La ministra M5S della Sanità Grillo ha fatto “spiare” medici e scienziati del CSS per carpirne le idee politiche. Altrove sarebbe stata dimessa un minuto dopo la rivelazione. In Italia no

La ministra M5S della Sanità Grillo ha fatto “spiare” medici e scienziati del CSS per carpirne le idee politiche. Altrove sarebbe stata dimessa un minuto dopo la rivelazione. In Italia no

Un’inchiesta di Repubblica, a firma di Corrado Zunino, parla di “schedatura” dei 30 membri del Consiglio superiore di sanità sciolto lo scorso 3 gennaio dal ministro della Salute Giulia Grillo, mentre il ministro su Facebook si difende sostenendo che si tratta di “un appunto del tutto informale che ho chiesto in chat ai miei colleghi parlamentari dopo aver sciolto la commissione”, spiegando di non aver promosso un dossier ma un atto di trasparenza in vista delle nuove nomine. Fatto sta che l’approfondimento su precedenti e legami politici degli scienziati ex membri del Css è diventato in poche ore un caso. “L’allontanamento dei 30 membri del Consiglio superiore di Sanità, organismo di primo livello scientifico che annovera scienziati di chiara fama come il farmacologo Silvio Garattini, il genetista Bruno Dallapiccola, l’endocrinologo Andrea Lenzi, è stata preceduta da un’inchiesta ordinata dalla ministra Giulia Grillo sui precedenti politici dei suoi componenti. Un’istruttoria non sulle qualità professionali, difficilmente discutibili, ma sui trascorsi di partito dei nominati e dei loro parenti”, si legge nell’articolo de La Repubblica, che cita due fonti dei Cinque Stelle, secondo cui “l’attività di controllo è stata utile per definire le sorti professionali dei trenta: fuori tutti dal Consiglio superiore, scienziati con un passato politico e vergini. Entrano persone più affidabili”.

La difesa della ministra è un boomerang

La ministra Grillo, che pubblica il documento integrale, sottolinea “come a seguito dello scioglimento del Css da più parti, in primis dalle dichiarazioni della ex presidente Siliquini, si chiedeva di agire separando la politica dalla scienza. Semplicemente nel corso di normali interlocuzioni, ho chiesto ai colleghi se avevano notizie di attività politica da parte degli ormai ex membri. Il risultato è sotto i vostri occhi. Vi sembra un dossier? Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò), figuriamoci via chat! Il Movimento 5 Stelle è per la trasparenza, per cui mi interessava semplicemente capire in vista di nuove nomine, qualche nota di rilievo pubblica di cui non ero a conoscenza. Ho dichiarato che alcuni ex componenti avrebbero potuto essere rinominati, mi interessava avere qualche informazione. Sottolineo che dal testo non vi sono demeriti: nessuno è così folle da pensare che aver operato un ex presidente del Consiglio possa costituire una nota negativa o che avere una moglie che ha collaborato con un esponente politico dell’opposizione possa costituire un vulnus. Ho agito e agirò sempre per i cittadini in trasparenza per valorizzare il merito nelle nomine e non le appartenenze politiche. Leggo dichiarazioni di fuoco da parte delle opposizioni: è il gioco delle parti. Accusare di epurazione e fascismo, di ‘allarme per la democrazia’, un ministro che legittimamente si informa sul profilo ripeto pubblico di membri di una commissione è semplicemente assurdo e fuori dalla realtà dei fatti che vi presento per quello che sono. Rinnovare le commissioni aprendo le porte al nuovo, magari a chi pur avendo i titoli non ha i legami ‘giusti’ è un’operazione che il Paese probabilmente non ha mai visto e questo dà chiaramente fastidio a qualcuno”. Dichiarazione estremamente ambigua da parte di un ministro della Salute, perché di fatto è un’accusa velata ai trenta scienziati di essere stati nominati in base ad una sorta di spoils system, contro il quale si contrappone il suo personale. Insomma, la ministra Grillo, come recita il proverbio, ha usato una toppa peggiore del buco.

Il commento del professor Walter Ricciardi, che ha bollato l’esecutivo come antiscientifico 

E’ tra le eccellenze della Sanità pubblica italiana, uno dei primi personaggi di spicco delle istituzioni ad aver preso le distanze, con le sue dimissioni, dal governo targato Lega-M5S, perché “esecutivo anti-scientifico”. Ora Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto Nazionale della Sanità, con LaPresse si lascia sfuggire la delusione per il gesto della ministra della Salute, Giulia Grillo che, secondo il quotidiano La Repubblica, avrebbe chiesto informazioni sull’orientamento politico dei membri del Consiglio Superiore della Sanità. “E’ una cosa triste che mi riempie di stupore”, sottolinea il professore che ha lasciato la guida dell’Iss per diversità di vedute con Palazzo Chigi e che ora affiancherà, a titolo gratuito, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti come consigliere per la ricerca e l’innovazione della Regione. “Mi piacerebbe non commentare vicende del genere”, dice amareggiato il professore, neanche tanto sorpreso del fatto che questa politica “non valuti i curriculum e le competenze, dando spazio ad altri elementi”. Sulla sua scelta di lasciare la guida dell’Istituto si dice sereno, anche perché “con Giulia Grillo ho sempre avuto un rapporto di cordialità e stima”. Fa fatica, invece, Ricciardi a relazionarsi con chi, come il ministro dell’Interno Matteo Salvini, sostiene che i vaccini siano “troppi, inutili e dannosi”. “Non potevo lavorare con esponenti che mantengono queste posizioni anti-scientifiche e a-scentifiche”. Sul futuro dell’Italia si dice “molto preoccupato”. “Quando la politica crede di poter fare a meno dei suggerimenti della scienza e degli esperti – spiega – il baratro è vicino”.

Il professor Colombo, uno degli “epurati” e schedati dalla ministra, smentisce di aver operato Berlusconi

 “Non ho mai avuto problemi a dichiarare sia il pubblico che il privato. Non ho segreti e sono abituato che mi si chieda anche il conto in banca, non c’è nessun problema. Quanto ai dati che sarebbero stati raccolti su di me, preciso che non ho mai operato Silvio Berlusconi, e lo faccio per dovere di informazione. Perché non è certo una cosa negativa averlo operato, dichiara all’AdnKronos Salute il cardiologo interventista Antonio Colombo, che dal 15 dicembre 2018 ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano e oggi è coordinatore dei Laboratori di emodinamica del gruppo Gvm. Colombo è uno degli ex componenti di nomina del Consiglio superiore di sanità (Css), azzerato dal ministro della Salute Giulia Grillo a novembre e, secondo quanto trapelato, sarebbe fra gli specialisti ‘schedati’ per conoscerne informazioni relative a eventuali appartenenze politiche. Secondo quanto riporta oggi ‘la Repubblica’, sul suo conto l’indagine non avrebbe rilevato nulla di significativo sul fronte dell’attivismo politico ma segnalerebbe lo specialista come uno dei medici che ha operato Silvio Berlusconi nel 2016. Colombo chiarisce: “Non ho seguito quell’intervento, il ministro dovrebbe informarsi meglio. Non l’avrei operato in ogni caso, perché non faccio il cardiochirurgo. Fare un intervento a chicchessia non qualifica la matrice politica. Comunque sono sereno. Non mi dà fastidio che vengano fatte indagini, è umano. Ogni informazione aggiuntiva è positiva”. Per Colombo “non si dovrebbe avere timore a essere trasparenti e a manifestare tutto, anche l’appartenenza politica, che in ogni caso non dovrebbe influenzare le scelte mediche e scientifiche. Uso il condizionale perché non sempre quello che non è giusto fare non viene fatto. E’ sempre utile comunque conoscere ogni dato aggiuntivo. Certo dipende poi dall’uso che si fa delle informazioni raccolte”.

L’indignazione dell’immunologo Burioni

“Tento di tenermi fuori dalle questioni politiche, ma trovo davvero spiacevole questa storia della ‘schedatura politica’ che il ministro Giulia Grillo avrebbe operato. In particolare trovare appuntato accanto al nome di un mio amico e collega del San Raffaele ‘nessun attivismo politico, ma ha operato Silvio Berlusconi’ mi infastidisce davvero molto”, scrive su Facebook il medico Roberto Burioni. “Antonio Colombo, un medico bravissimo – aggiunge – ha operato Silvio Berlusconi così come migliaia e migliaia di altre persone alle quali ha letteralmente salvato la vita, di ogni appartenenza politica e di ogni nazionalità. Che l’avere curato un leader politico sia qualcosa che meriti di essere annotato accanto al nome di un medico è cosa che non fa onore a un ministro, peraltro essa stessa medico. Medici come Antonio Colombo dovrebbero avere accanto una sola nota: ‘grazie Professore perché invece di trasferirsi negli Stati Uniti dove l’avrebbero ricoperta di denaro, di onore e di rispetto lei ha deciso di rimanere in Italia operando in un ospedale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, e quindi accessibile a tutti i cittadini'”.

Le reazioni politiche

“Fanno ‘schedare’ scienziati in base alle opinioni politiche. Per poi cacciarli. Un fatto di gravità inaudita, contro basilari diritti costituzionali e democratici. Ministro Grillo non può restare al suo posto. Conte intervenga, suo silenzio è vergognosamente complice #dimissioni” commenta su Twitter il senatore del Pd Francesco Verducci, mentre i senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri e Francesco Giro affermano che la smentita del ministro “aggrava anziché alleggerire la sua già compromessa posizione. Nella sua dichiarazione la ministra della Salute ammette di aver chiesto un dossier ai membri delle commissioni sanità della Camera e del Senato e di averlo chiesto solo dopo e non prima dell’epurazione dei 30 membri del Consiglio superiore della sanità. Allora a questo punto ci chiediamo il perché di questa attività di investigazione richiesta da un’autorità ministeriale su persone che non avevano più alcun legame con l’amministrazione. A nostro avviso potrebbe ora emergere da parte del ministro un’attività indebita e gravemente lesiva dei diritti civili e politici e della privacy dei soggetti coinvolti”.

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