Enrico Rossi: “Elezioni? Ne vedrete delle belle”. Speranza: “La Costituzione è il nostro simbolo”. Nasce “Articolo 1. Democratici e progressisti”. Scotto al governo: subito la data del referendum Cgil

Enrico Rossi: “Elezioni? Ne vedrete delle belle”. Speranza: “La Costituzione è il nostro simbolo”. Nasce “Articolo 1. Democratici e progressisti”. Scotto al governo: subito la data del referendum Cgil

“Ne vedrete delle belle”, risponde così Enrico Rossi, il presidente della regione Toscana alla domanda di un giornalista che gli chiede cosa ne pensa dei sondaggi sulla nuova formazione della Sinistra. Siamo a Testaccio, un quartiere popolare, di sinistra, una volta, giovani, movida, l’ex  mattatoio tornato a nuova vita, attività culturali. La “Città dell’altraeconomia” che ospita iniziative politiche, un centro di vita importante per Testaccio e per l’intera città. È pieno di gente, di donne e uomini che si riuniscono per partecipare ad un avvenimento eccezionale, che farà storia nella vita del nostro paese. Ci sono anche molti giovani, cosa ormai rara. Certo partecipano, sono determinanti come lo sono stati per la vittoria del no al referendum voluto da Renzi Matteo che mandava in soffitta la Costituzione. Ma non hanno particolare interesse alla vita dei partiti. Non sono solo loro. Quando si avverte il significato della posta in gioco però le stanze si riempiono, sono troppo piccole.

Testaccio, la sala, meglio la saletta, della “ Città dell’altraeconomia”, ospita la nascita, ufficiosa, dei nuovi gruppi alla Camera e al Senato. Martedì ci sarà quella ufficiale. Si mettono insieme  deputati e senatori provenienti dal Pd, l’area di sinistra che fa capo a Roberto Speranza, da Sinistra italiana che a conclusione del Congresso tenuto pochi giorni fa a Rimini ha visto l’abbandono del partito, di cui oggi  è segretario Nicola Fratoianni, da parte del capogruppo alla Camera, Arturo Scotto e di Alfredo D’Attorre. L’evento viene illustrato alla stampa, una conferenza tenuta da Rossi, Speranza, Scotto, con interventi di Massimiliano Smeriglio, a nome del “campo progressista” che terrà a Roma, il giorno 11, una sua iniziativa. Hanno preso la parola anche una studentessa universitaria e la presidente del Movimento italiano dei senza cittadinanza. Giornalisti, telecamere, macchine fotografiche, quelle classiche e quelle che si usano oggi per i selfie, confusi con coloro che, subito dopo, prenderanno parte a una assemblea in cui la nuova associazione che fa capo a Scotto e D’Attorre discuterà per  aprire una campagna di mobilitazione e di consultazione nel territorio. Alla conferenza stampa presente anche un  esponente di “ConSenso”, l’associazione promossa da Massimo D’Alema, Piero Latino. Si è fatto vedere anche Stefano Fassina di Sinistra italiana.

Tocca a Speranza aprire la conferenza stampa. Dà la notizia che tutti già conoscevano, ma mancava il sigillo, il marchio di fabbrica. Nella conferenza stampa si mischiano notizie “anagrafiche” e scelte politiche, come far partire l’affondo. Speranza dice che la nuova formazione politica richiamerà la Costituzione. L’Articolo 1 “è il nostro simbolo, la nostra ragione. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non c’è niente di più bello. Queste parole straordinarie sono ancora una incompiuta. Il nostro primo punto nell’agenda di governo è dare risposta a questo dramma sociale. I giovani innanzitutto”.

Nasce un percorso, un movimento che vuole unire. Serve una nuova radicalità

Allora “Articolo 1. Democratici e progressisti”. Punti di riferimento e patrimonio di tutti gli italiani. Quello che il Pd ha trascurato e che “ha allontanato la nostra gente”. “Vogliamo ricostruire il centrosinistra – ha proseguito – batterci per un nuovo centrosinistra nel Paese, libero da smanie autoreferenziali, dalla ricerca di un leader che rappresenta tutto e tutti”. “Oggi non nasce un nuovo partito ma un percorso, un movimento che vuole unire, che si interroga e vuole ragionare in modo inclusivo. Serve una nuova radicalità, dobbiamo avere il coraggio di essere forza di governo”. E Arturo Scotto lancia immediatamente la prima iniziativa. “Lasciamo i rimpianti alle spalle, procediamo a testa alta perché portatori di valori sani. Jobs act, scuola, ambiente, tante  “correzioni” arriveranno a Palazzo Chigi. “La prima –  afferma Scotto – riguarda la richiesta al governo di calendarizzare il referendum della Cgil, se non si aboliscono i voucher e non si interviene sugli appalti sarà collisione”. La richiesta al governo è pressante. Si parla di “politica radicale in discontinuità insieme a una solida cultura di governo”, di “rinascita di politiche keynesiane, di fisco progressivo, di far tornare l’Imu sulle prima case per chi può pagare, di povertà, di Europa che deve puntare ad una politica della crescita, dello sviluppo”. Enrico Rossi, arrivato da Firenze in tempo massimo, scherza sul suo abbigliamento. Nota qualche giornalista che guarda più alle apparenze che alla sostanza, magari all’editore e  al direttore piace così, che l’abbigliamento che prevale in sala è quello da week end. Rossi si scusa: “Dovevate dirmelo prima, e non sarei venuto in giacca e cravatta blu, divisa d’ordinanza da presidente di regione”.

Ho lasciato il Pd perché ha snaturato il centrosinistra. Il nemico è la destra

“Ho lasciato il Pd perché ritengo esaurita quella prospettiva di centrosinistra, perché il Pd ha snaturato la sua natura, ha fatto politiche che poco hanno a che fare con il centrosinistra”. ha detto Enrico Rossi. “A chi resta nel Pd, Emiliano compreso, noi chiediamo: siete disposti a fare la conta o una battaglia sui contenuti? Noi puntiamo sui contenuti. Abbiamo un nemico, la destra, il populismo. E siamo convinti che si può battere con un centrosinistra nuovo”. “Noi nasciamo oggi, è una forza aperta – ha detto ancora il governatore della Toscana -. Occorre ricollegare la politica al pensiero, dobbiamo chiamare gli intellettuali. Il nostro è un blocco sociale ampio, che parte dagli umili, ma comprende il ceto medio. Saremo maggioranza”. “Ci chiedono quanto prenderemo – ha aggiunto – quello che c’è oggi sui giornali non è poco. Siamo appena nati, ve ne faremo vedere delle belle”. Si mischiano notizie “anagrafiche” a scelte politiche. Poi viene al sodo. La  candidatura di Orlando come anti-Renzi, è voce comune, “non cambia nulla, noi ormai siamo fuori”. Aveva detto Speranza: “Vogliamo ricostruire il centrosinistra, batterci per un nuovo centrosinistra nel Paese, libero da smanie autoreferenziali, dalla ricerca di un leader che rappresenta tutto e tutti”. “Oggi non nasce un nuovo partito ma un percorso, un movimento che vuole unire, che si interroga e vuole ragionare in modo inclusivo. Serve una nuova radicalità, dobbiamo avere il coraggio di essere forza di governo”. Ancora: ”Primarie Pd sono gioco di figurine, non interessa chi vince”.

D’Attorre. Il Pd ormai è come la serie A, si gioca per il secondo posto

D’Attorre di rincalzo: “Il Pd ormai è come la serie A, si gioca per il secondo posto”. Scotto ricordava che “è finito il tempo dei rimpianti, è il momento di rimetterci in cammino per ricostruire la speranza, e lo faremo a testa alta. Un nuovo inizio è l’uguaglianza che è la bussola della nostra identità, è la ricostruzione dello Stato, è la buona politica, è la questione morale”. Poi la richiesta pressante al governo: “Basta con i voucher, vogliamo una data certa per i referendum”. Si inserisce nella conferenza stampa a nome del Campo progressista di Pisapia, Massimiliano Smeriglio, uno di quelli che avevano abbandonato Sinistra italiana ancor prima del Congresso. Parla di “allargamento del Campo”, di “una sinistra che si fa carico dei problemi del Paese”. Richiama il valore del referendum, ma pare dimenticare che Pisapia non solo ha fatto campagna per il sì, ma all’inizio del suo “campo” sembrava che puntasse a prendere il posto di chi se ne sarebbe potuto andare. Ora ha cambiato rotta e entra nel quadro delle iniziative della sinistra o meglio delle sinistre.

Fratoianni: Mi auguro si possano costruire occasioni di confronto e convergenza

Manda un messaggio Nicola Fratoianni, con i migliori auguri al nuovo movimento e ai gruppi parlamentari presentati oggi tra gli altri da Roberto Speranza ed Enrico Rossi. “Mi auguro si possano costruire presto occasioni di confronto e convergenza sul merito delle questioni a partire dalla necessità di imporre una svolta radicale alle disastrose politiche degli ultimi anni. Per parte nostra cercheremo ogni occasione di convergenza anche a partire dalle prossime scadenze parlamentari, pur non nascondendo però le difficoltà dovute ad una diversa collocazione rispetto al governo Gentiloni che, come ha ribadito anche oggi Epifani, sarà sostenuto dai nuovi gruppi in Parlamento”. “Siamo convinti – conclude – che ci sia bisogno in questo Paese di sinistra, ce lo chiede il nostro popolo. Ma dobbiamo essere all’altezza della sfida e non deluderlo solo con annunci o politicismi. Dobbiamo, e questa è una sfida impegnativa, riuscire a costruire politiche di sinistra e di alternativa, dopo i disastri combinati dal governo Renzi e dal Pd”.

L’incontro con la stampa finisce qui. Si passa alla assemblea. I giornalisti sono pregati di allontanarsi. Si discutono linee politiche, scelte programmatiche, l’iniziativa nel territorio, il recupero di un rapporto con i cittadini, i giovani, le donne, i lavoratori, cento assemblee in tutto il Paese, problemi di organizzazione. Alcune ore di discussione, di confronto. Domani è un altro giorno.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.