Federconsumatori. Un Disegno di Legge propone l’eliminazione delle segnalazioni di tutor e autovelox, perché colpevoli di pericolose manovre improvvise. Gli introiti devono essere vincolati all’incremento della sicurezza stradale

Federconsumatori. Un Disegno di Legge propone l’eliminazione delle segnalazioni di tutor e autovelox, perché colpevoli di pericolose manovre improvvise. Gli introiti devono essere vincolati all’incremento della sicurezza stradale

È allo studio un Decreto Legge che punta ad eliminare le segnalazioni preventive di Autovelox e Tutor, ritenute pericolose per la sicurezza, dal momento che indurrebbero a manovre improvvise, cambi di carreggiata e frenate repentine che mettono a rischio la circolazione.

Secondo il disegno, tali avvisi spariranno non solo da tutte le strade, ma anche dai navigatori, le APP ed i siti che mettono in guardia gli automobilisti dalla loro presenza.

Un dibattito acceso si è scatenato intorno a tale ipotesi.

È noto, infatti, come spesso i Comuni tentino di fare cassa attraverso tali dispositivi (spesso dichiarati illegali), tralasciando invece i necessari investimenti in sicurezza e manutenzione delle strade.
Nel 2016 gli introiti delle sanzioni sono aumentati del 45%, con una stangata per gli automobilisti che ha raggiunto quota 1,7 miliardi. La Regione dove si registrano i maggiori introiti è il Lazio.

I cittadini denunciano, sempre più spesso, come molti Autovelox siano nascosti e non visibili, trasformandosi così in vere e proprie trappole per gli automobilisti.

“Il fatto di segnalare con anticipo un controllo di polizia è una cosa illogica e che molte volte rende di fatto inutile il pattugliamento. – afferma il Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi – Levare queste segnalazioni preventive rimetterà legalità sulle nostre strade: deve passare il concetto che gli automobilisti devono sempre viaggiare entro i limiti di velocità, non solo quando ci sono i controlli”.

È pur vero che i dati dimostrano come l’utilizzo intensivo del Tutor in autostrada porti gli automobilisti a rispettare i limiti solo nelle zone controllate.

Anche quelli che molti definiscono “Autovelox nascosti”, a norma di legge, devono essere pur sempre posizionati solo nei punti in cui è segnalata la loro presenza con il cartello: “attenzione, controllo elettronico della velocità”.

Attenderemo di capire come tale norma verrà sviluppata, se il principio della segnalazione, quantomeno quella relativa alle tratte, rimarrà in vigore. In ogni caso è certo che gli introiti che gli enti locali percepiscono dalle multe relative allo sforamento dei limiti di velocità dovrebbero essere utilizzati in maniera più mirata, vincolati esclusivamente alla manutenzione stradale.

Va ricordato, in tal senso, che l’articolo 142, comma 12 bis, prevede che i proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità rilevate tramite l’uso di apparecchi o sistemi di rilevamento della velocità o mezzi tecnici di controllo a distanza, sono attribuiti nella misura del 50% ciascuno all’ente proprietario della strada su cui è effettuato l’accertamento e all’Ente da cui dipende l’organo accertatore.
Le somme così introitate per questa attività devono essere destinate a interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, compresa la segnaletica stradale e le barriere, nonché al potenziamento dell’attività di controllo e accertamento delle violazioni in materiale di circolazione stradale, comprese le spese di personale nel rispetto delle norme sul pubblico impiego e sul contenimento della spesa.

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