Calcio. Prima giornata del massimo Campionato. Le 5 stelle vincono tutte, con la Var debuttante protagonista. Tra scontate conferme e piacevoli novità, ottima la prima

Calcio. Prima giornata del massimo Campionato. Le 5 stelle vincono tutte, con la Var debuttante protagonista. Tra scontate conferme e piacevoli novità, ottima la prima

La protagonista indiscussa della prima giornata del torneo 2017-18 è stata la Var, il nuovo, rivoluzionario, sistema di rilevamento live dei momenti più importanti che possono sfuggire alla terna arbitrale; attraverso il suo utilizzo immediato da parte di alcuni direttori di gara, con le conseguenti decisioni assunte, si è avuta la conferma di come  la tecnologia, anche nel gioco del calcio, può rendere un utilissimo servizio, se non proprio eliminare, di sicuro per ridurre di parecchio gli umani errori arbitrali e di conseguenza anche le nocive polemiche del lunedì. Fermo restando che, comunque, la decisione finale rimane sempre di competenza arbitrale, i moviolisti di professione dei mass media, con l’avvento del Var, avranno meno centimetri di campo da spulciare perché ci sarà già chi l’avrà fatto prima di loro in diretta live sul campo.

La Juventus, nell’anticipo casalingo di sabato pomeriggio contro il Cagliari ha fatto da apripista ad una scoppiettante giornata sia con la prima tripletta che con il primo rigore siglato Var assegnatogli contro ma subito  neutralizzato da Buffon. Dopo la delusione e le polemiche conseguenti alla mancata finale di Supercoppa, per la Juve era necessario riscattarsi immediatamente sia per ripartire col piede giusto, sia per non ingenerare nelle avversarie l’illusione di una incipiente crisi di gioco. Allegri ha preferito andare sull’usato sicuro, presentando la vecchia squadra della sestina che, soprattutto in attacco,  ha corrisposto alle attese, superando alla distanza, alla vecchia maniera cioè agevolmente (3-0), il Cagliari,  nonostante la condizione non sia ancora ottimale, e riportando, così, il sereno in ogni ambito.

Il Napoli, ha fatto altrettanto, vincendo (3-1) in casa della matricola Verona, per confermarsi l’antiJuve per eccellenza, nonostante il riposo forzato concesso da Sarri al suo uomo migliore, Mertens, ben sostituito sotto rete dal redivivo Milik, in vista dell’impegno di qualificazione Champions di martedì a Nizza. Agli azzurri sono stati sufficienti una quarantina di minuti per la tripletta vincente che consente di dedicarsi da subito all’impegno francese, dopo la vittoria dell’andata.

Anche l’Inter  è tornata grande strapazzando (3-0)  una piccola Fiorentina ancora alla ricerca di sé e con Icardi (doppietta) sugli scudi. Dopo i milanisti anche i tifosi nerazzurri hanno riempito s. Siro in 51 mila per sostenere e applaudire l’undici di Spalletti che la prossima giornata giocherà a Roma, in casa giallorossa, e quella sarà già una prima impegnativa prova contro una diretta rivale aspirante alla zona alta.

Il Milan ha continuato a Crotone la sua folle corse offensiva segnando tre reti e sciupandone almeno altrettante con i suoi giovanissimi attaccanti Cutrone (1 gol) e Andrè Silva; Montella ha effettuato un nutrito turnover che lo ha ripagato in toto e ora, giovedì, con il ritorno in Macedonia con lo Shkendija  potrà formalizzare la qualificazione ai gironi di Europa League. Era molto importante mantenere vivo l’entusiasmo della tifoseria e a Crotone tutto è andato per il meglio,  dopo un quarto d’ora circa il 3-0 era già stato bell’e confezionato grazie alle prove maiuscole di diversi giovani. Una conferma: per il Milan il gol non rappresenta un problema.

La Roma, delle cinque big, è stata l’unica a non rispettare la regola dei tre limitandosi a vincere con il minimo indispensabile a Bergamo, contro l’Atalanta, l’avversaria più ostica, senza brillare eccessivamente come peraltro riconosciuto dallo stesso Di Francesco ma portando a casa il miglior  risultato, indispensabile per partire bene. C’è ancora molto lavoro da fare per ritornare sui vecchi livelli ma le potenzialità non mancano.

Chi ha deluso è stata la Lazio, aspirante big, che si è fatta impattare sullo 0-0 dalla matricola Spal, risentendo forse della stanchezza psicologica della vittoria di Supercoppa sulla Juve. Spetta ad Inzaghi individuare le cause di questo mezzo passo falso, una volta risolto il caso Keita, ormai in rotta con la società e con tutti.

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