L’appello per l’Europa di sindacati e Confindustria

L’appello per l’Europa di sindacati e Confindustria

“Esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezioni europee per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale”. E’ uno dei passaggi centrali dell’Appello unitario firmato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per una Europa delle riforme, dell’inclusione e del lavoro contro “quelli che intendono mettere in discussione il progetto europeo per tornare all’isolamento degli Stati nazionali, richiamando in vita gli inquietanti fantasmi del novecento”.

Una sorta di manifesto per un’Europa del lavoro che indica quattro priorità: “Unire persone e luoghi, dotarsi degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale, potenziare la rete di solidarietà sociale europea, sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione”.

“Vogliamo un’Europa nuova, forte e solidale, fondata sul lavoro, attenta alle tematiche sociali, capace di combattere le diseguaglianze e il dumping sociale, innovativa, in grado di sostenere investimenti e innovazione. È questo il senso dell’appello che abbiamo firmato oggi con Confindustria”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “È un richiamo – sottolinea il leader del sindacato di Corso d’Italia – che alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, il mondo del lavoro e le imprese rivolgono ai cittadini italiani, alle forze politiche, alle istituzioni per cambiare, rafforzandola, l’Europa”. “Noi pensiamo – conclude Landini – di aver bisogno di più Europa, di un’Europa diversa da quella dell’austerità, lontana dai cittadini e dai lavoratori. Indichiamo un’Europa capace di dare prospettive di lavoro ai giovani, aperta al mondo, fattore di stabilità e pace, che sa accogliere. Un’Europa capace di compensare e ridurre le diversità economiche e sociali che vivono al suo interno”.

“L’Ue – si legge nell’appello – è stata decisiva nel rendere lo stile di vita europeo quello che è oggi. Ha favorito un progresso economico e sociale senza precedenti con un processo di integrazione che favorisce la coesione tra Paesi e la crescita sostenibile. Continua a garantire, nonostante i tanti problemi di ordine sociale, benefici tangibili e significativi, nella comparazione internazionale, per i cittadini, i lavoratori e le imprese in tutta Europa”.

“Gli interessi economici nazionali, oggi, possono essere perseguiti, in una dimensione continentale, solo attraverso politiche europee. Di fronte a giganti economici, i paesi europei presi singolarmente, avranno sempre minore peso politico ed economico”. I firmatari ricordano: “Stiamo affrontando enormi sfide, una globalizzazione senza regole, il risorgere di nazionalismi, tensioni internazionali, ridefinizione delle relazioni UE-Regno Unito, migrazioni, disoccupazione, prospettive per il futuro dei nostri giovani, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, crescita costante delle diseguaglianze economiche o sociali”. Ma “la risposta non è battere in ritirata, ma rilanciare l’ispirazione originaria dei Padri e delle Madri fondatrici, l’ideale degli Stati Uniti d’Europa”.

“Sono tempi incerti, instabili, travagliati per l’Europa e per il mondo. Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese. Quelli che intendono mettere in discussione il Progetto europeo, vogliono tornare all’isolamento degli Stati nazionali, alle barriere commerciali, ai dumping fiscali, alle guerre valutarie, richiamando in vita gli inquietanti fantasmi del novecento”, si legge nell’appello. Nel documento, le parti sociali sostengono di ritenere “importante che i deputati italiani che verranno eletti al Parlamento Europeo si occupino prioritariamente di: “unire persone e luoghi” partendo da un “piano straordinario per gli investimenti in infrastrutture e reti”; “dotarsi degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale” con il “completamento del mercato unico” e una “politica industriale europea”; “potenziare la rete di solidarietà sociale europea” andando verso “l’armonizzazione e la convergenza dei sistemi fiscali e dei sistemi di protezione del lavoro” e “sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione”.

“Noi parti sociali – si legge nel testo – siamo più che mai convinte che il colpo d’ala europeo sia storicamente maturo, necessario, possibile. Esso rappresenta la risposta coerente ed efficace per preservare e sviluppare, nella complessità del nostro tempo, il patrimonio di civiltà costruito nei secoli dall’Europa nel quale trovano compendio gli ideali di progresso economico, giustizia sociale, democrazia, pace”.

“L’Europa – si legge nell’appello – deve proseguire il processo di integrazione, deve andare avanti, completare l’Unione economica, accelerare la convergenza sui diritti e sulle tutele sociali, rafforzare la prospettiva dell’Unione politica. Guai a pensare – proseguono nel documento unitario le parti sociali – che le conquiste raggiunte siano sufficienti: significherebbe non comprendere le preoccupazioni, le frustrazioni, il disagio e la sofferenza sociale dei tanti milioni di europei che non sono in grado di gestire autonomamente la complessità dei nostri tempi”.

E si dovrà dare voce allo “slancio di partecipazione dei giovani di tutta Europa con il rinnovato impegno sull’ambiente, ormai drammaticamente ineludibile, e con un modello di crescita che restituisca ai giovani il diritto al futuro”, proseguono. Per Confindustria e i sindacati quindi “urge accelerare il processo di integrazione europea, da perseguire anche se sarà necessario coinvolgere i Paesi membri in tappe e tempi diversi avviando un percorso costituente, comunque necessario. È già accaduto nel 1957 con i sei paesi fondatori; è successo nel 1998 con la creazione dell’euro”. Con questo spirito, “continueremo a contribuire ad un progetto europeo di successo e ad un’Europa unita che garantisca una crescita sostenibile ed inclusiva, un contesto di benessere a lavoratori e imprese, proponendo iniziative che migliorino le condizioni di vita e di lavoro ed offrano un futuro migliore a tutti i cittadini europei”.

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