Roma. Nuova inchiesta coinvolge Ama. Il Corriere della sera denuncia assunzioni a pagamento (17mila euro) nei giorni dell’amministrazione Alemanno

Roma. Nuova inchiesta coinvolge Ama. Il Corriere della sera denuncia assunzioni a pagamento (17mila euro) nei giorni dell’amministrazione Alemanno
Ancora una ‘bomba’ esplode nel malaffare di Roma Capitale. Tocca ancora una volta all’Ama, l’azienda municipalizzata per l’ambiente, tornare protagonista delle presunte illegalità. Si tratta di un nuovo filone d’inchiesta, dopo quelli che hanno travolto i vertici dell’azienda nel passato, quando governava Alemanno, e fino ai giorni nostri con il coinvolgimento che l’ha portata fuori dal Campidoglio, dell’assessora Muraro, che su questa storia non ha svolto comunque alcuna parte. A dare notizia della nuova bufera giudiziaria è Fabrizio Peronaci, che firma sul Corriere della sera una articolata inchiesta, completa anche di trascrizioni di intercettazioni, che illustra come nella partecipata capitolina i posti di lavoro si mettevano addirittura in vendita (17mila euro) con l’intermediazione di alcuni sindacalisti.
 
Non riportiamo i testi delle intercettazioni, che sono nella piena disponibilità ed esclusiva del Corriere, ma vogliamo dare la notizia, che è certamente l’ennesima brutta pagina per l’amministrazione della Capitale d’Italia. Il percorso giudiziario si annuncia complesso ed è appena agli inizi. Al momento, fascicolo aperto dal Pm Alberto Galanti in stretto contatto con il Procuratore aggiunto Paolo Ielo, che a Piazzale Codio si occupa di reati contro la pubblica amministrazione. Allo stato delle nostre conoscenze non ci sarebbero ancora indagati ma si procederebbe per reati di rilevante gravità, visto che si parla di estorsione e corruzione.
 
Al Corriere della sera, che ha poi dato notizia di quanto vi raccontiamo, era arrivato un plico con all’interno una chiavetta Usb, con dentro due file – fa sapere Fabrizio Peronaci nel suo pezzo – della durata di 34 minuti e 36 secondi. Lo stesso materiale è stato inviato anche al segretario confederale della Cisl Giovanni Luciano, al segretario della Cgil Funzione Pubblica di Roma e del Lazio Natale Di Cola, all’ex presidente dell’Ama Daniele Fortini e all’allora capo del personale, Saverio Lopes. “Tra i destinatari, scrive ancora Peronaci, figurava anche il Corriere, ma l’indirizzo era errato. Intoppo oggi risolto, grazie a un ulteriore, riservatissimo contatto. E ora la chiavetta è qui, sbobinata parola per parola…”.
Il giornalista del Corriere fa anche sapere che le registrazioni risalirebbero all’aprile 2012, quando in Campidoglio governava Gianni Alemanno e in Ama al vertice c’era Franco Panzironi. Sempre secondo il Corriere, tre i protagonisti della vicenda: una spazzina che aveva versato 17mila euro per far assumere il suo compagno in azienda, un intermediatore, responsabile probabilmente del passaggio di denaro e dipendente di un’altra municipalizzata ed infine il sindacalista che preso il malloppo, non avrebbe poi più assicurato il buon fine dell’operazione con l’assunzione dell’aspirante spazzino. La vicenda promette nuovi sviluppi. Da registrare anche le prime reazioni come quella del segretario generale della Fp Cgil, Natale di Cola, che sulla vicenda non fa sconti:
Natale Di Cola (Fp Cgil): “La magistratura vada fino in fondo. Su fatti così gravi bisogna fare assoluta chiarezza”
 
“La magistratura vada fino in fondo. Su fatti così gravi bisogna fare assoluta chiarezza. Per questo appena il plico contenente il materiale citato dal Corriere della Sera è giunto nella nostra sede, lo abbiamo portato ai magistrati. Chiunque sa, parli”. In una nota Natale Di Cola, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio, commenta l’articolo di denuncia pubblicato oggi nell’edizione romana del Corriere della Sera, che riporta la sbobinatura di conversazioni contenute in una registrazione riguardante una presunta compravendita di posti di lavoro in Ama Spa. “Il Corriere – aggiunge il sindacalista – torna a sollevare una questione mai davvero superata dalla Capitale, nonostante i due cambi di amministrazione seguiti al medioevo etico di Panzironi e Alemanno. L’azienda, anche se ha fatto passi avanti, ad esempio con Fortini licenziando gli assunti illegittimamente, non è mai stata bonificata fino in fondo, messa nelle condizioni di operare in modo efficiente e con trasparenza. Il paradosso è che Ama non ha smesso di assumere in modo dubbio o peggio ancora illegale, ma ha proprio smesso di farlo, compromettendo ogni forma di programmazione e il futuro stesso dell’azienda. Un sistema sano estirpa il male, non ci convive”.
 
“Senza emettere giudizi sui singoli fatti, imputabili a persone appartenenti ad altre organizzazioni sindacali e su cui si pronuncerà la magistratura, non possiamo che ripetere come in questi anni non si sia saputo rimuovere l’eredità di quel passato. Si è preferito il silenzio. Oggi – aggiunge Di Cola – ci preme l’obbligo di ricordare che se la Cgil non fosse stata sola in questa battaglia forse si sarebbe potuto fare di più e prima. Ma ci tocca ricordare allo stesso modo che quella battaglia noi l’abbiamo fatta e pagandola a caro prezzo, soprattutto negli anni più difficili”.
 
“Ama va rimessa in moto, vanno riparati i guasti di quelle stagioni buie e raddrizzate le storture che non ne permettono un funzionamento ottimale. Ma per farlo serve l’aiuto di tutti. Per questo, come in passato abbiamo combattuto quelle gestioni dissennate, oggi chiediamo che l’azienda venga riformata e messa in condizioni di operare come agente di legalità. Per questo quando abbiamo ricevuto il plico contenente le registrazioni oggi pubblicate dal Corriere e la lettera che lo accompagnava, ci siamo subito recati dai magistrati che gestiscono l’inchiesta per consegnarle, fornendo tutti gli elementi in nostro possesso. Oggi chiediamo a chiunque abbia informazioni utili, a chi fino adesso non ha denunciato, di uscire allo scoperto. Lo facciamo garantendo il nostro sostegno – conclude il sindacalista – e lo dovrebbero fare per primi Azienda e Comune, anche attraverso progetti sul whistleblowing che aiutino e diano garanzie a chi vuole denunciare illegalità”.
 
Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.