Augias e Renzi, attenti a quei due. Sono loro i veri “rancorosi”. Tiro al bersaglio contro D’Alema: “Pronuncia parole di odio”. Matteo sul lettino dello psicoanalista

Augias e Renzi, attenti a quei due. Sono loro i veri “rancorosi”. Tiro al bersaglio contro D’Alema: “Pronuncia parole di odio”.  Matteo sul lettino dello psicoanalista

Non ho l’abitudine di leggere  le lettere inviate ai giornali. Spesso si tratta di scritti fasulli, firme fasulle, risposte fasulle. Di recente ne ho letta una in cui si parlava di vendite di appartamenti non proprio regolari, di proteste di chi aveva acquistato, di  cause in tribunale molto ingarbugliate. Il quartiere di Roma cui si riferiva la lettera veniva indicato come il Tiiburtino. Invece si trattava del Tuscolano. Capirete che indicato il quartiere sbagliato cadeva il racconto. Tanto meno leggiamo le lettere che, sempre sul quotidiano di cui sopra, di cui si può fare a meno di fare il nome, vengono inviate a Corrado Augias. Le sue risposte le conosciamo in anticipo, quindi non c’è gusto. Questa volta però ha attratto la nostra attenzione il titolo dato alla lettera: “Perché irrita l’attivismo di Renzi”. Chissà mai, ci siamo chiesti, una volta tanto la rubrica augiasiana non pronunci una qualche parola di critica nei confronti dell’ex premier. La lettera infatti era molto critica. Il centro delle argomentazioni del lettore è raccolto in poche parole conclusive. Dice che non è accettabile che Renzi “parli come fosse il deus ex machina dello Stato” e conclude: “Temo che l’alta autostima gli sarà esiziale nel momento delle elezioni. Di sobrietà nessuno è mai morto, di presunzione invece…”.

Ci siamo detti, vedrai che ora Augias  gliene dirà quattro al segretario del Pd. Invece no. Ammette che Renzi “abbia commesso molti errori”. Subito dopo precisa “a partire dal non aver soddisfatto le ambizioni di Massimo D’Alema con la conseguenza di portarlo ad un furore esploso clamorosamente dopo la sconfitta del referendum”. Prosegue l’Augias riportando una frase pronunciata da D’Alema cui Renzi e gli scribacchini attribuiscono i peggiori delitti, politici per ora. D’Alema viene indicato da Renzi, un giorno sì e l’altro pure, come una specie di diavolo che mette la sua coda su tutti e tutto. Avrà diritto di dire “Finché avrò vita, Renzi non avrà pace”. E che doveva fare, porgere l’altra guancia? Non basta, l’Augias si produce in un assolo degno di miglior causa. Definisce quelle di D’Alema “parole piene di odio, figurerebbero bene in un romanzo di cappa e spada, mantello a ferraiolo, appuntamenti in un cimitero, alla luce della luna, giuramento sull’elsa della spada”. Già ma la risposta al lettore fortemente critico nei confronti del Matteo di Rignano sull’Arno? Il Corrado dice che qualche errore Renzi l’ha commesso ma nemmeno  queste cose, spiegano la “concentrazione di odio su di lui”.

Lo  psicoanalista: Renzi sarebbe capro espiatorio degli errori della sinistra

Allora, geniale, chiede il parere ad uno dei più “autorevoli psicoanalisti italiani, Massimo Recalcati”. Che se non andiamo errati ha un qualche rapporto con l’ex premier, tanto  da essere in grado di dare una “autorevole risposta” all’Augias ,una vera e propria diagnosi come si fa con i pazienti che si sottopongono ad analisi. Lo psicanalista si trasforma in analista politico e dice che “la sinistra non è stata capace di elaborare il lutto per la perdita di una parte (sic,ndr) della sua identità. Renzi è diventato il capro espiatorio di questa incapacità: anziché procedere nel difficile lavoro di lutto meglio attribuirgli le responsabilità della crisi”. Poi lo psicoanalista conclude: “Del resto non c’è godimento più grande di vedere colui che pareva diverso dal sistema, apparire come un uomo del sistema. Tipico del popolo italiano. È a questa omologazione che Renzi dovrebbe sottrarsi”. Mentre leggiamo le conclusioni psicoanalitiche che tanto piacciono all’Augias ci  vengono a mente altre ingiurie nei confronti di D’Alema, di cui fa buon uso il quotidiano per cui Augias scrive la rubrica. Fra cui quella di essere, questa volta in compagnia di un altro dirigente ex Pd, Bersani, oggi con D’Alema, e Enrico Rossi, uno dei fondatori di Articolo1-Mdp, un “rancoroso”. Se c’è un “rancoroso”, ci viene da dire, senza offesa, questo è proprio l’Augias. Ovviamente in compagnia di Renzi.

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