Rai. Il Cda boccia il Piano Verdelli che rivoluziona l’informazione, e lui si dimette. Usigrai: crisi del servizio pubblico, altri devono dimettersi

Rai. Il Cda boccia il Piano Verdelli che rivoluziona l’informazione, e lui si dimette. Usigrai: crisi del servizio pubblico, altri devono dimettersi

“Il Piano Verdelli per l’informazione ha ricevuto un serie di critiche di inapplicabilità e il Dg ha detto che presenterà un nuovo progetto in cui inserirà le parti salvabili di questo piano, ma sarà un progetto innovativo completamente diverso che ci illustrerà entro gennaio”. Lo dice all’Adnkronos il consigliere Rai Arturo Diaconale, al termine del consiglio di amministrazione che si è tenuto questa mattina in Viale Mazzini. Il piano è naufragato al secondo confronto in Cda sull’ipotesi di riforma messa sul tavolo lo scorso dicembre. Adesso si procederà ad una “rivisitazione” – formula lessicale ambigua, secondo quanto si apprende – affidata al direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e che sarà fatta sulla base delle indicazioni venute dagli stessi consiglieri nel corso del serrato dibattito, e alla luce anche – “e comunque”, viene sottolineato – del lavoro svolto dal team Verdelli. Ma di sicuro c’è che “quel piano non esiste più, è stato giudicato incompatibile” con quello che invece si vuole in fatto di informazione Rai, ovvero di organizzare la stessa.

A quanto si sa, in Cda oggi nessun consenso netto è stato speso per l’ipotesi di piano formulata, si è riproposta quindi una situazione come quella del 22 dicembre, quando lo stesso Verdelli aveva rilevato questa ‘diffidenza’ marcata. E oggi è apparso chiaro che il piano così com’era stato impostato – la creazione di macroregioni e lo spostamento della direzione del Tg2 a Milano sono solo alcuni esempi delle criticità subito fatte rilevare non appena messo nero su bianco – non aveva alcuna possibilità di passare. E quindi in attesa che arrivi la convenzione Stato-Rai ( si tratta della concessione di servizio pubblico che è scaduta lo scorso maggio e che ora va avanti in prorogatio) si lavorerà in maniera continua per “rivisitare” punto per punto il piano e “riscriverlo”.

Gli assi del piano dell’informazione Rai rivisitati dal Cda

I capisaldi saranno almeno quattro: informazione digitale; informazione di flusso; informazione da parte di tg e reti, con il necessario coordinamento tra essi; informazione per l’estero, per le comunità italofone. Da tutti i consiglieri la sottolineatura che l’informazione, il sistema news, è centrale per la Rai, e deve avere indici di garanzia assoluta di pluralismo. Nelle prossime settimane il Cda, dove viene espressa la volontà per dare corpo a una fortissima innovazione, è chiamato quindi a verificare quali e quante cose si possono fare in tempi brevi, e peraltro capire su quali risorse finanziarie poter contare. In una parola, il piano dev’essere “sostenibile”. Esattamente il contrario di quello finora preso in esame.

Le dimissioni del direttore Verdelli

Il direttore dell’Offerta Informativa Rai,  Carlo Verdelli, a quanto si apprende, si è dimesso dal suo incarico, dopo la bocciatura sostanziale del suo piano editoriale per l’informazione avvenuta oggi in Cda. “Una persona perbene – spiega Verdelli all’ANSA – prende atto che nella seduta del consiglio di amministrazione odierna il piano da lui messo a punto sarebbe stato bocciato e accantonato, perché ritenuto pericoloso e irrealizzabile”. “Chi lo propone – prosegue – non può che prendere atto che non gode più della fiducia dei vertici e rassegnare le sue dimissioni. Non ci può essere un direttore che non ha la fiducia del consiglio di amministrazione”.

UsigRai: “Il vertice deve rendere conto delle scelte disastrose”

“Il fallimento di questo vertice non si può esaurire nelle dimissioni del direttore editoriale Carlo Verdelli. La creazione della nuova struttura è la principale, e nei fatti unica, scelta dell’attuale vertice sull’informazione. Questa vicenda non può chiudersi qui. La censura Anac, la sanzione per comportamento antisindacale, ora le dimissioni di Verdelli: il vertice Rai deve render conto con urgenza di scelte disastrose. Anche perché non è credibile che il Dg non fosse a conoscenza della linea scelta dal Direttore editoriale. Non assisteremo in silenzio alla delegittimazione della Rai Servizio Pubblico causata da un vertice inadeguato”. Così, in una nota, l’esecutivo dell’Usigrai.

Anzaldi, Pd, Commissione Vigilanza Rai: “Verdelli si dimette. E gli altri?”

“Verdelli può aver sbagliato progetto ma si comporta da persona seria e professionale: non accettata sua proposta, si dimette. Gli altri?”. Lo scrive su twitter Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai.

I parlamentari 5stelle in Commissione Vigilanza: “fallimento che ha dei costi”

“Le dimissioni di Carlo Verdelli da direttore editoriale della Rai sono un fallimento del servizio pubblico in salsa renziana, capace di mostrare il vero sistema di potere del Giglio magico con invidie e gelosie”. Così i parlamentari 5stelle in commissione di Vigilanza Rai. “Avevamo chiesto a gran voce la discussione e l’approvazione del piano informazione prima delle nomine, invece la scelta dei vertici del servizio pubblico è stata inversa: prima il poltronificio con la spartizione delle nomine fra i vari partiti e poi un piano che era destinato alla bocciatura. Questo è un fallimento che ha dei costi: il tempo perso e i robusti stipendi di Verdelli e della sua struttura”.

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