Amazon. Il garante della privacy boccia il braccialetto elettronico. Per Grasso, LeU, è fantascienza e per Airaudo la colpa è del Jobs act. Filcams Cgil e Cisl pronte al confronto

Amazon. Il garante della privacy boccia il braccialetto elettronico. Per Grasso, LeU, è fantascienza e per Airaudo la colpa è del Jobs act. Filcams Cgil e Cisl pronte al confronto

Si fa rovente la polemica sul brevetto di Amazon per un braccialetto elettronico che i lavoratori della logistica dovrebbero indossare per controllare meglio i loro movimenti. Parole chiare giungono intanto dal Garante della privacy, Antonello Soro, per il quale il braccialetto  “sarebbe in contrasto con l’ordinamento in materia di protezione dati non solo in Italia, ma anche in Europa”. Intervistato da Radio Radicale il presidente dell’Autorita’ garante della privacy Antonello Soro prosegue: “Il sistema delle regole che disciplinano il trattamento dei dati personali e in particolare quello dei lavoratori deve rispondere a principi di proporzionalità, di trasparenza, di salvaguardia della dignità dell’uomo, che nella ipotesi riferita non ci sarebbero, quindi sarebbe in contrasto con le norme italiane e come tali non potrebbe applicarsi”. Per Soro “la giurisdizione del lavoro non ha barriere mobili tali da poter pensare che un’azienda degli USA possa fare in Italia quello che vuole, io mi auguro da nessuna parte del mondo. L’ipotesi di cui si discute è un’ipotesi di ulteriore delega della organizzazione della vita alle tecnologie e come tale con una progressiva compressione delle libertà dell’uomo”.

Liberi e Uguali apre il fronte polemico contro la revisione dell’art 4 dello Statuto dei lavoratori contenuta nel Jobs act

Tuttavia, il dibattito nel mondo politico continua. Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, sostiene che “non possiamo far sì che Amazon metta i braccialetti elettronici ai lavoratori per controllare i loro movimenti, non dobbiamo assolutamente consentire cose di questo genere”. Inoltre, “sono da fantascienza – aggiunge – i braccialetti vanno messi in altre situazioni, magari per evitare la detenzione piuttosto che per metterli ai lavoratori. Noi siamo per difendere il lavoro in tutte le sue forme e per creare lavoro, attraverso una serie di investimenti. Non con dei bonus che non danno sicurezza e stabilità, ma investimenti strutturali che possano creare un lavoro sicuro e stabile in maniera che chi lavora sa che puo contare sul futuro”. Liberi e Uguali inoltre apre il fronte polemico contro la decisione del governo Renzi di riformare l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, che impediva l’uso di strumenti tecnologici per il controllo dei lavoratori. Giorgio Airaudo infatti afferma che “non basta fare appelli. Gentiloni dovrebbe dire che si sono sbagliati. Che il Partito Democratico ha sbagliato a modificare l’art.4 dello Statuto dei lavoratori”. Giorgio Airaudo poi spiega: ” Prima del Jobs act quello strumento, il bracciale, non sarebbe stato possibile inserirlo in nessun luogo di lavoro in Italia, se non dopo una negoziazione con le organizzazioni sindacali. Dopo il Jobs act invece – ha detto ancora Airaudo – è possibile, dicendo che serve all’attività produttiva. Non è Amazon che è cattiva, Amazon cerca il profitto. Sono le leggi degli stati, i governi, che rendono più deboli i cittadini. In questo caso Gentiloni invece di fare appelli – ha concluso Airaudo – corregga l’errore che è stato fatto. Se non lo faranno loro lo faremo noi con i nostri rappresentanti in parlamento”.

Sul piano sindacale, l’azienda apre al dialogo. La Filcams pronta al confronto

“Accogliamo con favore, se sarà confermata, la disponibilità manifestata da Amazon al tavolo con il Governo di riaprire il confronto, che può essere per l’azienda un’opportunità per innescare un cambiamento culturale, a partire dall’Italia, per avviare una nuova stagione di relazioni sindacali”. Questo il commento della Filcams Cgil, dopo gli incontri di una delegazione di Amazon con i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico, Giuliano Poletti e Carlo Calenda. “Abbiamo da sempre manifestato la volontà di confrontarci con la dirigenza Amazon per migliorare la vita lavorativa all’interno degli stabilimenti, primo fra tutti quello di Piacenza”, afferma Massimo Mensi della Filcams Cgil nazionale. Orario di lavoro, turni, salute e sicurezza e salario variabile sono i temi sui quali, ricorda lo stesso sindacato del commercio e servizi, “la Filcams Cgil ha avanzato delle proposte concrete per definire un Contratto integrativo aziendale, finora rifiutato”. L’obiettivo è quello di “migliorare le condizioni di lavoro all’interno di Amazon rispettando le esigenze di azienda e lavoratori”, sottolinea infine il sindacato, chiedendo un “confronto responsabile”.

Per Annamaria Furlan, segretario nazionale Cisl, “è una buona notizia l’apertura di Aamazon”

“E’ una buona notizia la conferma degli investimenti e l’apertura di Amazon al confronto con il sindacato. Ma ora aspettiamo l’azienda alla prova dei fatti. Serve un accordo su organizzazione, turni, partecipazione. La Cisl è pronta alla sfida sulla qualità del lavoro ma serve coerenza dall’azienda e più rispetto per le persone”, scrive su twitter la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan.

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