Milano. Folla, lunghi applausi, Bella ciao: per Mimmo Lucano l’affetto dei milanesi. “Un’altra umanità è possibile”

Milano. Folla, lunghi applausi, Bella ciao: per Mimmo Lucano l’affetto dei milanesi. “Un’altra umanità è possibile”

Lunghi applausi e ‘Bella Ciao” finale a Milano per il sindaco di Riace Mimmo Lucano, attualmente sospeso per un’inchiesta della magistratura, ospite del convegno a Palazzo Marino “Da Riace a Lodi, solidarietà e diritti”, organizzato da “Milano in Comune”. “Sono profondamente emozionato, non mi immaginavo un abbraccio così pieno di calore. Grazie per questo affetto e per questo abbraccio di umanità”, ha detto Lucano dopo essere uscito dalla sede del Comune per salutare chi non è riuscito ad entrare nella Sala Alessi, stracolma. “Non è vero che dobbiamo assistere in maniera passiva, accettare che questa società ci porti alla barbarie, alla disumanizzazione. Vogliamo il rispetto dei diritti umani, delle diversità. Ogni essere umano ha un panorama che non ha eguali”.

Dopo aver incassato la solidarietà del sindaco di Milano Giuseppe Sala, (“Ha fatto quello che avrei fatto io”, aveva detto poco prima il sindaco di Milano) Lucano ha raccontato la storia di accoglienza e solidarietà del piccolo comune di Riace, da cui, ha detto, “è venuta fuori un’idea di riscatto sociale, economico e soprattutto umano. Allora vuol dire che è possibile ovunque. Questo messaggio però – ha osservato – non deve essere divulgato, non deve arrivare, perché dimostra che un’altra umanità è possibile”. Con la politica di integrazione in un comune di 1500 abitanti, “non ho fatto altro che rimanere normale. Questa è la cosa più sconvolgente. Non c’è bisogno di nulla per fare quella cosa lì”.

Quando, più di vent’anni fa, c’è stato il primo sbarco, “non avevamo nemmeno i soldi per ripristinare gli impianti elettrici delle case abbandonate del centro storico. Allora – ha raccontato il sindaco – abbiamo comprato le candele. Si vedeva questa luce fioca nelle case abbandonate dai migranti di Riace. Nuovi migranti le utilizzavano. E’ un destino circolare. E questo è stato un processo fantastico, dopo anni di declino demografico e abbandono”. “Su seicento abitanti del centro storico, duecento siamo ‘autoctoni’ – ha aggiunto – Abbiamo fatto l’asilo multietnico, un ambulatorio medico in un periodo in cui la Sanità è un problema molto forte. Abbiamo recuperato la scuola”, ha spiegato il sindaco di Riace. E gli immigrati “non avvertono il pregiudizio sul colore della pelle. Alla fine l’accoglienza è l’incontro con un altro essere umano come te. Io penso che quando si incontra una persona bisogna essere fieri, non avere pregiudizi. Quando hai paura, hai pregiudizi, probabilmente c’è un disturbo del comportamento. Essere razzisti, essere fascisti, non è una cosa normale”. Per Lucano, “l’emergenza è dentro di noi che non abbiamo più capacità di sentire umanità. Una sindrome: quella del fastidio per gli esseri umani”.

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