Prato. Il rogo di Vaiano, due giovani operai cinesi morti: la Procura indaga per omicidio colposo la titolare. Cgil: la frontiera dell’illegalità si sposta. Rossi: legalità e diritti in ogni luogo di lavoro

Prato. Il rogo di Vaiano, due giovani operai cinesi morti: la Procura indaga per omicidio colposo la titolare. Cgil: la frontiera dell’illegalità si sposta. Rossi: legalità e diritti in ogni luogo di lavoro

La Procura di Prato ha iscritto nel registro degli indagati la quarantaseienne cinese titolare del contratto d’affitto della casa andata a fuoco in località Tignamica, nel Comune di Vaiano, nella notte fra sabato e domenica. L’incendio aveva causato la morte di un uomo ed una donna cinesi. Secondo gli investigatori, nell’abitazione era stata impiantata abusivamente una ditta di confezioni tessili con numerose postazioni. L’ipotesi di reato nell’intestazione del fascicolo, su cui indagano i sostituti procuratori Francesco Sottosanti e Lorenzo Gestri, è di omicidio colposo plurimo e omissione dolosa delle cautele anti-infortunistiche.

La Cgil di Prato: “la frontiera dell’illegalità si sposta sempre più avanti”

La Cgil di Prato “vuole esprimere la necessità di una riflessione che si spinga più avanti nella strada verso la lotta all’illegalità sul lavoro e alla necessità di condizioni umane di lavoro per tutti. Per questo riteniamo necessario ribadire che non basta controllare le aziende di confezioni che non abbiano dormitori all’interno”. Così la sigla sindacale “unendosi a tutti coloro che già hanno espresso il cordoglio e la vicinanza alle famiglie, per la tragica morte di un lavoratore e di una lavoratrice cinesi nel rogo dell’appartamento-laboratorio di Vaiano”. “E’ una fase, il controllo nelle aziende, che è stata ed è ancora importante ed ha dato risultati utili – si legge nella nota della Cgil pratese -, ma questo episodio ci dimostra che la frontiera dell’illegalità si sposta sempre più avanti, trova nuove modalità, nuovi spazi, luoghi diversi in cui operare. Se l’illegalità riesce ad operare con modalità nuove anche il contrasto, la difesa del diritto e della legge devono spostarsi in avanti, trovare nuovi modi di esprimersi, di combattere la propria battaglia”. “Il governatore Rossi e il responsabile del Piano per il Lavoro Sicuro Berti hanno parlato giustamente di coinvolgimento dei cittadini: è impensabile un controllo capillare del territorio solo con sistemi di polizia, senza l’aiuto e la collaborazione di chi quel territorio lo abita, lo vive, ne partecipa. A questa richiesta deve altresì corrispondere una risposta rapida e decisa delle Istituzioni e delle Autorità chiamate a farsene carico”. E “andando avanti su questa linea della responsabilità attiva, noi riteniamo che la stessa comunità cinese debba essere spinta a ragionare maggiormente sulle proprie modalità di lavoro, di vita, sul proprio essere parte di una città, di un Paese in cui non si trova più ormai a transitare occasionalmente, ma di cui è parte importante, per quantità e qualità di presenza. Occorre che la comunità cinese di Prato abbia un ruolo attivo di integrazione nel contesto sociale e politico della comunità locale”.

Enrico Rossi, governatore della Toscana: “legalità e diritti per rispondere al capitalismo senza regole e ai fenomeni schiavili”

“Condivido pienamente l’appello delle forze sindacali per la lotta all’illegalità sul lavoro e per la necessità di condizioni più umane per tutti i lavoratori”. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi fa suo l’appello delle forze sindacali in relazione al rogo di Vaiano in cui hanno perso la vita due giovani cittadini cinesi. “La sicurezza nei luoghi di lavoro e la separazione dei luoghi e dei tempi di vita da quelli del lavoro è una condizione imprescindibile”, continua Rossi. “La legalità è dunque una componente fondamentale. L’altra componente chiave è quella dei diritti. Oggi ci misuriamo con forme di capitalismo senza regole, capaci di regredire su terreni primitivi di oppressione. Su questo fronte garantire la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori significa lottare contro striscianti fenomeni schiavili di sfruttamento, economia sommersa e lavoro nero, che in questa regione non avranno mai apologeti e teorici”. “Nei prossimi giorni – aggiunge il presidente della Regione – prenderò parte e promuoverò io stesso ogni forma di mobilitazione, la più ampia possibile, per sensibilizzare i cittadini, il territorio, gli amministratori e le categorie produttive. Solo la mobilitazione di tutta la società potrà assicurare che non ci siano zone d’ombra, di compromissione, né isole di extraterritorialità”.

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