Sicilia al voto per l’elezione di presidente della Regione e Assemblea regionale. Primo exit poll: testa a testa centrodestra-M5S, a netta distanza Pd+Ap. Claudio Fava tra il 7 e l’11%

Sicilia al voto per l’elezione di presidente della Regione e Assemblea regionale. Primo exit poll: testa a testa centrodestra-M5S, a netta distanza Pd+Ap. Claudio Fava tra il 7 e l’11%

E’ testa a testa tra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri nel primo exit poll fornito dall’Istituto Piepoli e Noto Sondaggi per la Rai e su un campione dell’80%. Il candidato del centrodestra è in leggero vantaggio con il 35-39%, mentre il M5S è tra il 33 e il 37%. Micari, candidato appoggiato dal Pd, è tra il 16 e il 20%, mentre Claudio Fava sarebbe tra il 7 e l’11%. Secondo il primo exit poll del TGLA7 in Sicilia, dopo la chiusura dei seggi per le elezioni regionali è in lieve vantaggio il candidato del centrodestra Nello Musumeci, con una forbice del 36-40%, seguito dal candidato M5S Giancarlo Cancelleri (34-38%), quindi il centrosinistra con Fabrizio Micari (16-20%), Claudio Fava (6-9%) e Roberto La Rosa (0%-2%). 

Gli aventi diritto al voto sono circa quattro milioni e mezzo. Le votazioni si svolgono dalle ore 8 alle ore 22 e le operazioni di scrutinio avranno inizio a partire dalle ore 8 di lunedì 6 novembre. Le elezioni del Presidente della Regione e dell’Assemblea regionale sono contestuali e sono a suffragio universale e diretto. Il nuovo parlamento dell’isola sarà composto da 70 deputati, prima era pari a 90 e dura per 5 anni.

Come si vota: il collegio elettorale per l’elezione del Presidente della Regione coincide con il territorio regionale; – per l’elezione dell’Assemblea il territorio della Regione è ripartito in un numero di circoscrizioni pari al numero delle province regionali. L’ambito territoriale di ciascuna circoscrizione coincide con il territorio provinciale.- l’elezione del Presidente della Regione e dell’Assemblea regionale sono contestuali e le votazioni avvengono su un’unica scheda. Esercizio del diritto di voto:- la scheda è unica e l’elettore può esprimere due voti: uno per la lista regionale e uno per la lista provinciale – voto di preferenza: è possibile esprimere la preferenza per uno dei candidati inseriti nelle liste provinciali; – voto disgiunto: l’elettore può votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro; – nel caso in cui l’elettore ometta di votare per una lista regionale, il voto validamente espresso per una lista provinciale si intende espresso anche a favore della lista regionale che risulta collegata con la lista provinciale votata.

Elezione del presidente e dell’Assemblea regionale: E’ proclamato eletto alla carica di Presidente della Regione il capolista della lista regionale che consegue il maggior numero di voti validi. L’elezione dell’Assemblea regionale avviene con sistema proporzionale con correttivo maggioritario Dei 70 seggi dell’Assemblea siciliana: 62 sono attribuiti in ragione proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali; uno al Presidente di regione; uno al capolista della lista regionale che ottiene una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata più votata; i restanti, fino ad un massimo di 6, ai candidati della lista regionale del presidente eletto.

Soglia di sbarramento al 5% e pari opportunità di genere. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste provinciali il cui gruppo abbia ottenuto nell’intera Regione una cifra elettorale inferiore al 5% del totale regionale dei voti. In ogni lista regionale i candidati (dopo il capolista) devono essere inseriti secondo un criterio di alternanza tra uomini e donne. In ogni lista provinciale il numero di candidati dello stesso sesso non può eccedere i due terzi del numero dei candidati da eleggere nel collegio.

Chi sono i candidati alla presidenza della Regione Sicilia

A contendersi il ruolo di governatore quattro candidati: Giancarlo Cancelleri per il Movimento 5 Stelle, Claudio Fava per la sinistra, Fabrizio Micari per Pd e Ap e Nello Musumeci per il centrodestra.

CLAUDIO FAVA: candidato della sinistra unita. Sessant’anni, giornalista, scrittore, sceneggiatore e deputato di Sinistra Italiana. Fava è figlio di una illustre vittima della mafia, il giornalista Pippo Fava, ucciso nel 1984. La battaglia per la legalità è il punto cruciale del suo programma già dal nome scelto per la lista: ‘I cento passi’, il film che racconta la morte di Peppino Impastato. E’ sostenuto da Articolo 1 – MDP, Sinistra Italiana, Possibile, Rifondazione Comunista e Verdi.

GIANCARLO CANCELLERI: candidato del Movimento 5 Stelle. Classe 1975, è deputato regionale, ed è stato scelto con il metodo delle primarie online sulla piattaforma Rousseau, alle quali ha ottenuti 4.350 voti. A inizio settembre il risultato delle “regionarie” era stato sospeso dal Tribunale di Palermo per l’esclusione ingiustificata di Mauro Giulivi, candidato all’assemblea regionale, ma il Movimento ha deciso di non ripetere le votazioni. Per Cancelleri, originario di Caltanissetta, è la seconda candidatura a governatore della regione: nel 2012 prese 368mila preferenze, arrivando terzo nella gara elettorale. Nel suo curriculum il lavoro presso una ditta specializzata nel settore metalmeccanico e poi la militanza nel Movimento 5 Stelle dal 2007.

FABRIZIO MICARI: candidato del centrosinistra sponsorizzato dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha convinto alla fine il Pd e messo d’accordo anche Alternativa Popolare di Angelino Alfano. Nasce a Palermo il 14 febbraio 1963. Sempre nel capoluogo siciliano, nel 1986 si laurea presso la locale Università in Ingegneria Meccanica, diventando dopo due anni nel 1988 ricercatore. Nel 2015 Fabrizio Micari si candida al ruolo di rettore dell’Università di Palermo ottenendo un autentico plebiscito. Se, come prevedono le analisi, il testa a testa sarà tra Musumeci e Cancelleri, la parte del grande sconfitto verrebbe recitata dal Pd.

NELLO MUSUMECI: candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Sicilia, sostenuto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Slogan della sua campagna elettorale è ‘Solo i siciliani possono cambiare la Sicilia’. Musumeci entra in politica a 15 anni nelle fila della “Giovane Italia”, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. A vent’anni è eletto consigliere comunale nella sua città, Militello in Val di Catania, e successivamente nei comuni di Gravina di Catania e Castel di Judica. Nel febbraio 1994, con suffragio diretto, diviene, dopo il ballottaggio, presidente della Provincia di Catania con la sola lista MSI-Destra Nazionale. È riconfermato presidente nel ’98, al primo turno, con oltre 310 000 preferenze, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Nel 2011 entra nel governo Berlusconi come sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali come uomo della Destra di Storace.

Si chiude una campagna elettorale tra le più intense mai vissute in Sicilia

Stasera si chiuderà una delle campagne elettorali più intense e infuocate che la Sicilia abbia mai vissuto. Claudio Fava incontrerà i suoi elettori a Corleone, e poi a piazza Bologni, nel centro storico di Palermo. Insieme a lui ci saranno Pierluigi Bersani e il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. Sarà a Palermo invece Giancarlo Cancelleri, che dopo un giro in bicicletta con gli attivisti 5 stelle, e il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, stasera alle 21 sul palco allestito davanti al teatro Massimo ritroverà Beppe Grillo, tornato sull’isola appena quattro giorni dopo la sua ultima uscita siciliana. Ha scelto invece una traversata dello Stretto in compagnia di giovani e imprenditori siciliani Fabrizio Micari per chiudere la sua campagna elettorale. Con lui ci sarà il portavoce nazionale del Pd Matteo Richetti. Nello Musumeci oggi chiuderà la sua campagna elettorale alle 21,30 a Militello Val di Catania.

Sicilia come laboratorio politico nazionale e delle alleanze?

Come spesso accaduto sull’isola anche questa volta la regione ha assunto l’aspetto di “laboratorio” per alleanze e coalizioni. Sicuramente lo è stato per il Partito democratico, che insieme ad Ap di Angelino Alfano ha deciso di sostenere il rettore di Palermo Fabrizio Micari. Una scelta che ha spaccato il fronte del centrosinistra, con i più radicali che, non ritrovandosi in quel nome, hanno optato per il vicepresidente della Commissione Antimafia Claudio Fava, lanciato da Articolo1-Mdp. Altrettanto travagliata è stata la scelta del centrodestra di Nello Msumeci. Dopo una iniziale comunione d’intenti sul nome dell’ex presidente della Provincia di Catania, Forza Italia con il coordinatore regionale Gianfranco Miccichè ha deciso di levare il suo sostegno, proponendo il nome dell’avvocato, ex assessore di Raffaele Lombardo, Gaetano Armao. Una linea rientrata poco dopo, con tutto il centrodestra unito dietro al presidente della Commissione regionale Antimafia. Discorso diverso per il Movimento 5 Stelle che già i primi di luglio ha indicato il suo candidato alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri, risultato il più votato alle “regionarie” online. La campagna elettorale grillina è stata la più capillare di sempre. Per due mesi, Luigi Di Maio ha affiancato Cancelleri battendo palmo a palmo tutti i comuni della regione.

Si voterà in una regione in crisi nera: debito pubblico salito a 8 miliardi, disoccupazione giovanile che supera il 50%, investimenti fermi

Sullo sfondo di una Sicilia in piena emergenza economica, con collegamenti stradali e ferroviari disastrosi e un livello di disoccupazione giovanile ben al di sopra della media nazionale, il tema più dibattuto in questa campagna elettorale è stato sicuramente quello degli “impresentabili”. Nell’attesa che la Commissione nazionale Antimafia si pronunci su chi non ha titolo a candidarsi, nei giorni scorsi alcuni episodi di cronaca giudiziaria hanno riguardato alcuni candidati all’Ars. Il caso più eclatante è quello dell’ex sindaco di Priolo Antonello Rizza, candidato nella lista di Forza Italia e arrestato per truffa. Un episodio che non ha tardato a sollevare forti critiche da parte degli oppositori, Movimento 5 Stelle in testa. Ma chi da lunedì pomeriggio sederà sulla poltrona che fu di Rosario Crocetta, che eredità si troverà a gestire? Quali le criticità? La situazione non è sicuramente delle migliori. A cominciare dal tema dei rifiuti, con il piano sui termovalorizzatori fermo e con livelli di differenziata estremamente bassi. Quindi la vicenda delle ex Province siciliane, la riforma che fu la bandiera della campagna elettorale di Crocetta, e che ancora oggi stenta a vedere la luce. Altro discorso, invece, per il settore della Formazione professionale, con i corsi fermi al palo da oltre 2 anni. Fermi come sono fermi i concorsi nella Sanità siciliana imbrigliata da burocrazia e “guerra” per le poltrone dei manager di Asp e ospedali siciliani. Insomma, una situazione drammatica su cui come una mannaia si abbatte impietoso il dato sul debito pubblico pari a 8 miliardi di euro, cresciuto secondo quanto comunicato dalla Corte dei Conti, del 47% sotto la guida di Rosario Crocetta.

Sicilia: Fratoianni (Si), con Fava cambiare si può e si deve

In Sicilia “bisogna rimettere al centro l’interesse generale, l’interesse dei molti contro quello dei pochi di chi si è arricchito, delle consorterie criminali e di una certa politica che non è stata capace di guardare al cambio di questa terra ma ha puntato sulla conservazione dei propri interessi”, dice Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, rivolgendo un appello in favore del candidato presidente Claudio Fava. “La lista Cento passi per la Sicilia, la candidatura di Fava e di tante persone libere e oneste è il simbolo che cambiare si può e si deve”.

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