Mense scolastiche Roma: Filcams, 16-17 settembre sciopero. Il bando della refezione manca di garanzie per i lavoratori e i bambini

Mense scolastiche Roma: Filcams, 16-17 settembre sciopero. Il bando della refezione manca di garanzie per i lavoratori e i bambini

Lunedì 16 e martedì 17 settembre scioperano gli addetti alle mense scolastiche di Roma. “Sono passati ormai due anni dall’inizio della mobilitazione che ha portato in piazza centinaia e centinaia di lavoratrici e lavoratori che si occupano della preparazione ed erogazione dei pasti all’interno delle mense scolastiche di Roma”, spiega una nota della Filcams Cgil territoriale. “Il bando della refezione scolastica continua a mancare di tutele e garanzie sia sul profilo lavorativo che per tutti i bambini e le bambine che frequentano le scuole di Roma Capitale. L’amministrazione capitolina, la sindaca Virginia Raggi e l’assessora alla Persona Laura Baldassarre si sono dimostrate sorde davanti a qualsiasi richiesta fatta dalle organizzazioni sindacali”.

La Filcams rileva di aver “fatto proposte e azioni concrete come la richiesta di formazione per 170 cuoche senza qualifica, a oggi non ancora realizzata; la richiesta di inserimento di una soglia minima per evitare una gara al massimo ribasso; la denuncia per l’assenza di 330 cuoche delle scuole autogestite, risolvibile con un’integrazione al bando ante apertura delle buste; la segnalazione all’Anac in merito alle procedure; la denuncia delle lesione dei diritti sindacali (assemblea e sciopero), a oggi nessuna modifica è stata apportata nonostante il parere favorevole della Commissione di garanzia; due richieste con successivo incontro in Commissione Trasparenza; due mozioni presentate in Assemblea capitolina per il ritiro, bocciate dal Movimento 5 stelle; una interrogazione parlamentare; il sostegno alla raccolta firme promossa da Genima; la denuncia al Responsabile unico del procedimento”. Il sindacato, in conclusione, ritiene che “non ci sia stata alcuna apertura o azione da parte di Roma Capitale per il ritiro del bando in autotutela”, da qui la decisione della mobilitazione

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