi prova a gettare acqua sul fuoco è la ministra Fabiana Dadone: “Non ho visto nulla di atipico – dice – sono scene che si sono sempre viste all’interno delle Aule parlamentari, fanno parte del dibattito, è giusto che sia così”. Ma il clima è rovente.

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