Il Quirinale detta il calendario del secondo giro di consultazioni, centrodestra unito, chiude M5S. Istituita la Comissione speciale, presidenza probabile a Giorgetti. Schermaglie tra Di Maio e Salvini

Il Quirinale detta il calendario del secondo giro di consultazioni, centrodestra unito, chiude M5S. Istituita la Comissione speciale, presidenza probabile a Giorgetti. Schermaglie tra Di Maio e Salvini

Giovedì il centrodestra si presenterà unito al Quirinale per partecipare al secondo giro di consultazioni deciso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnato nei colloqui con le forze politiche che possano portare alla formazione del nuovo governo. Come lasciato intendere nelle scorse settimane dai leader della coalizione, e ribadito formalmente da Giorgia Meloni al termine delle consultazioni con Mattarella la scorsa settimana, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si recheranno insieme alle 17.30 al Quirinale per parlare con il capo dello Stato. Una decisione che sicuramente dal lato politico ha un valore ben definito, volendo evidentemente ricordare, da parte di Matteo Salvini leader della Lega, al capo di M5S Luigi Di Maio che la coalizione c’è, esiste e che Silvio Berlusconi non va messo in discussione. Anche se lo stesso Salvini continua ad avere un rapporto ‘felpato’ con i grillini: difesa di Berlusconi, contestazione dei veti posti verso l’ex premier ogni giorno da Di Maio ma apertura (o non chiusura) verso il Movimento, apertura incondizionatamente preferibile ad un non cercato accordo – peraltro invece probabilmente gradito all’alleato azzurro – con il Pd. Dal punto di vista protocollare la decisione di Mattarella di ricevere la delegazione del centrodestra unita ha un suo valore. Certo, potrebbe essere letta come una virata del presidente verso una scelta di incarico. Ma non è detto sia così, il capo dello Stato è troppo cauto e attento per proporsi sin da oggi con una soluzione in tasca. Ogni decisione di Mattarella in questo momento – a cominciare dal calendario delle consultazioni – può prestarsi a tutte le considerazioni possibili. Ma è anche bene ricordare che il ruolo che ricopre (certamente anche politico) non può dimenticarsi del rispetto e della considerazione che va data ad ogni singolo schieramento politico. Che poi altro non è che il rispetto per il voto, qualunque esso sia stato, degli italiani. Di seguito ricordiamo il calendario delle consultazioni. Mattarella riprenderà giovedì 12 aprile gli incontri per la formazione del nuovo governo. Il centrodestra, come annunciato, salirà unito al Colle; chiuderanno la giornata i rappresentanti dei 5 stelle. Si comincerà giovedì alle 10 con il Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica. A seguire alle 10.30 il Gruppo Misto del Senato della Repubblica, alle 11 il Gruppo Misto della Camera e alle 11.30 il Gruppo “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati. Nel pomeriggio dalle 16,30 toccherà al “Partito Democratico”; alle 17.30 i gruppi del centrodestra si presenteranno insieme al Colle. Chiuderà la giornata, alle 18.30, il “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Nella giornata di venerdì il capo dello Stato consulterà, alle 10,30 il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle 11.15; il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, alle 12 la presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Le schermaglie tra Di Maio e Salvini proseguono senza soluzione di continuità, tra uno stop and go e l’altro

Continuano intanto le schermaglie tra Di Maio e Salvini, proprio in vista dell’appuntamento al Quirinale. Di Maio conferma la sua posizione in modo rigido: “Noi non siamo mai stati quelli che dicevano ‘andiamo al governo ad ogni costo’. Abbiamo sempre detto ‘andiamo al governo per cambiare le cose’. Ora, la proposta che mi sta facendo Salvini è ‘fai un governo Salvini-Di Maio-Berlusconi-Meloni’… se facciamo questa cosa qua, l’unica cosa che possiamo fare è sederci su una poltrona e passare i prossimi 5 anni a non fare nulla. Perché è l’immobilismo”. Così Luigi Di Maio durante un incontro a Bojano, Molise. “Io l’ho detto a Salvini: tu devi scegliere se metterci al lavoro e abolire la legge Fornero o stare con Berlusconi e restare dove sei. E lo stesso vale per gli altri”, ha aggiunto il leader M5S. La replica di Salvini non si fa attendere, ed è a stretto giro di telecamere: “se mi chiama rispondo, è buona educazione. Io non l’ho chiamato”. Il leader della Lega risponde così, a margine della celebrazione del 166esimo anniversario della Polizia di Stato ai cronisti che gli chiedono di un eventuale contatto con Luigi Di Maio in vista del secondo giro di consultazioni per il nuovo governo. Nel tragitto tra la tribuna della Terrazza del Pincio, sede della cerimonia, e la sua auto, Salvini è stato al centro di un piccolo bagno di folla con numerose persone che gli hanno detto parole di incoraggiamento e gli hanno chiesto di fare dei selfie. Ad un “fan” che gli raccomandava di fare il premier e non il ministro, Salvini ha risposto sorridendo: “ecco il mio esegeta…”. Insomma, siamo ancora alle battute, che precedono l’espressone delle vere intenzioni dei due leader: Di Maio vuole davvero governare l’Italia, come e con chi? E con quale programma? Salvini vuole davvero governare? Come, e con chi? Sic stantibus rebus, anche il secondo giro di consultazioni dovrebbe partorire un nulla di fatto, e non solo per l’attesa relativa alle elezioni regionali di fine aprile.

Intanto, l’Aula della Camera approva la Commissione speciale, il cui presidente dovrebbe essere il leghista Giorgetti, in virtù del patto che ha portato il pentastellato Crimi alla presidenza della Commissione al senato

L’Aula della Camera ha approvato l’istituzione della commissione speciale per l’esame del Def, qualora il governo lo presenti, e di una serie di provvedimenti urgenti. Dopo la nomina dei 40 commissari e l’elezione del presidente, dopodomani la commissione speciale sugli atti del governo della Camera potrà finalmente iniziare ad esaminare i dodici provvedimenti varati dal governo sui quali il Parlamento non si è ancora pronunciato. Tra questi manca ancora il Documento di economia e finanza, che entrerà a far parte del ‘pacchetto’ quando il testo sarà inviato da Palazzo Chigi e dopo un passaggio in conferenza dei capigruppo. Entro le 16 di mercoledì i gruppi parlamentari dovranno comunicare alla presidenza della Camera i loro rappresentanti: 14 componenti saranno espressione del Movimento 5 stelle, 8 della Lega, 7 del Partito democratico, 7 di Forza Italia, 2 di Fratelli d’Italia, uno del Gruppo misto e uno di Liberi e uguali. La prima seduta della commissione si terrà giovedì alle 11. All’ordine del giorno ci sarà l’elezione del presidente e dell’ufficio di presidenza. Alla presidenza, salvo sorprese dell’ultimo minuto, sarà eletto Giancarlo Giorgetti della Lega, grazie a un accordo tra centrodestra e Movimento 5 stelle. Una scelta duramente criticata dal presidente dei deputati del Partito democratico, Graziano Delrio. “Per la presidenza della Commissione speciale – ha detto – è chiaro che c’è un accordo spartitorio a cui noi non partecipiamo. Noi nel 2013 lasciammo all’opposizione la presidenza della Commissione, adesso questo criterio non viene rispettato. Siamo allo stesso metodo che ha contraddistinto l’elezione dell’Ufficio di presidenza”. Dodici le materie che saranno esaminate dalla ‘speciale’: i testi sui lavoratori marittimi, sulla distribuzione assicurativa, sugli armamenti, sui servizi turistici, sull’uso dei dati del Pnr per funzioni di Pubblica sicurezza, sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici, sulla riduzione degli inquinanti atmosferici, sulle incompatibilità degli amministratori giudiziari, sulla tutela delle aziende sequestrate, sui diritti pensionistici complementari dei lavoratori, sulla organizzazione degli uffici centrali del Ministero dell’interno e sull’impresa sociale. Nell’elenco non sono entrate la riforma della legge elettorale (Fratelli d’Italia aveva presentato una proposta per introdurre un premio di maggioranza al fine di garantire la governabilità) e la riforma dell’ordinamento penitenziario (Movimento 5 stelle e i partiti della coalizione di centrodestra hanno respinto la proposta del governo). Se ne occuperanno, quando saranno istituite, le commissioni di competenza.

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