Nicola Fratoianni, leader di SI, denuncia un caso di “respingimento collettivo” di 101 naufraghi. Salvini e Toninelli si aggrappano sugli specchi. Il risultato? I migranti sono a Tripoli

Nicola Fratoianni, leader di SI, denuncia un caso di “respingimento collettivo” di 101 naufraghi. Salvini e Toninelli si aggrappano sugli specchi. Il risultato? I migranti sono a Tripoli

Polemica al calor bianco tra Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, e il governo, in particolare coi ministri Salvini e Toninelli, sulla vicenda di un “respingimento collettivo” – così lo definisce Fratoianni – verso la Libia dei migranti di un barcone raccolti dalla nave, battente bandiera italiana, Asso28. Tutto nasce dal tweet di Fratoianni, inviato dalla nave della Ong Open arms,  di prima mattina del 31 luglio: “La ricostruzione su quanto è avvenuto ieri nel Mediterraneo da parte dell’armatore della nave Asso28 , conferma quello che è successo. Cioè, che una nave battente bandiera italiana ha effettuato un respingimento collettivo. Adesso sia il governo a spiegare come questo sia stato possibile, senza cercare di fuggire dalle proprie responsabilità”. Fratoianni aveva già denunciato il caso lunedì: “uno dei gommoni segnalati oggi dalla Guardia Costiera italiana con 108 persone a bordo nel Mediterraneo è stato soccorso dalla Nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che si sta dirigendo verso Tripoli. Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l’Italia ed il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale”.

La replica del ministro Salvini, e la controreplica di Nicola Fratoianni

Poco meno di un’ora dopo, sempre di martedì, la replica del ministro Salvini via social: ” La Guardia Costiera Italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato”. Immediata controreplica di Fratoianni: “L’unico disinformato, ed è molto grave visto il ruolo che ricopre indegnamente, è il ministro Salvini. Intanto perché non ha letto la mia dichiarazione. O forse ha problemi di comprensione del testo. Abbiamo denunciato un caso di palese violazione delle norme internazionali da parte di una nave mercantile italiana, Asso 28 che sta riportando a Tripoli, quindi in un porto non sicuro, 101 migranti (di cui 5 bambini, 5 donne incinte e 91 adulti fra uomini e donne). E di questo abbiamo le prove”, scrive questa volta in una nota stampa Fratoiannia. Inoltre, aggiunge il leader di Sinistra Italiana. “abbiamo detto che ‘Se lo facesse su indicazione della guardia costiera italiana sarebbe ancora più grave’. Ma già che ci siamo, vorrei chiedere a Matteo Salvini – conclude Fratoianni – se è in grado di rispondere a qualche domanda: se l’indicazione al mercantile italiano non è arrivata dalla guardia costiera italiana, da chi è arrivata?…”. A questo punto, evidentemente il ministro Salvini ha deciso di restarsene in silenzio, chiedendo smentite ad Eni e al ministro Toninelli. L’Eni, infatti, “smentisce categoricamente qualsiasi coinvolgimento nella vicenda che è stata interamente gestita dalla Guardia Costiera Libica. La nave Asso 28 che opera per conto della società Mellitah Oil & Gas (gestita da NOC e di cui Eni è azionista) a supporto della piattaforma di Sabratah, nella giornata di ieri ha prestato soccorso ad un barcone con a bordo 101 migranti arrivato in prossimità della piattaforma a causa di condizioni meteo avverse. L’operazione di soccorso è stata gestita interamente dalla Guardia Costiera Libica che ha imposto al comandante dell’Asso 28 di riportare i migranti in Libia. Durante il trasferimento verso Tripoli a bordo del vessel era presente anche un rappresentante della guardia costiera libica. La Guardia costiera libica presidia ogni piattaforma che opera nelle sue acque territoriali e ha gestito l’operazione di soccorso in totale autonomia”.

Interviene il ministro Toninelli con una smentita che non è una smentita. Anzi, una conferma

In realtà conferma il respingimento verso un porto libico considerato non sicuro dal diritto internazionale, sostenendo in sostanza il racconto di Fratoianni. E nemmeno la smentita del ministro dei Trasporti Toninelli è una vera smentita, ma una sorta di autogiustificazione dell’ovvio. Toninelli infatti afferma: “La Guardia costiera italiana “non è stata interessata al coordinamento” e “non è intervenuta” sul caso del soccorso di migranti da parte del rimorchiatore italiano Asso 28. La Guardia costera libica “non ci ha fornito alcuna indicazione” e quindi “il diritto internazionale non è stato violato”. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, uscendo da un’audizione in Senato, aggiunge: “Mi sono coordinato con l’ammiraglio comandante della Guardia costiera e il fatto è avvenuto in acque Sar libiche, dove secondo le norme internazionali è la Libia a dover coordinare le operazioni. Tutto è avvenuto nel perfetto rispetto del diritto internazionale”. In realtà, non è andata così, e il governo ha barato, come dimostra l’esauriente racconto di Nicola Fratoianni all’agenzia Ansa.

Il racconto dell’intera vicenda di Fratoianni all’agenzia Ansa. Ecco la verità

“Sul sistema Navtex (il sistema utilizzato dalle navi su cui circolano i messaggi di soccorso, ndr)”, racconta Fratoianni, “abbiamo ricevuto un messaggio rilanciato da Imrcc Malta ma proveniente da Imrcc Roma in cui si segnalava un gommone blu in difficoltà in area libica”, e sottolinea che subito dopo aver ricevuto l’allarme Open Arms si è mossa verso l’area indicata. “Poco dopo – aggiunge – il ‘Colibri”, un aereo da ricerca francese, dà comunicazione a tutti, dunque all’Italia, a Malta e ai libici di altri due gommoni bianchi in difficoltà a nord di Sabratha, nei pressi di una piattaforma petrolifera”. Da Open Arms a quel punto contattano Imrcc Roma, “con una mail e per telefono, due volte, ma non riceviamo alcuna indicazione. E comunichiamo anche ai libici – aggiunge Fratoianni – ma a 3 dei 4 numeri non risponde nessuno mentre l’ultimo che prende la chiamata parla solo arabo. Poco dopo ci mandano una mail dicendoci che sarebbero intervenuti loro”. Dalla nave della Ong partono le imbarcazioni veloci per la ricerca dei gommoni, ma non trovano nulla. Poco dopo entra in scena Asso 28: “Apprendiamo che ha recuperato 108 migranti (in realtà, preciseranno più tardi, sono 101, tra cui 5 donne e 5 bambini) – dice Fratoianni -. Contattiamo l’equipaggio che conferma il recupero, spiegandoci di essere stati loro ad avvistare il gommone ad un miglio e mezzo dalla piattaforma e di aver avuto indicazione di riportali a Tripoli”. E da chi arriva questa indicazione? “La prima risposta è ‘dai libici’ – sottolineaFratoianni – ma subito dopo si contraddicono e affermano: ‘stiamo seguendo le indicazioni della piattaforma per cui lavoriamo’. Vale a dire dall’Eni”. Fratoianni sostiene inoltre di essere “praticamente certo” che Asso 28 abbia sbarcato i migranti direttamente nel porto di Tripoli. “Ad un certo punto abbiamo intercettato una comunicazione radio – spiega – tra un certo ‘mister Ceci’, probabilmente qualcuno a bordo della piattaforma, e Asso 28. L’uomo chiedeva se durante la notte il rimorchiatore sarebbe stato ‘alla via’, vale a dire in navigazione, e l’equipaggio risponde: ‘non credo, penso che saremo in porto”.

Magistratura democratica: “Per i respingimenti, Italia già condannata da Corte di Giustizia europea”

Sulla vicenda è intervenuta Magistratura democratica: “Seguiamo con attenzione la vicenda inerente alle 108 persone riportate in Libia dal rimorchiatore Asso Ventotto. Ci chiediamo chi abbia assunto la decisione di far rotta verso Tripoli, porto non sicuro. Auspichiamo che alle gravi politiche di attacco alle ong e dei porti chiusi non si aggiunga quella dei respingimenti, per i quali l’Italia è stata già condannata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo”. Di certo, insomma, questa vicenda, terribile e disumana, del “respingimento collettivo” organizzato da italiani contro migranti e profughi, non può finire qui, dovrà avere inevitabilmente una coda parlamentare e una iniziativa giudiziaria.

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