25 Aprile. Mai più fascismo, mai più razzismo. Cambiare il Paese nel solco dell’antifascismo e della Costituzione. Anpi: più di mille manifestazioni in tutto il Paese. L’appello di 23 organizzazioni antifasciste

25 Aprile. Mai più fascismo, mai più razzismo. Cambiare il Paese nel solco dell’antifascismo e della Costituzione. Anpi: più di mille manifestazioni in tutto il Paese. L’appello di 23 organizzazioni antifasciste

Sono più di mille le manifestazioni già programmate per la giornata del 25 Aprile promosse per celebrare il 73° anniversario della Liberazione. Nella manifestazione nazionale, che si svolgerà come tradizione a Milano, in quelle che coinvolgeranno le più di cento città italiane come in quelle organizzate nei comuni minori e nei quartieri delle grandi metropoli, verrà ricordato anche il 70° anniversario della promulgazione della nostra Costituzione che affonda le sue radici sociali e culturali nella Resistenza e nelle grandi lotte del lavoro. Quella Costituzione che poche stagioni fa si è tentato di stravolgere e quel lavoro così bistrattato e misconosciuto ma che mantiene la sua funzione centrale in una società moderna.

Le tappe della riconquista della libertà. Grandi scioperi, lotte dei lavoratori

Le manifestazioni, promosse dall’Anpi saranno una occasione per riproporre le tappe della riconquista della nostra libertà da quando con i grandi scioperi del marzo del 1943, avviatisi a Torino ed estesisi rapidamente anche a Milano, i lavoratori chiesero più viveri, più salario, la possibilità di eleggere le proprie Commissioni Interne ma soprattutto chiesero la fine della guerra.

Svolgendo una grande funzione nazionale i lavoratori con quelle lotte assestarono un colpo formidabile al fascismo, ne disvelarono le debolezze e con quell’atto collettivo assunsero l’iniziativa che li rese protagonisti del destino del paese. Avviarono quel processo politico che avrebbe portato al 25 luglio del 1943 con le dimissioni di Mussolini, all’armistizio con gli Anglo-Americani che erano sbarcati in Sicilia che venne sottoscritto l’otto settembre, all’inizio della Resistenza armata e delle tante altre importanti forme di Resistenza, agli scioperi ancor più grandiosi del marzo del 1944 che costituirono le più grandi manifestazioni di massa mai viste in territori occupati dai nazisti con la fermata di oltre un milione di lavoratori che impressionarono la grande stampa internazionale fino all’insurrezione vittoriosa del 25 aprile del 1945.

Attuare la Costituzione, elaborata dalla Assemblea Costituente nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, è la parola d’ordine che proponiamo a tutti gli italiani in questa giornata solenne. Attuare la Costituzione per eliminare le disuguaglianze sociali, per privilegiare il lavoro e la dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato.

“Mai più guerre, mai più persecuzioni razziali”

Quando nel 1945 è terminato il conflitto in Europa i resistenti di tutti i paesi dichiararono solennemente: “mai più guerre, mai più persecuzioni razziali”. Si aprivano in quella primavera degli scenari ricchi di speranza nei singoli paesi e nel mondo. Sappiamo invece quanto è stato lungo e irto di ostacolo il cammino verso la tolleranza, la solidarietà, la giustizia sociale, sappiamo delle sfide che dobbiamo ancora vincere e che vanno condotte in un contesto internazionale che deve saper costruire una politica di sviluppo sostenibile, di equità e di pace. Purtroppo sono state combattute da allora molte guerre che hanno insanguinato il mondo, si sono verificate molte violenze, molte sopraffazioni, molte violazione della dignità delle persone. Sono drammaticamente in corso guerre in tante aree del Medio Oriente, dove seguita la guerra civile in Siria mentre il governo turco di Erdogan, approfitta della situazione per sferrare un altro colpo al popolo curdo, dimenticando il contributo di sangue, da esso recato nel corso della guerra contro l’Isis mentre sia l’Onu che l’Unione Europea sono incredibilmente muti e assenti.

Tutto questo avviene mentre nuove sfide ci incalzano a partire da una crisi economica  che pare non finire mai e che è stata provocata da una finanza senza regole basata sulla illusoria capacità dei mercati e della speculazione di autoregolamentarsi e che sta accentuando diseguaglianze senza precedenti tra le persone all’interno dei singoli paesi come nel mondo.

Terrorismo, terribili guerre, massacri di popolazioni, esodi di dimensione biblica

Non si chiude la piaga del terrorismo internazionale e dei suoi sanguinosi attentati mentre assistiamo a terribili guerre, a massacri, a nuovi esodi di dimensione biblica con la fuga dalla morte e dalla fame, assistiamo a tanto dolore e a tante ingiustizie, assistiamo ad un crescere spropositato delle diseguaglianze nel mondo. Sono sotto i nostri occhi le tensioni politiche che attraversano l’Austria come numerosi Stati dell’Est europeo a partire dall’Ungheria e dalla Polonia. Avvertiamo che l’intero continente europeo è attraversato da rigurgiti reazionari e populisti, da movimenti xenofobi e razzisti, da episodi di intolleranza e di violenza, da nuovi muri che si intendono innalzare. In questi approcci emergono insistentemente e variamente mescolati tra loro sentimenti e azioni di intolleranza, di omofobia, di negazionismo, di antisemitismo. Abbiamo tutti ben presente anche le tantissime, le troppe pagine Facebook e gli spazi sulla rete informatica che fanno metodicamente opera di apologia del fascismo, del nazismo e del razzismo e che vengono alimentate da tanti che vorrebbero fare girare all’indietro l’orologio della storia.

Sappiamo che è in atto un grande movimento migratorio che spaventa, preoccupa, crea tensioni in tanti ceti popolari, sopra tutto tra i più deboli. Invece di tentare di far capire che è un fenomeno ormai insopprimibile, che va disciplinato, che va governato collettivamente e che va unito a un’idea di equilibrata convivenza, coloro che hanno tendenze autoritarie fanno di tutto per demonizzare questi accadimenti, per creare divisioni e contrapposizioni tra le masse popolari, dei penultimi contro gli ultimi. E invece di far avanzare proposte serie e costruttive, rigorose ma solidali, vi sono forze politiche e movimenti che fanno leva sull’egoismo e sulle paure per tentare di costruirvi un loro meschino consenso.

Rinnoviamo le speranze e i sogni di chi tra il 1943 e il 1945 scelse di stare dalla parte giusta

Alcuni ci domandano con angoscia se stia ritornando il fascismo. Sappiamo che la storia non si ripete quasi mai nella stessa forma. Ma sappiamo anche che bisogna stare attenti a riconoscere i sintomi del fascismo antico e nuovo per crearne gli antidoti per combattervi contro, con una rigorosa battaglia politica e culturale. Abbiamo bisogno più che mai di giovani, di donne e di uomini ancora capaci di indignarsi di fronte alle ingiustizie, alla carenza di democrazia, di libertà, di pace. Anche per questo rilanciamo con rinnovato impegno e con grande determinazione anche in occasione delle manifestazioni del 25 Aprile la raccolta delle firme attorno all’appello che 23 organizzazioni antifasciste hanno promosso intitolato MAI PIU’ FASCISMI, MAI PIU’ RAZZISMI che intendiamo sottoporre alle Istituzioni a tutti i livelli.

In una fase storica attraversata da tanto disorientamento e da tante contraddizioni dobbiamo saper tenere ben fermi i valori di fondo che i protagonisti della Resistenza ci hanno consegnato. Sentiamo più che mai il bisogno di idealità alte, di riferimenti e di valori forti come li seppero costruire e testimoniare quelle persone che seppero scegliere tra il 1943 e il 1945 di stare dalla parte giusta, che seppero esprimere la loro rivolta morale con grande coraggio e con grande preveggenza, che pagarono a volte le loro scelte con il prezzo supremo della vita per poter consegnare alle future generazioni un futuro di libertà, di giustizia sociale e di pace.

Abbiamo bisogno di rinnovare le loro speranze. Anche i loro sogni.

*Carlo Ghezzi, segretario Anpi nazionale

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