Ragazzina morta nella piscina di un albergo a Sperlonga (Latina), ci sono i primi 4 indagati

Ragazzina morta nella piscina di un albergo a Sperlonga (Latina), ci sono i primi 4 indagati

Sono quattro gli indagati per la morte della studentessa tredicenne in un hotel di Sperlonga. La ragazza era rimasta incastrata, o meglio risucchiata per molti minuti dal bocchettone delle pompe che consentono il ricambio e la depurazione dell’acqua della piscina di questo importante albergo del litorale pontino. Gli indagati, tutti per omicidio colposo, sarebbero il proprietario della piscina ed alcuni addetti alla manutenzione della piscina e della sicurezza. La ragazza, soccorsa sul posto e poi trasportata al Policlinico Gemelli di Roma è morta poche ore dopo il ricovero. In queste ore i Carabinieri della Stazione di Sperlonga e della Compagnia di Terracina che stanno svolgendo gli accertamenti per chiarire eventuali responsabilità della tragedia, hanno ascoltato il personale dell’albergo, naturalmente il proprietario, tutti gli addetti che avevano responsabilità dirette ed indirette nell’assistenza agli ospiti della piscina ed anche il personale della manutenzione, non è chiaro, infatti perché le pompe di aspirazione ed immissione dell’acqua non si siano bloccate per la presenza della ragazza che con il suo corpo, di fatto, aveva fatto da tappo alla spinta delle acque di ricambio. Secondo le ricostruzioni la ragazzina si è tuffata per farsi un bagno intorno alle 17 di giovedì, immediatamente dopo è stata risucchiata dal bocchettone ampio circa 20 centimetri che si trova sul fondo della piscina. Quando è stata portata a bordo piscina è stata rianimata, ma nella notte le sue condizioni, fin da subito apparse molto gravi, sono precipitate e per lei non c’è stato nulla da fare. Sulla vicenda indagano i carabinieri della stazione di Sperlonga e della compagnia di Terracina. Sarà effettuata l’autopsia per stabilire le cause esatte del decesso e capire se la ragazzina sia stata colta da un malore prima di annegare, magari a causa di una bibita ghiacciata bevuta prima di entrare in piscina. E’ nell’albergo in cui è avvenuta la tragedia due anni fa furono messi i sigilli per presunte irregolarità e lavori abusivi: nel 2014 i carabinieri avevano bloccato il tentativo di realizzare nove stanze in più, la Spa era risultata irregolare e mancavano le autorizzazioni per circa metà delle camere. Poi il tribunale del riesame annullò il decreto di sequestro preventivo accogliendo l’istanza dei legali della proprietà. Sgomento nella cittadina di Morolo, dove era originaria Sara Francesca, e a Frosinone dove frequentava la seconda media.

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