LeU presenta idee e programmi per il Sud e per l’istruzione. I 5stelle puntano a chiudere con rimborsopoli. E Berlusconi si tiene stretto il rosatellum

LeU presenta idee e programmi per il Sud e per l’istruzione. I 5stelle puntano a chiudere con rimborsopoli. E Berlusconi si tiene stretto il rosatellum

Mentre ancora continua la telenovela dei Cinquestelle sulla cosiddetta “rimborsopoli”, ovvero la caccia senza quartiere a quei parlamentari uscenti che hanno trattenuto per se le somme destinate al fondo per il microcredito appositamente al Mef, Liberi e Uguali continua a mietere proposte in questa asfittica campagna elettorale. A Napoli è stato presentato il progetto per lo sviluppo del Mezzogiorno. Si tratta di cinque proposte per lo sviluppo del Sud e di cinque proposte per lo sviluppo di Napoli per riportare il mezzogiorno al centro dell’agenda del paese. “Siamo l’unica forza meridionalista del paese”, dice Arturo Scotto, candidato LeU in Campania. Ecco le cinque priorità sul mezzogiorno: 1) Amministrazione Giovane. Un Piano di assunzioni, attraverso l’Agenzia per la Coesione, per i comuni del Sud. 50.000 giovani laureati e diplomati che ammodernino la Pubblica Amministrazione. 2) Prima di tutto, fiducia. “Ipotizziamo un prestito fiscale per i giovani che intraprendono un’attività professionale o artigianale, a valere sui contributi alle rispettive gestioni separate, del 50% in Italia e del 100% nel mezzogiorno per coloro che avviano l’attività entro il trentesimo anno di età. Il prestito varrà per i primi tre anni di attività, quelli di avvio, i più difficili, e sarà riscosso nei successivi venti anni di carriera professionale”. 3) Uno Stato all’opera. “Proponiamo la suggestione che fu di Carlo Azeglio Ciampi, destinare il 45% degli investimenti al mezzogiorno, una quota superiore alla sua popolazione residente che è del 34%, perché è l’unico modo per superare il divario territoriale di sviluppo”. 4) La piccola impresa respira. CDP garantirà il Fondo di garanzia per PMI per un totale di 3 miliardi di euro che attiveranno ulteriori garanzie dirette sui finanziamenti al sistema produttivo italiano. “Noi crediamo che come nel caso degli investimenti pubblici, la quota parte da destinare al mezzogiorno del fondo di garanzia e più in generale del ruolo di Cassa depositi e Prestiti nell’economia reale debba essere indirizzata verso quota 45%, compresi coerenti indirizzi di gestione delle aziende di cui è azionista”. 5) Liberi dal carbone. Serve un Piano energetico mediterraneo, in stretta connessione diplomatica e tecnologica con le altre macroregioni del mediterraneo, in particolare con l’area del Maghreb e dei Balcani.

D’Alema: “il 60% degli investimenti pubblici dei prossimi 5 anni destinati al sud”

E di Mezzogiorno e del suo sviluppo continua a parlare Massimo D’Alema nel suo tour elettorale in Puglia. “Soltanto una proposta politica che si faccia carico della sofferenza e del disagio di ampi strati sociali può indebolire le forze reazionarie che guardiamo crescere con forte preoccupazione”, dichiara a margine di una iniziativa pubblica a Bitonto. “Per questo Liberi e Uguali propone che nei prossimi 5 anni il 60% degli investimenti dello Stato e delle grandi aziende pubbliche sia destinato al Mezzogiorno. E’ inconcepibile – ha concluso – che oggi il Sud non riceva nemmeno la quota del 34% che gli spetterebbe”.

Fratoianni: “Liberi e Uguali ha in mente un altro modello di scuola, come comunità che educa, che riconosce il ruolo dei docenti, e che offre a tutte e tutti le giuste opportunità”

Infine, la scuola, l’università, la ricerca al centro degli eventi elettorali di Nicola Fratoianni, in coerenza col programma di Liberi e Uguali che proprio al primo posto mette questi temi e il futuro delle nuove generazioni. “Renzi continua a dire nelle varie trasmissioni tv a cui partecipa che sulla scuola qualcosa è andato storto. E dicendo questo dimostra che continua a non capire”, afferma Nicola Fratoianni capolista di Liberi e Uguali a Torino presentando nel capoluogo piemontese le proposte di Leu su scuola ed università. “In queste settimane – prosegue il leader di SI – sto partecipando a numerosi incontri davanti a scuole della Toscana e del Piemonte. E dappertutto docenti e studenti mi confermano che la Buona Scuola ha peggiorato la situazione. Altro che aver messo un sacco di soldi! Altro che problema di comunicazione! E’ la legge 107 che non ha risposto ai problemi della comunità scolastica. Ha solo riaffermato un principio autoritario intorno alla figura del dirigente scolastico e ha reso le nostre scuole luoghi di competizione, in cui si abituano i nostri giovani al lavoro gratuito. Liberi e Uguali ha in mente un altro modello di scuola, come comunità che educa, che prepara alla cittadinanza, che riconosce il ruolo dei docenti, e che offre a tutte e tutti le giuste opportunità. Insomma per noi un’istruzione gratuita e di qualità – conclude Fratoianni – è l’arma più potente contro le diseguaglianze e il migliore investimento sul futuro del Paese”.

5Stelle, Di Maio cerca di mettere una toppa definitiva alla vicenda di “rimborsopoli”

Su rimborsopoli il capo politico del Movimento 5 Stelle tenta di chiudere il cerchio a distanza di pochi giorni dallo scoppio della ‘tempesta perfetta’ sui mancati tagli dello stipendio da parte di alcuni parlamentari. Non una conferenza stampa ma una dichiarazione davanti alle telecamere in cui scandisce gli otto nomi di chi per M5s si è autoescluso. “Ivan Della Valle – scandisce – che non ha dato l’autorizzazione ad accedere agli atti, non avrebbe donato per circa 270mila euro; Girolamo Pisano per circa 200mila euro; Maurizio Buccarella, che ci ha dato l’autorizzazione, non avrebbe donato per 137 mila euro; Carlo Martelli, che non ci ha dato l’autorizzazione, non dovrebbe aver donato circa 81mila euro; Elisa Bulgarelli, che ci ha dato l’autorizzazione per circa 43mila euro; Andrea Cecconi per circa 28mila euro; Silvia Benedetti per circa 23mila euro; Emanuele Cozzolino per circa 13 mila euro”. Il candidato alla presidenza del consiglio ha interrotto il suo rally elettorale ieri per fare tappa a Roma: ha voluto recarsi in banca, quasi a dare il buon esempio, per certificare le somme volontariamente restituite allo Stato, per un totale di oltre 370mila euro. A stretto giro di posta hanno iniziato a seguirlo su facebook, alla spicciolata, alcuni parlamentari. Fra questi Massimiliano Bernini, finito nella black list de ‘Le Iene’, ma stasera indicato dal capo politico fra i più generosi sul fronte delle donazioni e anche Silvia Benedetti, che ha rivendicato solo errori formali, ma che stasera è stata indicata da Di Maio fra gli autoesclusi.

E nel salotto di Vespa, Silvio Berlusconi cerca di smarcarsi dall’accusa di inciucio post 4 marzo: “senza maggioranza si voti di nuovo col rosatellum”

Berlusconi, da parte sua, ha apparentemente messo un alt ad un eventuale governo di scopo nel caso si registrasse un’impasse dopo il voto. “Si vada al voto al più presto”, non c’è la possibilità – ha sottolineato – di cambiare la legge elettorale. “Il Rosatellum è un punto di sintesi”, non ci sarebbe “una maggioranza” per poter modificare le regole del voto. Con una maggioranza stretta, invece, il ‘piano’ sarà quella di trovare un gruppo di stabilizzatori, magari tra i centristi del Pd o tra i delusi del Movimento 5 stelle. Nell’eventualità di un pareggio, FI sarà alla finestra, spetterà – questo il ragionamento – ad altri trovare una via d’uscita. Una posizione che va nella direzione impressa dagli alleati, con i quali l’ex premier è chiaro: “Ma come è possibile tradire la fiducia degli elettori e siglare patti con la sinistra che ha portato il Paese a questa situazione?”, si chiede. La strada di un ‘patto’ anti-inciuci non è praticabile perché superflua. Un nuovo patto, invece, Berlusconi lo sigla con gli italiani a distanza di 17 anni. Sempre dal salotto di Vespa, sempre con la stessa scrivania di allora. “Mi impegno a lavorare al fianco del presidente del Consiglio per realizzare posti di lavoro”, dice, mentre legge un documento di poche righe e lo sigla. Per creare occupazione sarà necessario tagliare la spesa pubblica e permettere alle aziende di assumere per 6 anni giovani disoccupati a tempo indeterminato senza che paghino imposte. Frenata, invece, sulle pensioni per le mamme (“è una misura da approfondire”) e rilancio della flat tax, con la quale sarà possibile verificare chi paga le tasse e “sarà naturale” anche un inasprimento delle pene per chi evade.

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