Alitalia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl al Parlamento: “no a qualsiasi forma di spezzatino così come a cessioni a Fondi finanziari speculativi”

Alitalia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl al Parlamento: “no a qualsiasi forma di spezzatino così come a cessioni a Fondi finanziari speculativi”

Un partner industriale di settore insieme ad un “cambio radicale di governance” con anche l’ingresso dei lavoratori e dello Stato. E’ questa la proposta per Alitalia avanzata dai sindacati, che promuovono i risultati del lavoro fatto in questo anno di amministrazione straordinaria dai commissari e danno il loro parere favorevole al decreto di proroga della vendita per avere il tempo di trovare il partner giusto. Ma non mancano di evidenziare alcune criticità da risolvere, dalla Cig a zero ore all’allarme sulla fuga dei piloti dalla compagnia. Posto che “le manifestazioni di interesse da parte del mercato sull’acquisizione di Alitalia si sono ad oggi rilevate non avere sufficienti garanzie”, le sigle dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl – che oggi hanno aperto la due giorni di audizioni alla Commissione speciale del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva su Alitalia – ribadiscono il loro ‘no’ a “qualsiasi forma di spezzatino così come a cessioni a Fondi finanziari speculativi”. E’ invece necessario “salvaguardare questo asset strategico nella sua interezza, prendendo in considerazione partner industriali di settore” che possano farla crescere, chiedono i sindacati, che propongono anche, “per garantire un processo di vero sviluppo e salvaguardia dell’azienda”, di introdurre una forma di gestione della governance anche da parte dei lavoratori e dello Stato così come fatto da Lufthansa ed Air France Klm. Il tutto insieme ad un “Piano industriale di sviluppo” e soprattutto alla presenza di un Governo che sia “parte attiva con un ruolo di controllo e di vigilanza”. Intanto la “positiva gestione” dei commissari sta producendo risultati, evidenziano i sindacati (controcorrente l’Usb, che chiede di superare il commissariamento e cancellare la vendita): nel primo trimestre il fatturato è cresciuto del 6%, in cassa ci sono oltre 800 milioni di liquidità e i costi sono diminuiti. Prosegue, tuttavia, la fuga dei piloti iniziata ai tempi di Etihad: “fenomeno che al momento permane e rappresenta una forte criticità che deve essere affrontata immediatamente”, avvertono. Va inoltre evitata la cig a zero ore per circa 300 lavoratori del personale di terra prevista dall’ultimo accordo del 23 aprile, chiedono i sindacati, che per questo insieme ai commissari stanno lavorando ad un protocollo di ricollocazione.

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