Roma. Corte dei Conti del Lazio. Danno da 4,5 milioni per occupazione abusiva di Casapound della sede di via Napoleone III. 8 funzionari e dirigenti del Miur e del Demanio a giudizio

Roma. Corte dei Conti del Lazio. Danno da 4,5 milioni per occupazione abusiva di Casapound della sede di via Napoleone III. 8 funzionari e dirigenti del Miur e del Demanio a giudizio

La Procura regionale della Corte dei conti del Lazio cita 8 funzionari e dirigenti del Miur e del Demanio rispetto all’occupazione dello stabile di Casapound dell’immobile sede di Via Napoleone III, a Roma. Il danno è di oltre 4,5 milioni di euro. I magistrati contabili sottolineano nel documento notificato alle parti che l’immobile in questione: ‘è un bene di proprietà dello Stato, appartenente al patrimonio indisponibile’. Secondo i pm ‘non è tollerabile in uno Stato di diritto una sorta di ‘espropriazione al contrario’, che ha finito per sottrarre per oltre tre lustri un immobile di ben sei piani, sede storica di uffici pubblici, al patrimonio (indisponibile) dello Stato, causando in tal modo un danno certo e cospicuo all’erario’. Dopo gli inviti a dedurre del giugno scorso questo è il passo concreto. Più avanti nell’atto di citazione, che fissa ‘l’udienza di discussione’ per il 21 aprile prossimo si aggiunge: ‘Nel caso concreto i convenuti dirigenti preposti agli uffici competenti non hanno dato disposizioni per agire in via di autotutela amministrativa e per coltivare le azioni civilistiche volte alla restituzione del bene e al risarcimento dei danni che, richiesti in via autonoma o nell’ambito di azioni penali o civili possessorie e petitorie (mai intentate o mai coltivate), sarebbero stati liquidati in sede giudiziaria (sempre in misura pari ai canoni di locazione non percepiti)’. Gli 8 sotto accusa – sempre secondo la Cdc – ‘non hanno dato disposizioni per richiedere l’indennità di occupazione sine titulo agli occupanti l’immobile in questione e per costituirli in mora, a partire dall’Associazione Casapound. Il comportamento dei convenuti appare censurabile anche per la genericità delle inconcludenti iniziative adottate in un lasso di tempo certo sufficiente ad intraprendere altre e più adeguate strade quali, quelle amministrative e giudiziarie descritte a titolo di mero esempio nel presente atto (non spettando a questa Procura fornire dettagliate indicazioni sulla condotta lecita da attendersi dai convenuti)’.

La Procura regionale della Corte dei conti – si spiega – ‘ha ritenuto che dai fatti appena descritti ed accertati sia derivato un danno concreto e attuale alle pubbliche finanze derivante dal mancato utilizzo o messa a reddito dell’immobile occupato, con relativa perdita economica per le finanze pubbliche, calcolata utilizzando quale parametro di quantificazione l’ammontare complessivo dei canoni che si sarebbero dovuti riscuotere da Casapound e dalle famiglie occupanti nel periodo dal 1.1.2004 al 31.5.2019, euro 4.642.363,10, ovvero, in subordine, pari alle somme che si sarebbero dovute riscuotere a seguito delle omesse azioni civili e penali volte ad ottenere l’indennità di occupazione o il risarcimento dei danni, relativamente ai soli ratei ormai prescritti (quindi dal 1.1.2004 al 31.5.2014), pari a 3.583.552,16’.

“Abbiamo sempre denunciato l’occupazione del palazzo sede di CasaPound in centro a Roma. E abbiamo ottenuto la rimozione dell’insegna abusiva. Corte dei Conti accusa chi per 15 anni non ha richiesto canoni o sgombero. Bisogna liberare al più presto quell’immobile dall’illegalità” scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Twitter.

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