Fiat-Chrysler. L’Agenzia per la protezione ambientale Usa la multa per 4,6 mld di dollari per aver adottato un software su 140mila vetture per frodare i controlli

Fiat-Chrysler. L’Agenzia per la protezione ambientale Usa la multa per 4,6 mld di dollari per aver adottato un software su 140mila vetture per frodare i controlli

“Non abbiamo fatto nulla di illegale”, ha dichiarato in conferenza stampa l’ad di Fca, Sergio Marchionne, a proposito dell’indagine aperta dall’Epa nei confronti del costruttore per la possibile presenza nei motori di 104 mila vetture diesel di un software che consentirebbe di frodare le emissioni. “Non c’è mai stata alcuna intenzione di creare condizioni mirate a frodare i test, tutto ciò non ha assolutamente senso”, ha aggiunto Marchionne, secondo quanto riporta Automotive News, “non c’è una persona in questa azienda che proverebbe a fare qualcosa di così stupido, non apparteniamo a una categoria di criminali”. Dai primi calcoli la multa potrebbe arrivare a 4,63 miliardi di dollari. Marchionne la prende con filosofia: “Fca sopravviverà anche nel caso in cui le dovesse essere comminata una multa di 4,6 miliardi di dollari”.

L’Epa (Environmental Protection Agency), l’agenzia americana per la tutela ambientale ha accusato Fiat Chrysler Automobiles (Fca) di avere commesso violazioni sugli standard sulle emissioni diesel. Secondo l’agenzia, il colosso automobilistico avrebbe usato software per barare sui limiti sulle emissioni di circa 104.000 vetture. “Non comunicare la presenza di software che incidono sulle emissioni è una violazione grave della legge, che può tradursi in inquinamento nocivo dell’aria che respiriamo”, ha detto Cynthia Giles, responsabile dell’Epa. “Ancora una volta, una grande casa automobilistica ha preso la decisione aziendale di aggirare le regole ed è stata scoperta”, ha rincarato Mary Nichols, presidente del California Air Resources Board (Carb), che ha lavorato con l’Epa sulla vicenda. Fca US in una nota si è detta “contrariata dal fatto che l’Epa abbia scelto di emettere una notice of violation in merito alla tecnologia di controllo delle emissioni” e si è detta pronta a collaborare con l’amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo. Il gigante dell’auto ha detto di voler rassicurare “l’Epa e i clienti di Fca US sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili”. Le accuse riguardano modelli prodotti nel 2014, 2015 e 2016. I software sarebbero stati installati su versioni diesel di Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram Truck. Sulla scia della notizia, il titolo di Fca è sprofondato a Wall Street e ha perso il 18,39%, a 9,05 dollari per azione

Fiat Chrysler Automobiles a Wall Street ha infatti quasi dimezzato le perdite accusate dopo che l’Agenzia per la protezione ambientale americana aveva notificato al gruppo l’accusa di avere violato le leggi sulle emissioni. Il Ceo Sergio Marchionne ha negato con forza la tesi sostenuta dalle autorità Usa: il gruppo “non ha fatto nulla di illegale”; il top manager ha sottolineato che “questo è un tipo di analisi diverso da quello di Volkswagen”. Marchionne ha detto che “chiunque fa un parallelo tra noi e VW ha fumato qualcosa di illegale”. Il titolo cede l’8,5% a 10,14 dollari; prima e dopo una sospensione del titolo dagli scambi, era arrivato a cedere il 15-16%.

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