La Corte Costituzionale elegge presidente all’unanimità la professoressa Marta Cartabia, è la prima volta di una donna nella Storia d’Italia

La Corte Costituzionale elegge presidente all’unanimità la professoressa Marta Cartabia, è la prima volta di una donna nella Storia d’Italia

“La tua elezione è la nostra elezione”. Così le giudici costituzionali Daria De Pretis e Silvana Sciarra, nonché la vicepresidente emerita della Corte Fernanda Contri, hanno salutato la nomina di Marta Cartabia a capo della Consulta. A raccontarlo è la stessa Cartabia, prima donna a raggiungere la quinta carica dello Stato: “Ringrazio la Corte che mi ha dato fiducia compatta, e questo mi sostiene e mi conforta. Ho avuto il sostegno esplicito anche dei vicepresidenti Morelli e Carosi, il loro è stato un passo indietro per un passo avanti della nostra democrazia. L’elezione di una donna non è un elemento secondario”. Per questo, la neopresidente della Corte Costituzionale afferma che “si è rotto un vetro di cristallo”, auspica di essere stata “un’apripista”: ricordando le parole della neopremier finlandese Sanna Marin secondo cui “l’età e il sesso non contano”, Cartabia, che, 56enne, è anche uno dei presidenti più giovani nella storia della Consulta, spera, “visto che in Italia ancora un po’ contano”, di “poter presto dire che non contano più”.  E aggiunge: “un Paese in cui calano gli omicidi ma non i femminicidi dimostra che ha un problema anzitutto di civiltà”. Cartabia esorta a “spostare il mondo non dalla parte delle donne, ma dalla parte di tutti. Siamo fieri del cammino fatto finora in Italia, ma è ancora un cammino incompiuto”.

Un ringraziamento particolare la neopresidente lo esprime per il suo predecessore, Giorgio Lattanzi, seduto in prima fila durante l’incontro con la stampa dopo l’elezione: “In questi 2 anni ci ha dato una Corte viva, dinamica. Da lui eredito le modalità con cui ci ha presieduto, anche se non so se ne sarò all’altezza”. Cartabia resterà alla Corte ancora per circa 9 mesi, il suo mandato termina il 13 settembre 2020: e oltre a rilevare che in questo lasso di tempo la Consulta sarà chiamata a esaminare questioni importanti e delicate – una delle prime sarà l’ammissibilità del referendum sulla legge elettorale in gennaio – conferma la volontà dei giudici costituzionali di portare la Costituzione tra i cittadini, come fatto in questi ultimi anni con i ‘Viaggi’ nelle scuole e nelle carceri. “Le nostre visite hanno avuto un effetto ‘valanga’ – sottolinea – molto promettente, c’è molta domanda e c’è la nostra responsabilità ad andare ad ascoltare, a riflettere insieme. La Corte è custode della Costituzione e abbiamo voluto interpretare questo ruolo, andando nelle scuole e nelle carceri per portare i valori della Costituzione e abbiamo trovato un enorme desiderio di conoscere, di andare a fondo del patto fondativo su cui la nostra Costituzione si regge”.

“Penso alle tante giovani studiose di giurisprudenza che avranno la strada aperta. La magistratura sta beneficiando enormemente delle tante forze femminili che superano abbondantemente il 50% ma sono ancora assenti dalla rappresentanza negli organi come il Csm e dai vertici delle giurisdizioni superiori. Tanta strada resta ancora da fare”. Marta Cartabia lo afferma ai microfoni di Rai Radio1 all’interno di “Radio1 In Viva Voce” condotto da Ilaria Sotis e Claudio De Tommasi. “Attraverso le proprie sentenze – ha proseguito la neopresidente – la Corte Costituzionale enuncia dei principi. La ricerca dell’attuazione dei valori della Costituzione è un compito inesauribile”. Un commento infine sulle sue emozioni dopo la nomina: “Provo emozioni di profonda gratitudine per essere stata scelta dai colleghi, gratitudine nei confronti dei miei maestri, di chi mi ha insegnato passo passo e gratitudine verso la mia famiglia, mio marito e i miei figli”.

Chi è Marta Cartabia 

Nata a San Giorgio su Legnano, in provincia di Milano, il 14 maggio 1963, sposata con tre figli, è professore ordinario di Diritto costituzionale e, nel settembre 2011, è stata nominata dal Presidente della Repubblica giudice della Corte costituzionale, di cui è poi stata vicepresidente dal novembre 2014. Il suo nome, l’estate scorsa, era entrato nel toto-nomine per la presidenza del Consiglio e nel 2015 era stata citata come possibile candidata alla presidenza della Repubblica. La sua carriera accademica è stata segnata sin dagli esordi da un’intensa attività di ricerca in ambito costituzionalistico con uno spiccato respiro europeo e internazionale. Ha conseguito il PhD presso l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole nel 1993, essendo stata, nel frattempo, Research Scholar presso la Michigan Law School (Ann Arbor, USA, 1991). Ha insegnato in diverse università italiane ed è stata visiting professor in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Tra le varie esperienze accademiche si segnalano il Modulo Jean Monnet in Diritto costituzionale europeo (2005-2008), la Clynes Chair in Judicial Ethics, presso l’Università Notre Dame, Indiana (USA, 2013) e l’Inaugural Fellowship presso lo Straus Institute for Advanced Study in Law and Justice, New York University, New York (USA, 2009-2010). Ha partecipato ai comitati di sviluppo strategico di primari istituti universitari come l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole e la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica Portoghese. Dal 2013, è invitata ogni anno al seminario Global Constitutionalism, parte del Gruber Program for Global Justice and Women’s Rights organizzato dalla Law School di Yale (USA). Tra gli incarichi istituzionali, è stata assistente di studio presso la Corte costituzionale (1993-1996).

Tra il 2008 e il 2010, è stata componente di Fralex, ”Fundamental Rights Agency Legal Experts”, presso l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione Europea a Vienna, in qualità di esperto giuridico per l’Italia. Dal dicembre 2017, è membro della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto, organo del Consiglio d’Europa, che svolge attività consultiva e di riflessione indipendente intorno ai principi chiave del patrimonio costituzionale europeo: la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto. Dal 2018, è cofondatrice e copresidente dell’Italian Chapter di IconS -The International Society of Public Law – del cui Society’s Council internazionale è membro dal 2014. È, inoltre, membro dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti dal 2000. Ricopre diversi incarichi di responsabilità editoriale in molte riviste a carattere scientifico tra i quali il Comitato di direzione di Quaderni costituzionali (il Mulino) e Diritto e società (Editoriale Scientifica), nonché la partecipazione all’Advisory Board dell’International Journal of Constitutional Law. Cartabia ha redatto 171 decisioni dall’ingresso alla Corte costituzionale nel 2011 ad oggi. La neopresidente ha confermato come vicepresidenti i giudici Aldo Carosi e Mario Morelli.

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